Meeting aziendali: 8 errori che ti fanno perdere il carisma del leader

meeting aziendaliFoto di Yan Krukov

Meeting aziendali: prima di imparare a gestirli, prova a guardarli in modo diverso.

Molti leader escono da una riunione facendosi questa domanda:

“Sono stato abbastanza chiaro?”

È una domanda legittima.

Ma raramente è la più importante.

Perché una riunione non è soltanto il luogo in cui si prendono decisioni o si condividono informazioni.

È il luogo in cui il team osserva il tuo modo di guidare le persone.

Come ascolti.
Come reagisci sotto pressione.
Come gestisci un’obiezione.

Affronti un momento di tensione.

Ogni meeting è un test continuo della tua autorevolezza

Ed è curioso osservare una cosa.

Potresti uscire soddisfatto perché hai detto tutto quello che volevi dire.

Il team, invece, spesso ricorda altro.

Il clima.
Le tensioni.
Le interruzioni.
Le emozioni.
La sensazione con cui è uscito dalla stanza.

Ecco 8 errori che ti fanno perdere il carisma del leader:

1. Consideri le obiezioni un problema

Qui vedo spesso lo stesso errore.

Appena qualcuno mette in discussione un’idea, la riunione cambia significato. Non è più una ricerca della soluzione migliore.

Diventa una difesa della tua posizione.

Da quel momento non stai più ascoltando.

Stai preparando la risposta.

E il gruppo lo percepisce immediatamente.

Le obiezioni non sono necessariamente un ostacolo. Molto spesso sono il momento in cui le persone iniziano davvero a pensare.

Come scrivo anche nel mio libro Autorevolezza, un leader non teme le domande difficili.

Le utilizza.

2. Arrivi preparato… solo ai contenuti

Non credere che preparare una riunione significhi leggere l’ordine del giorno.

Non basta.

Una riunione si prepara anche chiedendosi:

  • Qual è la decisione che dobbiamo prendere?
  • Quali dubbi potrebbero emergere?
  • Quali resistenze incontrerò?
  • Quale clima voglio creare?

Puoi conoscere perfettamente gli argomenti.

Ma se improvvisi tutto il resto, difficilmente guiderai davvero il gruppo.

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3. Confondi la preoccupazione con la leadership

Alcuni leader entrano in riunione già preoccupati.

Il progetto è in ritardo.
Il cliente è insoddisfatto.
I numeri non sono buoni.

Sono preoccupazioni comprensibili.

Il problema nasce quando diventano l’unico messaggio che il team riceve.

Il tuo tono.
La tua postura.
Le pause.

Anche il corpo comunica la tua leadership.

Le persone ascoltano le parole.

Ma leggono soprattutto il tuo stato emotivo.

4. Parli continuamente dei problemi

I problemi meritano attenzione.

Ma non meritano tutta la riunione.

Alcuni meeting iniziano con un problema e finiscono con dieci problemi in più.

Nessuna direzione.
Nessuna decisione.
Nessun passo avanti.

Un buon leader non ignora le difficoltà.

Aiuta il gruppo a uscire dalla sensazione di essere bloccato.

Problemi.
Opportunità.
Decisioni.
Prossimi passi.

L’equilibrio fa la differenza.

La tiri lunga

Organizzare meeting aziendali brevi è una componente essenziale dell’autorevolezza.

E anche dell’efficienza.

Pianifica solo il tempo che serve.

Se ritieni di poter concludere in 45 minuti, non arrotondare automaticamente a un’ora.

Dai alla riunione un confine temporale chiaro.

E rispettalo.

Questo costringerà tutti a restare concentrati.

Te compreso.

6. Riempi ogni spazio con le tue parole

Molti leader parlano troppo.

Non perché abbiano troppo da dire.

Perché temono il silenzio.

Così spiegano.
Riscrivono.
Ripetono.

Commentano ogni intervento.

Il risultato è quasi sempre lo stesso.

Più parli, meno il gruppo partecipa.

Aggiungi valore.

Non minuti di riunione.

7. Spegni le idee troppo in fretta

“Ci abbiamo già provato.”
“Non è il momento.”
“Non funzionerà.”

A volte basta una frase.

Altre volte basta un gesto.

Uno sguardo.
Un sorriso ironico.
Una smorfia.

In pochi secondi il gruppo capisce se vale ancora la pena proporre idee.

Puoi essere in disaccordo.

Ma non spegnere la curiosità delle persone.

Un team smette di proporre idee molto prima di smettere di averle.

8. Lasci tutti con più dubbi di prima

Ci sono riunioni che finiscono senza che nessuno abbia davvero capito cosa succederà dopo.

Chi decide?
Chi fa cosa?
Entro quando?

Una buona riunione non termina con un verbale.

Termina con chiarezza.

Responsabilità.
Scadenze.
Decisioni condivise.

Quando questi elementi mancano, la riunione continua nei corridoi.

E raramente migliora.

Molti pensano che i meeting aziendali servano soprattutto a parlare

Io credo che serva soprattutto a costruire fiducia.

Ogni meeting lascia qualcosa.

Più chiarezza o più confusione.
Più energia o più stanchezza.
Collaborazione o più distanza.

Per questo motivo la domanda più importante non è:

“Che cosa devo dire?”

Forse è un’altra.

“Come usciranno da questa stanza le persone?”