10 frasi killer da non pronunciare davanti al tuo capo – 1

frasi da non dire al capo

Se chiedi al tuo capo qual è l’aspetto più importante nel mondo del lavoro di oggi,
(probabilmente) ti dirà la comunicazione.
E ha ragione.

Infatti, quando parliamo,
(anche se quello che diciamo conta solo il 7-8% della nostra comunicazione),
dobbiamo stare ben attenti a non usare espressioni che ci fanno apparire offensivi,
incompetenti o poco corretti nei confronti del nostro capo/a.

Ecco 10 frasi da non dire al capo:

Occhio a tutte quelle espressioni, piccole frasi (che sembrano innocue) che possono,
anche a livello inconscio, essere interpretate negativamente e sabotare il tuo rapporto professionale.
E poi sono …
dolori!

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Poco importa quanto il tuo capo/a sia aperto di vedute,
ci sono ancora alcuni punti di discussione che sono tabù.

Ecco 10 frasi frasi da non dire al capo e che non dovresti mai lasciarti sfuggire:

1. “È un problema”

La scelta delle parole la dice lunga su di te.
E su chi-sei.

Un problema rappresenta un ostacolo,
una barriera o un blocco insormontabile.

Se “etichetti” tutto come un problema,
rischi di essere visto come “negativo e porta sfiga”.

I problemi sul posto di lavoro si presentano ogni giorno.
E ogni giorno vengono risolti!
Non devi farne una “ragione di stato” tutte le volte che ti trovi davanti una difficoltà.

Se c’è un problema,
prova a offrire al tuo capo una possibile soluzione.
Te ne sarà grato!

Leggi il mio post su come migliorare il tuo rapporto con il capo.

2. “Non posso”

Ecco una delle frasi da non dire al capo.. in compagnia dei suoi fratellastri “È impossibile” o “Non si può fare”.

Nessuno si aspetta che tu sia in grado di fare tutto,
ma il tuo capo vuole sentire cosa puoi fare e cosa è possibile,
non quello che non puoi fare o quello che per te è impossibile.

 


 

Così, invece di dire,
“Non riesco a finire per domani, è impossibile”,
offri al tuo capo una scadenza realistica.

Se ritieni che ti sia stato chiesto l’impossibile,
spiega esattamente quello di cui hai bisogno “Posso terminarlo per domani,
se avrò il supporto di Roberto e Camilla”.
Così. Positivo!

Evita lamentele e frasi di uno
che non si vuole mettere alla prova.

3. “Sono stanco morto, sai nel weekend… ”

Questo potrebbe sembrare ovvio,
ma succede, potrebbe scapparti,
anche accidentalmente.

Potresti aver chiuso il locale sabato sera e qualcuno ti ha accompagnato a riprendere l’auto perché non ti ricordavi dove l’avevi parcheggiata.
E allora?

Anche se hai un rapporto amichevole con il tuo capo,
le tue questioni personali dovrebbero essere lasciate fuori dal contesto lavorativo,
perché potrebbero condizionare il tuo rapporto.

Se continui a vantare notti di follia in città e allo stesso tempo ti presenti in ritardo,
il tuo capo ti richiamerà al concetto del lavoro-è-lavoro,
alle tue responsabilità sul lavoro e gli obiettivi della società.

 
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4. “Ho bisogno di un aumento”

Il punto non è chiedere un aumento.
Un adeguamento.
Un ritocco.

Non ha assolutamente niente a che fare con il merito del tuo lavoro,
non ha assolutamente niente a che vedere con la qualità di ciò che stai facendo.

I salari e le promozioni si basano sul tuo contributo all’azienda,
i tuoi punti di forza e le tue realizzazioni,
piuttosto che sui tuoi bisogni.

Il tuo capo vuole sapere perché ti meriti l’aumento,
non perché ne hai bisogno
(la necessità di solito implica un problema finanziario personale).

Se vuoi negoziare uno stipendio più elevato,
è necessario chiederlo in un modo più efficace,
dimostrando i tuoi successi e mantenendo fuori le tue esigenze personali.

Nessun capo terrà mai un impiegato che ha sempre ragione.
Arthur Bloch

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