Come diventare leader: mostrare la presenza di un executive, anche se non lo sei

come diventare leader

Foto di The Lazy Artist Gallery da Pexels

Viviamo in un mondo del lavoro che non si ferma mai.

Telefonate.
Riunioni.
E-mail.
Chat.
Decisioni continue.

È diventato difficile trovare anche solo pochi minuti per raccogliere i pensieri, osservare con lucidità quello che sta accadendo e scegliere con calma la risposta migliore.

Eppure è proprio qui che potresti perdere autorevolezza.

Non perché manchi di competenza.

Perché reagisci troppo in fretta.

La fretta viene spesso confusa con efficienza.

In realtà, molto spesso, comunica il contrario: agitazione, pressione, bisogno di controllo.

La calma, invece, non rallenta il lavoro.

Rallenta solo ciò che rischia di farti sbagliare.

La calma è una forma di presenza

Se vuoi trasmettere autorevolezza, dovresti imparare a portare più calma nella tua vita quotidiana. Non soltanto al lavoro.

La presenza di un leader nasce da qui.

Non dalla voce più forte.
Non dal titolo.
Non dalla capacità di avere sempre una risposta.

Nasce dalla capacità di restare centrato mentre intorno tutto accelera.

Una persona calma comunica equilibrio.

Le persone percepiscono che sai governare prima di tutto te stesso.
Per questo tendono a fidarsi di te.

La calma diventa influenza

Questo è potere.

Non il potere dell’autorità.
Il potere della presenza.

Più impari a rallentare il modo in cui cammini, parli e pensi, maggiore sarà la sensazione di controllo che trasmetterai.

E prima ancora… che sentirai.

Come ho scritto nel mio libro “Autorevolezza“, la presenza da executive nasce molto prima delle parole.

Nasce da come entri in una stanza.

Da come occupi lo spazio.
Da come riesci a restare saldo quando gli altri perdono equilibrio.

Come diventare leader? Comincia dal tuo corpo

Il linguaggio del corpo influenza profondamente la tua presenza.

Molte persone lavorano sui contenuti.
Pochissime lavorano sul modo in cui li incarnano.

Prova a osservarti.

  • Hai spesso le braccia conserte?
  • Cammini troppo velocemente?
  • Ti muovi in modo nervoso?
  • Giocherelli continuamente con le mani?

Sono piccoli dettagli.
Ma comunicano moltissimo.

Una postura stabile, le spalle aperte, movimenti lenti e intenzionali trasmettono sicurezza prima ancora che tu inizi a parlare.

Mostrare i palmi delle tue mani comunica apertura.

Camminare con passi regolari comunica controllo.

Non avere fretta comunica fiducia.

Pensa a una pantera prima della caccia.

Non corre ovunque.

Si muove lentamente.
Con precisione.
Con assoluta consapevolezza della propria forza.

Il contatto visivo racconta chi sei

Guardare negli occhi le persone comunica fiducia.

Dice che sei presente.
Che stai ascoltando.
Che non hai bisogno di nasconderti.

Al contrario, evitare continuamente lo sguardo può farti apparire distratto, insicuro oppure poco trasparente.

Attenzione però anche all’eccesso.

Uno sguardo troppo intenso può trasformarsi facilmente in pressione o aggressività.

Come spesso accade nella leadership, non è questione di fare di più.

È questione di trovare la giusta misura.

Anche il tuo volto comunica prima delle parole

Stress.
Scadenze.
Imprevisti.
Pressione.

Tutto questo lascia tracce sul tuo viso.

A volte entri in ufficio senza essere arrabbiato.

Eppure il tuo volto racconta esattamente il contrario.

Un’espressione costantemente corrucciata allontana.
Un sorriso autentico, invece, suggerisce disponibilità, sicurezza e apertura.

Le persone non si fidano soltanto di ciò che dici.

Si fidano anche di ciò che vedono.

Mostrare le tue emozioni non significa perdere autorevolezza.

Significa risultare umano.

Naturalmente anche qui serve equilibrio.

Espressioni troppo teatrali rischiano di sembrare costruite.

L’obiettivo non è recitare.
È essere coerente.

La presenza comincia dal dialogo che hai con te stesso

La presenza da leader non riguarda soltanto il modo in cui gli altri ti percepiscono.

Comincia dal modo in cui tu percepisci te stesso.

Se pensi continuamente di non essere all’altezza, di dover dimostrare qualcosa oppure di non meritare quel posto al tavolo, il tuo corpo finirà per raccontarlo.

Prima ancora della tua voce.

Il dialogo interiore influenza profondamente il modo in cui lavori, comunichi e prendi decisioni.

Anche il respiro diventa un indicatore prezioso.

Quando accelera senza motivo, spesso è l’ansia che ha preso il comando.

E recuperare lucidità significa tornare a scegliere.

Non semplicemente reagire.

La presenza autorevole non consiste nel diventare qualcun altro

Questo è forse il fraintendimento più diffuso.

Molti pensano che avere presenza significhi imitare il dirigente carismatico, parlare con una voce più profonda o assumere atteggiamenti costruiti.

Non è così.

La presenza autorevole nasce quando smetti di recitare.

Quando diventi una versione più stabile, più consapevole e più intenzionale di te stesso.

Richiede allenamento.
Richiede pratica.
Il desiderio di migliorare continuamente.

Non di trasformarti in qualcun altro.

Se vuoi approfondire il tema della presenza autorevole puoi leggere il mio libro “Autorevolezza“.

Oppure scoprire come posso aiutarti attraverso un percorso di coaching dedicato a rafforzare il tuo carisma e la tua leadership con collaboratori e colleghi.