13 cose che deve fare un manager il primo giorno di lavoro – 1

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Che tu sia prossimo a lavorare per un’innovativa startup, una piccola impresa a conduzione familiare,
un lussuoso store del centro oppure un grande progetto per una multinazionale il tuo approccio iniziale farà una notevole differenza,
tra il successo e il fallimento nella tua permanenza in quest’azienda.

Come comportarsi il primo giorno di lavoro?

Chi ben comincia … dice il detto.
E quale migliore inizio ci può essere, se non quello del primo giorno di lavoro!

Ti stanno aspettando.

Sarai stimolato ed emozionato. Sarai di fronte a difficoltà e opportunità, e il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di sfruttare al meglio tutte le situazioni … a partire dal tuo primo giorno di lavoro.

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Ecco 13 suggerimenti che spero ti diano spunti e la direzione giusta per avvicinarti con successo al tuo nuovo lavoro:

1. Dormire bene

Se vuoi, i primi giorni di lavoro, essere già incisivo, aver l’occhio sveglio ed essere reattivo mentre incontri decine di persone nuove, “prendi a carico” un bel pieno d’informazioni nuove, devi essere riposato.

Se ti manca il ritmo lavorativo non pensare che se vai a dormire presto la notte prima hai risolto il problema. Gli esperti dicono che per di ri-formare il tuo corpo a mantenere regolari ore di lavoro hai bisogno di un certo periodo di “riallineamento”.

Tradotto, vuol dire andare a dormire non troppo tardi e svegliarsi presto almeno due settimane prima dell’inizio (anche se immagino, ti sembra poco ragionevole).

2. Controllare il tragitto casa-lavoro

Arrivare in ritardo il primo giorno è imperdonabile.

Non è possibile. Non c’è scusa che regga!

Se sei bicicletta, in auto, in autobus o devi camminare per il tuo nuovo lavoro, è consigliatissimo provare il percorso prima del “grande giorno”. Ricordati di calcolare l’effetto “ora di punta”, che raddoppierà automaticamente il tempo degli spostamenti quotidiani.

Hai già gli orari d’arrivo e di partenza di treni, metro o bus?

Meglio avere un piano B per ogni evenienza (scioperi, mal tempo, ecc.).

Una volta che sai esattamente quanto tempo ci vuole dalla tua porta alla tua scrivania, durante l’ora di punta, “attacca” altri 10 minuti, così per-non-saper-ne-leggere-ne-scrivere. Non è un dramma se arrivi in po’ in anticipo il tuo primo giorno di lavoro.

3. Vestirsi professionalmente

Non si dovrebbe mai sottovalutare l’importanza di vestire professionalmente perché svolge un ruolo enorme nel modo in cui si sarà trattati inizialmente.
 

 
Presentarsi il primo giorno di lavoro “perfettamente curati” significa trasmettere efficienza e affidabilità; essere “trasandati” significa invece disorganizzazione e inaffidabilità. Dopo un po’, ci si può rendere conto che queste cose non corrispondono necessariamente alla realtà, ma inizialmente, sono il tuo aspetto e il tuo abbigliamento a parlare per te.

Il tuo aspetto la dice lunga.
Ti piaccia o no, sarai giudicato (anche) in base a questo.

Vestire in modo professionale non comprende solo l’abbigliamento ma anche l’aspetto personale: capelli, viso, mani, l’alito deve sapere di fresco, profumo o dopobarba (non troppo invasivi) devono creare una significativa immagine positiva di te.

4. Avere un atteggiamento positivo

Niente funziona meglio, ancor di più il primo giorno di lavoro, come trasmettere ai nuovi collaboratori un atteggiamento positivo. Fai in modo che il tuo atteggiamento di fiducia contagi tutto l’ambiente.

Una postura dritta, un passo deciso, una stretta di mano schietta accompagnata da un bel sorriso sincero (che non deve essere frivolo o ancora peggio da-scemo)!

Lascia da parte … entrata da star, camminata impettita o accompagnata da slogan e proclami.

Fare qualche battuta (pochissime e appropriate) ti può servire a “rompere il ghiaccio” e scaldare un po’ il rapporto. Se non te la senti o non sei il tipo … lascia perdere, meglio non rischiare il primo giorno di lavoro.

5. Salutare il team personalmente

Spesso questo è sottovalutato.

Se riconosci ogni componente del tuo team come persona degna di un saluto personale, metti una base fondamentale nella relazione, nei primi momenti della tua gestione.
 


 
Ogni singolo collaboratore del tuo team, a qualsiasi livello di contributo che darà, ha bisogno di sapere che sei interessato a lui/lei anche come persone e che hai la capacità e la motivazione di andare oltre i numeri e la produttività.

6. Imparare i nomi dei collaboratori

Nessuno si aspetta che lo farai entro la fine del primo giorno o della settimana.

È consigliato però, nel più breve tempo possibile, imparare i nomi di tutti i membri del tuo team.
Imparare, ricordare e pronunciare correttamente rapidamente i nomi di altre persone (soprattutto dei tuoi nuovi collaboratori) è molto più di una questione di educazione, è una questione di team leadership.

Perché? Cosa c’è in un nome?
Tutto!
Il nome è la nostra identità.

In un periodo in cui si parla tanto di team building e troppo spesso ci dimentichiamo che ogni persona vuole essere trattata come un individuo, vuole sentirsi unico e speciale.
Quando usiamo il nome (oltre ad essere educati e gentili) stiamo creando un legame, perché riconosciamo il valore e l’unicità della persona. Questa semplice cortesia ti aiuterà a costruire rapporti duraturi.

Quando fai subito riferimento a un tuo collaboratore con il suo nome, gli stai dando tutto il tuo rispetto!

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