Troppa sicurezza e spavalderia può mettere in pericolo la tua carriera

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Non sono poche le persone che si sentono tra le più capaci e competenti dell’azienda.

Si sorprendono quando le loro qualità non vengono riconosciute. Sono convinte di avere intuizioni migliori degli altri e, spesso, pensano di essere più intelligenti e preparate persino del loro capo.

Magari lo sono davvero.

Il problema arriva quando essere bravi significa avere sempre la risposta pronta, ascoltare poco e non ammettere mai di aver sbagliato.

Avere fiducia in se stessi non è un male. Tutt’altro.

Una buona dose di sicurezza è fondamentale per affrontare le sfide, assumersi responsabilità, superare gli ostacoli e crescere professionalmente.

Ma anche una qualità, quando diventa eccessiva, può trasformarsi in un limite.

Esiste un lato oscuro dell’eccessiva fiducia in sé

La sicurezza ti aiuta a decidere.
L’eccessiva sicurezza può impedirti di vedere ciò che stai sbagliando.

Tutti siamo attratti dalle persone sicure di sé.

Entrano in una stanza senza esitazioni.
Parlano con convinzione.
Prendono posizione.
Sembrano sapere cosa stanno facendo.

Ma esiste una linea oltre la quale la sicurezza può diventare presunzione, supponenza, arroganza o spacconeria.

Quando sei troppo convinto delle tue capacità rischi di:

  • sottovalutare i rischi
  • non ascoltare chi la pensa diversamente
  • ignorare i segnali che contraddicono le tue convinzioni
  • sopravvalutare il tuo peso nell’organizzazione
  • dare per scontate le persone che lavorano con te

Ed è qui che una qualità importante può cominciare a lavorarti contro.

Essere intelligenti e capaci non garantisce una carriera appagante

Luciano credeva di essere un grande broker.

Si era lanciato in investimenti molto remunerativi, ma anche molto rischiosi. Era convinto delle proprie capacità di analisi e del proprio intuito.

Poi qualcosa è andato storto nella sua carriera.

A posteriori ha riconosciuto di essersi sentito troppo sicuro delle proprie valutazioni.

La competenza c’era.
Era venuta meno la prudenza.

Sandra, invece, era convinta che la direzione presa con la sua start-up fosse quella giusta.

Determinazione e fiducia l’avevano aiutata all’inizio. Poi, lentamente, quella stessa determinazione si era trasformata in testardaggine.

Non chiedeva più indicazioni.
Ascoltava poco i consigli del partner.

I segnali contrari alla sua idea venivano ridimensionati o ignorati.

Essere determinati significa continuare nonostante le difficoltà.
Essere testardi significa continuare anche quando i fatti suggeriscono di fermarsi e guardare meglio.

Ivan era convinto di essere indispensabile.

Si considerava più prezioso degli altri colleghi e pensava che l’azienda non avrebbe mai rinunciato a lui.

Così erano arrivati i ritardi, gli atteggiamenti di sufficienza e una crescente disattenzione verso le persone.

Era sicuro che il suo valore professionale gli avrebbe permesso tutto.

Non è andata così.

Roberto, infine, era brillante e competente.

Probabilmente lo è ancora.

Ma aveva un problema diverso: era un leader senza team.

Tutto ruotava attorno alle sue capacità, alle sue decisioni e ai suoi risultati. Le persone erano quasi uno sfondo.

Quando gli chiesi come si rapportasse con i suoi collaboratori e quanto fosse attento alla loro motivazione, mi guardò stupito.

“In che senso?”

Una domanda semplicissima aveva fatto emergere qualcosa che fino a quel momento non aveva considerato.

Il problema non è avere fiducia in te stesso

Il problema nasce quando la fiducia diventa certezza di avere sempre ragione.

Quando sei competente è facile cominciare a pensare che gli altri rallentino, complichino o abbiano semplicemente meno da offrire.

Ma nel lavoro le relazioni contano.

E se hai un ruolo di responsabilità, contano ancora di più.

Le persone con cui lavori non sono una cornice della tua carriera. Contribuiscono direttamente ai tuoi risultati.

Per questo, ogni tanto, vale la pena fermarsi e chiedersi:

  • “Sto ancora ascoltando chi non è d’accordo con me?”
  • “Quando è stata l’ultima volta che ho cambiato idea?”
  • “Sto sottovalutando qualche segnale perché contraddice ciò che penso?”
  • “Il mio team mi parla liberamente oppure ha imparato che tanto decido io?”
  • “La mia sicurezza sta aiutando gli altri o li sta allontanando?”


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Riconoscere i propri limiti non significa essere insicuri

Forse è proprio il contrario.

Ammettere di non sapere qualcosa, chiedere un parere, riconoscere un errore o cambiare direzione non cancella la tua competenza.

La rende più solida.

Perché puoi essere molto bravo e sbagliare.

Puoi avere esperienza e non vedere qualcosa.

Puoi essere il responsabile e avere davanti una persona che, su quella questione, ne sa più di te.

La sicurezza più solida non nasce dal pensare di avere sempre ragione, ma dal sapere che puoi permetterti anche di metterti in discussione.

Se ti senti meno incisivo nelle decisioni o nelle relazioni con il team, è il momento di lavorare sulla tua presenza da leader. Scopri “Problemi di leadership? Ritrova autorevolezza nel tuo ruolo”.

La fiducia in te stesso ti serve.
La spavalderia no.

Conoscere il tuo valore è una forza. Pensare che il tuo valore ti renda infallibile può diventare un pericolo per la tua carriera.