Come entrare in una stanza piena di gente come un vero leader

Non importa che tu sia un manager affermato, un imprenditore conosciuto o un professionista all’inizio della carriera.
Quando entri in una stanza, le persone iniziano a farsi un’impressione di te prima ancora che tu abbia detto una parola.
Può essere un ufficio.
Una sala riunioni.
Un colloquio di lavoro.
Un evento professionale.
Potresti incontrare collaboratori, colleghi, clienti, responsabili o persone che non hai mai visto prima.
Non puoi controllare ciò che penseranno di te.
Puoi però essere più consapevole di come entri, come ti muovi e come occupi quello spazio.
Se non gestisci la tua presenza, saranno gli altri a interpretarla
Entrare con autorevolezza non significa fare un ingresso teatrale.
Non devi impressionare.
Non devi sembrare importante.
E non devi costruirti un personaggio.
Significa piuttosto evitare che fretta, tensione, insicurezza o impreparazione parlino al posto tuo.
E questo comincia molto prima di attraversare la porta.
1. Prima di entrare, riduci il nervosismo
Se sei agitato, non cercare necessariamente di trasformarti in una persona improvvisamente sicura di sé.
Concediti qualche minuto.
Respira.
Rallenta.
Può aiutarti ricordare una situazione professionale nella quale ti sei sentito competente e a tuo agio.
Non per convincerti di essere invincibile.
Semplicemente per spostare l’attenzione dalla paura di essere giudicato a ciò che sai fare.
Anche ascoltare musica, fare due passi o dedicarti per qualche minuto a qualcosa che ti rilassa può aiutarti ad arrivare con uno stato d’animo diverso.
L’obiettivo non è caricarti.
È entrare presente.
2. Preparati prima
Che si tratti di una conferenza, una riunione, un colloquio o un evento aziendale, una parte della sicurezza nasce da qualcosa di molto poco spettacolare:
la preparazione.
Informati prima su:
- luogo e orario;
- persone che incontrerai;
- obiettivo dell’incontro;
- eventuale materiale necessario;
- abbigliamento adeguato al contesto;
- percorso e tempo necessario per arrivare.
Arrivare trafelato perché non trovavi parcheggio o scoprire all’ultimo momento di avere frainteso luogo, orario o tipo di incontro non aiuta.
Gli imprevisti capitano.
Le disattenzioni evitabili sono un’altra cosa.
Una presenza autorevole comincia spesso da qualcosa di molto semplice: arrivare preparati.
3. Cura il tuo aspetto senza trasformarlo in una recita
Naturalmente vuoi essere apprezzato per ciò che sai fare, non per come sei vestito.
Ma anche l’aspetto contribuisce alla prima impressione.
Non significa seguire necessariamente le ultime tendenze o vestirsi per impressionare.
Significa presentarsi in modo curato, appropriato alla situazione e coerente con il proprio ruolo.
Sobrio non significa anonimo.
Elegante non significa ingessato.
E soprattutto:
non lasciare che quello che indossi diventi più importante della persona che lo indossa.
4. Quando entri, non avere fretta di “fare qualcosa”
Questo è forse uno degli errori più comuni quando vuoi entrare come un leader.
Entri e senti immediatamente il bisogno di:
salutare qualcuno,
tirare fuori il telefono,
cercare una persona conosciuta,
parlare,
fare qualcosa con le mani.
Invece puoi semplicemente entrare.
Fermarti un istante.
Guardarti intorno.
Capire dove sei.
Individuare le persone.
Poi muoverti.
Non serve camminare lentamente per sembrare sicuro.
Serve evitare che l’agitazione trasformi i tuoi movimenti in una corsa.
5. Non cercare di conquistare tutta la stanza
Se conosci già qualcuno, puoi naturalmente iniziare da quella persona.
Se non conosci nessuno, osserva.
Una persona da sola o un piccolo gruppo possono rendere più semplice iniziare una conversazione.
Non devi comportarti come se fossi il padrone di casa.
Non devi stringere dieci mani in trenta secondi.
E non devi dimostrare di essere perfettamente a tuo agio se non lo sei.
Un semplice:
“Buongiorno, sono Michele.”
oppure:
“Buonasera, credo che non ci siamo ancora presentati.”
può bastare.
L’autorevolezza non ha bisogno di fare rumore appena entra.
6. Cura la postura, senza metterti in posa
Il corpo comunica.
Ma non esiste una postura magica che ti trasformi automaticamente in una persona autorevole.
Non devi allargarti.
Occupare più spazio possibile.
Tenere il petto in fuori.
O assumere una fantomatica “posizione di potere” quando vuoi entrare come un leader.
Cerca piuttosto una postura naturale, aperta e stabile.
Testa non continuamente abbassata.
Spalle non contratte.
Movimenti non eccessivamente nervosi.
Braccia e mani libere di accompagnare ciò che dici.
Ne ho parlato più approfonditamente nell’articolo “14 modi di gestire il corpo che minano la tua immagine di leader”.
Non devi usare il corpo per recitare la parte del leader.
Devi evitare che il corpo indebolisca cosa vuoi comunicare.
7. Usa lo sguardo per entrare in relazione
Non devi fissare le persone.
E neppure obbligarti a mantenere continuamente il contatto visivo.
Quando entri, guardati intorno.
Quando saluti qualcuno, guardalo.
Quando una persona ti parla, falle sentire che la stai ascoltando.
Poi distogli tranquillamente lo sguardo quando è naturale farlo.
Il contatto visivo funziona quando accompagna la relazione, non quando diventa una tecnica.
Lo stesso vale per il sorriso.
Non serve averlo stampato sul viso.
Un sorriso spontaneo nel momento dell’incontro può comunicare apertura molto meglio di un’espressione costruita per sembrare sicuri di sé.
8. Lascia che le mani accompagnino le parole
Se vuoi entrare come un leader, non devi studiare ogni gesto.
E soprattutto non devi pensare:
“Adesso devo muovere le mani per sembrare autorevole.”
Sarebbe il modo più rapido per diventare artificiale.
Se gesticoli naturalmente, lascia che le mani accompagnino ciò che dici.
Se gesticoli poco, non devi trasformarti.
Presta attenzione soprattutto ai gesti che nascono dalla tensione:
giocherellare continuamente con la penna,
toccare il telefono,
sistemarsi ripetutamente gli abiti,
stringere e sfregare le mani senza accorgersene.
Non perché un singolo gesto riveli insicurezza.
Ma perché un insieme di movimenti agitati può rendere meno stabile la tua presenza.
9. Sposta l’attenzione da te agli altri
Quando entri in una stanza pensando:
“Come sembro?”
“Mi staranno guardando?”
“Che impressione sto facendo?”
tutta la tua attenzione rimane concentrata su di te.
Prova a cambiare domanda.
“Chi c’è qui?”
“Con chi posso parlare?”
“Che cosa posso capire di queste persone?”
“Chi sembra un po’ spaesato quanto me?”
È un cambiamento piccolo, ma importante.
Entrare come un leader non nasce soltanto dalla sicurezza che mostri.
Nasce anche dalla qualità dell’attenzione che riesci a dare agli altri.
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“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.
Entrare come un leader non significa sembrare un leader
È questa, alla fine, la distinzione più importante.
Puoi avere l’abito perfetto.
La postura studiata.
Il sorriso preparato.
Lo sguardo allenato.
E risultare comunque artificiale.
Oppure puoi entrare con calma, osservare, salutare, ascoltare e occupare il tuo spazio senza bisogno di dimostrare continuamente qualcosa.
La presenza non è una posa.
È il modo in cui voce, sguardo, postura, movimenti e attenzione agli altri diventano coerenti con ciò che vuoi comunicare.
La tua voce, il tuo sguardo, la tua presenza dicono molto di più delle parole.
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Formatore e Coach.

