14 modi di gestire il corpo che minano la tua immagine di leader

Quando parli con un collaboratore, partecipi a una riunione o affronti una conversazione difficile, non comunichi soltanto con le parole.
Comunicano anche il tuo sguardo, la postura, i movimenti, le espressioni del viso e il modo in cui occupi lo spazio.
Questo non significa che ogni gesto abbia un significato preciso.
Incrociare le braccia non dimostra automaticamente che sei sulla difensiva. Abbassare lo sguardo non significa necessariamente essere insicuri.
Ma quando alcuni comportamenti si ripetono o sono incoerenti con ciò che dici, possono indebolire la tua presenza e il tuo messaggio.
Ecco 14 comportamenti che minano la tua immagine di leader.
1. Annuire e sorridere continuamente
Annuire mentre qualcuno parla può comunicare attenzione e incoraggiarlo a continuare.
Sorridere rende generalmente più aperta la relazione.
Il problema è l’eccesso.
Se annuisci continuamente, sorridi anche mentre affronti un argomento serio o accompagni quasi ogni frase dell’altro con un segnale di approvazione, puoi trasmettere insicurezza o un eccessivo bisogno di compiacere.
Non devi diventare rigido.
Devi semplicemente lasciare che il tuo comportamento sia coerente con il momento.
2. Stare seduto in modo ciondolante o contratto
La postura contribuisce alla presenza.
Essere completamente abbandonato sulla sedia durante una conversazione importante può trasmettere disinteresse o poca partecipazione.
All’estremo opposto, stare rannicchiato, irrigidito o cercare quasi di scomparire può rendere la tua presenza meno sicura.
Non serve “occupare più spazio possibile” per sembrare autorevoli.
Serve trovare una posizione stabile, naturale e composta.
La presenza non nasce dall’occupare più spazio.
Nasce dal sentirsi sufficientemente a proprio agio nello spazio che si occupa.
3. Incrociare continuamente le braccia
Incrociare le braccia può essere semplicemente comodo.
Non significa automaticamente:
“Sono chiuso.”
“Non sono d’accordo.”
“Non voglio ascoltarti.”
Ma se durante una conversazione mantieni una postura rigida, le braccia serrate, il corpo arretrato e un’espressione tesa, l’insieme può creare distanza.
È questo che conta.
Non il singolo gesto, ma il messaggio complessivo che il corpo sta trasmettendo.
4. Evitare continuamente lo sguardo
Il contatto visivo aiuta a comunicare presenza e attenzione.
Se mentre qualcuno ti parla guardi continuamente il monitor, i documenti o altrove, può avere la sensazione che tu non sia realmente interessato.
Anche mentre parli, evitare sistematicamente lo sguardo può indebolire il messaggio.
Ma vale anche il contrario.
Fissare continuamente una persona non comunica maggiore autorevolezza. Può semplicemente metterla a disagio.
Lo sguardo efficace è presente, naturale e compatibile con la situazione.
5. Muoversi continuamente e in modo frenetico
Quando siamo sotto pressione, il corpo spesso accelera insieme alla mente.
Cammini avanti e indietro.
Cambi continuamente posizione.
Prendi qualcosa e subito la rimetti giù.
Ti sposti veloce da una persona all’altra.
Probabilmente non te ne accorgi nemmeno.
Ma la tua agitazione può diventare visibile anche agli altri.
Non devi muoverti lentamente per sembrare autorevole.
Devi evitare che la fretta diventi il messaggio principale che il tuo corpo porta nella stanza.
6. Tenere la testa continuamente inclinata
Inclinare leggermente la testa mentre qualcuno parla può accompagnare naturalmente l’ascolto.
Potrebbe non essere un segnale di sottomissione.
Diventa interessante osservare, piuttosto, se durante situazioni nelle quali vorresti essere particolarmente incisivo il tuo corpo tende sistematicamente a ritrarsi, abbassarsi o perdere stabilità.
Non serve correggere artificialmente ogni movimento.
Una postura naturale e stabile comunica molto meglio di una posa costruita per sembrare potente.
7. Giocherellare continuamente con qualcosa
Una penna.
L’orologio.
I capelli.
Un anello.
Le dita.
Il bordo di un foglio.
Sono piccoli gesti che spesso compiamo senza rendercene conto, soprattutto quando siamo tesi.
Non rivelano automaticamente insicurezza.
Ma se diventano continui possono distrarre l’interlocutore e rendere visibile la tua agitazione più delle tue parole.
Il primo passo non è eliminarli.
È accorgerti che li fai.
8. Dire una cosa con le parole e un’altra con il viso
Stai dando un feedback delicato e sorridi nervosamente.
Dici:
“Non c’è nessun problema.”
Ma il viso è teso e il tono lascia intendere tutt’altro.
Quando parole, voce ed espressione non sembrano andare nella stessa direzione, l’interlocutore può non sapere quale messaggio prendere sul serio.
Quando parole e corpo raccontano due storie diverse, la comunicazione perde chiarezza.
Non significa controllare ogni espressione.
Significa diventare più consapevole della coerenza tra ciò che vuoi comunicare e come lo stai comunicando.
9. Dare una stretta di mano incerta o esagerata
Quando la situazione prevede una stretta di mano, anche quel breve contatto contribuisce alla prima impressione.
Non serve dimostrare forza.
Una stretta esageratamente energica può risultare sgradevole quanto una mano offerta distrattamente.
Meglio un gesto semplice, presente e naturale, adattato alla persona e alla situazione.
E senza trasformare una stretta di mano in un test della personalità.
10. Avere sempre un’espressione tesa
Pressione, problemi, scadenze e imprevisti finiscono inevitabilmente anche sul viso.
Il punto non è sorridere continuamente.
Un leader non deve avere un’espressione allegra per obbligo.
Ma se il tuo volto appare costantemente teso o infastidito, le persone possono cominciare a chiedersi:
“Posso parlargli adesso?”
“È arrabbiato?”
“Meglio lasciar perdere?”
Magari non sei arrabbiato affatto.
Ma se le persone hanno continuamente paura di disturbarti, la comunicazione con il team ne risente.
11. Girare continuamente mentre sei al telefono
Per alcune persone camminare mentre telefonano è assolutamente naturale.
Il problema nasce quando, in un ambiente condiviso, il tuo movimento diventa frenetico e invade continuamente lo spazio degli altri.
Se mentre telefoni percorri avanti e indietro l’ufficio, interrompi ciò che stanno facendo gli altri o trasmetti agitazione, vale la pena accorgersene.
Non perché camminare al telefono sia sbagliato.
Ma perché anche le nostre abitudini più innocue hanno un effetto sull’ambiente nel quale lavoriamo.
12. Avvicinarti troppo
Ognuno ha una diversa sensibilità rispetto allo spazio personale.
Dipende dalla persona, dal rapporto, dal contesto e anche dalla cultura.
Per questo eviterei regole rigide sui centimetri o sui metri.
Osserva invece le reazioni.
Se una persona arretra quando ti avvicini, probabilmente ti sta già dando un’informazione utile.
Lo stesso vale per il contatto fisico.
Una mano sulla spalla che per te è spontanea può non esserlo affatto per l’altra persona.
Autorevolezza significa anche rispettare lo spazio altrui senza presumere troppa confidenza.
13. Gesticolare troppo
I gesti possono dare energia e chiarezza alle parole alla tua immagine di leader.
Possono sottolineare un passaggio importante e rendere più viva la comunicazione.
Ma quando diventano continui, molto ampi o frenetici, rischiano di attirare più attenzione del messaggio.
Non devi tenere le mani immobili.
E neppure ridurre artificialmente ogni movimento.
L’obiettivo è più semplice: fare in modo che i gesti accompagnino le parole invece di competere con loro.
Vuoi potenziare la tua immagine di leader?
Trovi spunti interessanti nei miei libri:
“Autorevolezza” , ora nella NUOVA edizione aggiornata, è perfetto se vuoi rafforzare la tua presenza autorevole.
“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.
14. Guardare continuamente il cellulare
“Parla pure, ti ascolto.”
E intanto guardi lo schermo.
Scrivi.
Controlli una notifica.
Annuisci senza alzare la testa.
Probabilmente è uno dei comportamenti più semplici da correggere e uno di quelli che comunicano più chiaramente disattenzione.
Se hai davanti una persona, soprattutto durante una conversazione importante, esserci significa anche togliere per qualche minuto lo sguardo dal telefono.
Non servono tecniche sofisticate di linguaggio del corpo.
Serve attenzione.
Il corpo non deve recitare la parte del leader
Il punto non è imparare una serie di pose per la tua immagine di leader.
Petto in fuori.
Mento alto.
Stretta forte.
Sguardo fisso.
Gesti controllati.
Rischieresti soltanto di apparire costruito.
L’obiettivo è un altro: diventare consapevole di ciò che il tuo corpo aggiunge — oppure sottrae — alle tue parole.
Se vuoi essere più autorevole nel lavoro, osserva soprattutto la coerenza tra ciò che dici, il modo in cui lo dici e la presenza che porti nella relazione.
Vuoi che le tue parole abbiano più impatto e credibilità? Lavora sulla tua immagine di leader con il percorso di coaching mirato “Voce, attitudine, presenza: comunica autorevolezza da Executive”.
Non devi usare il corpo solo per sembrare più autorevole.
Devi evitare che il corpo indebolisca l’autorevolezza delle tue parole.








Formatore e Coach.

