Ansia del nuovo lavoro? Ma va! La lezione di Edoardo “lo spavaldo”

il nuovo lavoroFoto di Andrea Piacquadio

Dopo tanta attesa, è finalmente arrivato il gran giorno per Edoardo.

Inizia l’avventura nel suo nuovo posto di lavoro quale Manager Corporate Procurement (funzione cruciale dell’Ufficio Acquisti) per una grande azienda del Nord Italia.

Iscriviti alla Newsletter e ricevi GRATIS il mio percorso di benvenuto nel coaching

Come saranno i nuovi colleghi?
Amichevoli e sorridenti oppure indisponenti e boriosi?
E il nuovo capo? Nel colloquio di lavoro sembrava un po’ scorbutico… boh?

Ansia del nuovo lavoro? Macché!
Edoardo è pronto. Confidente.

Ha già ricoperto (con successo) tale posizione in passato. Sa cosa lo aspetta. Sa che non può permettersi di fare errori grossolani, da principiante, deve giocarsi (da subito) una prima buona impressione.

Edoardo è convinto di utilizzare il suo solito approccio

Quello “giusto” … quello che funziona … il famoso “metodo Edo”. “So il mio lavoro”, “Ho sempre fatto così … e funziona”.

Con la testa ridondante di complimenti – ricevuti nelle aziende precedenti- ha operato con lo stesso assunto di sempre: sarà “facile”.
Ovvio.

Volendo impressionare (a tutti costi) capi e colleghi, Edo si è presentato in azienda e ha spinto subito per il cambiamento … pensando che questo fosse il modo migliore per proporsi,
mettere in mostra il suo valore. Altro che ansia del nuovo lavoro!

Edoardo rifiutava di aspettare, dare tempo, chiedere indicazioni, consigli, non ascoltava gli appelli alla prudenza (di un ex collega). Sempre confidente, al massimo.

La sua determinazione si è trasformata in breve in testardaggine.
Cocciutaggine.

Edoardo ha mostrato una fiducia sproporzionata nelle sue intuizioni, nella sua competenza.
Purtroppo, senza entrare troppo nei particolari, in poco tempo la sua pressione gli si è ritorta contro.

Edoardo si è arenato

Le “partenze a razzo” a volte funzionano, altre no.

Le persone coinvolte hanno opposto “resistenza”,
lasciando Edoardo in una sorte di limbo ansiogeno e stressante di cambiamenti che non avvenivano e risultati che non arrivavano.

Non sono poche le persone (come Edoardo) che si sentono le più capaci e competenti dell’azienda.

 


 

Si sorprendono quando non vedono riconosciute le loro grandi capacità.
Sono convinte che la loro personalità sia superiore e che le loro intuizioni siano più brillanti di quelle degli altri.

Molte persone sono (come nel caso di Edoardo) davvero intelligenti e Smart, capaci e competenti,
ma molto spesso purtroppo hanno “già tutte le risposte”,
non ascoltano e non rispettano i “tempi giusti”.

Edoardo non ha capito che ci sono anche “regole” non scritte che devono essere onorate,
tempi che devono essere rispettati, e non sempre saper fare un buon lavoro è sinonimo di successo.

La sicurezza in sé stessi è una qualità necessaria

Una buona dose di autostima è fondamentale per affrontare le sfide,
superare gli ostacoli ed emergere in questo mondo sempre più competitivo.

Tuttavia, c’è il lato oscuro dell’eccessiva fiducia in sé.

Edoardo è passato da energico e ridondante a titubante e indeciso. Adesso, ogni azione che intraprende è accompagnata dal dubbio e dell’indecisione (manco fosse uno stagista alle prime armi).

Edoardo è mortificato per aver “miseramente fallito” in qualcosa che pensava fossero i suoi punti di forza:

  • “Cosa sta succedendo?”
  • “Questa era l’unica area sicura del mio talento”
  • “Sono stata un fake tutti questi anni?”

Abbiamo cominciato a “fare coaching” perché Edoardo si sente in grande difficoltà, “ammettendo” di aver bisogno di un supporto professionale con cui confrontarsi.

Accettare di non essere perfetto è un ottimo punto di partenza per la sua crescita professionale.

 
LA TUA CARRIERA DI SUCCESSO > scopri il percorso di coaching ideale per te
 

La lezione di Edoardo

È un promemoria per tutti quelli che cominciano un nuovo lavoro:
non importa quanto tu sia pertinente o competente … ci vuole tempo e umiltà.

Che non vuol dire essere attendista, titubante e remissivo.

Una persona umile è sempre consapevole dei propri limiti, non si celebra per i risultati positivi che ha conseguito, e non ha nulla da dimostrare agli altri.

L’umiltà al lavoro è una dote importantissima

Favorisce la crescita personale e l’apertura alle opinioni degli altri. Avere (tanta) fiducia può giocare a tuo favore, ma l’umiltà equilibra gli effetti dannosi del narcisismo.

Essere naturalmente capace e competente, non significa che tu non abbia nulla da imparare o da migliorare.

Invece di essere scoraggiato, Edoardo deve prendere conforto dal fatto che è normale.
Persino prevedibile.

Prima di “schiacciare sull’acceleratore”, doveva porsi delle domande che potevano evitare le trappole e le resistenze che accompagnano ogni cambiamento:

  • Come sono prese le decisioni in azienda?
  • Quali saranno gli impatti operativi e finanziari?
  • Come la prenderanno le persone coinvolte?
  • Saranno contente del cambiamento o preferiscono lo status quo?

(per inciso, Edoardo ha saputo rispondermi –in modo pertinente– solo alla seconda domanda).

 
LA TUA AUTOREVOLEZZA SUL LAVORO > puoi prendere spunti interessanti dal mio libro “Autorevolezza”.
 

Valorizza le tue competenze, difendi la tua posizione e la tua preparazione

Ansia del nuovo lavoro? Non permettere a nessuno di “insegnarti il lavoro” ma mantieni la giusta umiltà per ricevere consigli. Metterti in discussione.

Se ti capita una situazione difficoltosa, esponi e discuti sempre le tue idee,
specie quando sono molto valide.

Non dimenticare che l’inizio di un nuovo lavoro è un momento elettrizzante, ma anche molto delicato.
Va gestito nel migliore modo possibile, sia per tenere a freno l’ansia dell’ignoto,
sia per gettare le basi di una serena collaborazione con i colleghi e i superiori.

Il coaching può fare la differenza nel tuo sviluppo, e per ansia del nuovo lavoro, quando sei un giovane imprenditore, manager o quadro, prima volta capo … approfondisci l’argomento!