Silenzio strategico: 15 volte in cui un leader deve tacere – parte 1

silenzio strategicoFoto di ZuluZulu su Pixabay

“Prima di parlare domandati se ciò che dirai corrisponde a verità,
se non provoca male a qualcuno, se è utile,
ed infine se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire.”
Il Budda

Dovremmo parlare molto meno. Tutti.
(Spesso) parliamo troppo, male, oppure più del dovuto.

Anche non volendo, quando parliamo, diventiamo offensivi, incompetenti o poco corretti … insomma facciamo danni!

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Oggigiorno siamo travolti e soffocati dalle parole. Dalle chiacchiere.
Da un cicaleccio continuo. Le parole perdono di senso, di valore. Significato.
Di vitalità.

Come ho scritto nel mio libro “Autorevolezza” , la verità è che siamo distratti, poco interessati agli altri, concentrati su noi stessi, prevenuti, sempre pronti a giudicare. Criticare.
Non trasmettiamo empatia.

Siamo poco consapevoli della potenza delle parole.

Eppure, ti basterebbe pensare, come a volte, un semplice lapsus, una svista, una parola di troppo o fuori posto può distruggere … un intero progetto, un colloquio di lavoro, un rapporto con un cliente importante, con il collega o il capo, la tua immagine di leader!

I leader parlano per stimolare le persone ma i grandi leader usano anche la strategia opposta.
Stare in silenzio.

A volte, la cosa più intelligente da dire è … non dire niente!
C’è un tempo per parlare e un tempo per tacere.
E ascoltare.

 


 

Spesso stare zitti vuol dire essere più forti.

Non c’è bisogno di parlare solo perché l’altra persona sta chiedendo,
si aspetta una risposta o una reazione da parte tua.

Il silenzio è una parte “normale” della comunicazione.

Silenzio strategico: è un comportamento (non verbale) che, se usato correttamente può portare un significativo effetto positivo sul tuo modo di comunicare.

Chi riesce a stare in silenzio e ascoltare possiede carisma. Ha relazioni più forti e durature.
Infatti, la leadership sta (spesso) nel tacere.

Dare disposizioni, porgere feedback ai tuoi collaboratori è fondamentale per un manager eccellente. Ricorda che come-e-quando è tanto importante quanto il feedback stesso.

Il silenzio “parla”.

In un clima di rabbia o insicurezza, dare troppe spiegazioni è solo tempo perso.

Nell’amarezza, le persone potrebbero beneficiare più della tua presenza silente piuttosto che delle tue commiserazioni di circostanza.

Se non sei sicuro su come/cosa dire, fermati un attimo,
prendi il tempo di pensare prima di parlare.

Magari sei stressato o hai un’urgenza che ti sta “riempendo” la mente,
è facile essere distratto, pensieroso, essere in “un altro luogo”.

Se (ancora) non riesci a pesare, selezionare, scegliere al meglio le tue parole. Se rischi di sembrare insensibile, vittima, ingrato, permaloso, esagerato, inadeguato … meglio tacere!

 


 

Silenzio strategico? Spesso è meglio tacere

Se non riesci a immaginare l’effetto delle tue parole.
È meglio il silenzio.

La tua immagine professionale include anche ciò che (non) dici.
C’è il rischio di parlare troppo. Monopolizzare la conversazione.

Quando apri la bocca … offri contributi di valore!

Ecco 15 volte quando (come leader) dovresti scegliere il silenzio strategico:

1. Taci, quando qualcuno parla, non interrompere

Devi saper ascoltare, se vuoi praticare l’ascolto attivo.

Ascolta attentamente. Non interrompere, se vuoi comprendere meglio le preoccupazioni, idee e feedback dei tuoi collaboratori.

Questo approccio dimostra rispetto e valorizzazione delle loro opinioni.
Permetti alle persone di esprimere pienamente i propri sentimenti e sentirsi ascoltati.

Durante una discussione con il team dovresti tacere, in modo da permettere a tutti di partecipare equamente.

Questo incoraggia una maggiore condivisione di idee e una partecipazione attiva da parte di tutti i membri del tuo team, promuovendo un ambiente collaborativo.

 
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2. Taci, se non hai qualcosa di significativo da aggiungere

Saper comunicare vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa da dire.
Se non hai nulla d’interessante da dire … meglio tacere!

Anche i contributi più interessanti possono perdere di efficacia se si dilungano eccessivamente,
portano a una perdita di attenzione e di interesse da parte degli ascoltatori.

Questo approccio non solo dimostra rispetto per il tempo e l’attenzione degli altri,
ma permette anche di valorizzare maggiormente i tuoi interventi.

La vera leadership non consiste nel dire sempre qualcosa,
ma dire le cose giuste al momento giusto.

CONTINUA A LEGGERE > la parte 2.