12 spunti per essere più autorevoli – parte 1

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Ancora non riesci a trasmettere fiducia e autorevolezza?
Hai l’impressione che le persone non prendono troppo sul serio la tua posizione e la tua esperienza?
Troppo spesso devi ricorrere al peso delle gerarchie e delle cariche perché,
se non fai così,
non ti senti riconosciuto o rispettato?
Hai una scarsa considerazione da parte dei “manager” e un atteggiamento paritario da parte di persone di meno esperienza?
Purtroppo, per molti di noi, come ho scritto anche sul retro della copertina del mio libro “Autorevolezza” – nella NUOVA edizione aggiornata 2025 , comunicare con forza e autorevolezza al lavoro (e nel privato) è una sfida molto ostica.
In primo luogo,
è importante essere consapevoli di questa problematica e non incolpare gli altri.
Dopo tutto, se non stiamo raggiungendo i risultati che desideriamo e desideriamo essere autorevoli,
dobbiamo guardarci dentro e trovare le soluzioni “dall’interno”.
Si può apprendere come essere autorevoli?
Non fare l’errore di alcuni dei miei clienti: “Beh, sono fatto così! Non posso certo cambiare come mi comporto o come parlo”.
È vero che alcune persone hanno un’aria naturale di autorità.
È anche vero che, grazie a interventi formativi specifici,
è possibile migliorare lo stile d’approccio.
Proiettare un atteggiamento desiderato,
padroneggiare comportamenti che “traspirano” fiducia e rendere più efficace la comunicazione verbale e non verbale.
1. Non trasformare le affermazioni in domande
Dì a qualcuno quello che pensi non chiederlo.
Se il tuo tono tende a salire alla fine della frase (come se fosse una domanda) stai minando la tua autorevolezza perché trasformi le tue affermazioni in domande.
Infatti, il tono crescente indica incompletezza ed è utilizzato in tutti i tipi di domande.
Così facendo, stai mettendo in discussione la tua comunicazione e dai l’impressione che non hai fiducia in quello che stai dicendo.
Così, è difficile essere autorevoli.
In contrapposizione, il tono che cade, alla fine di una frase, è utilizzato per le istruzioni e i comandi.
2. Hai più tempo di quanto pensi
“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte
Pensi davvero che “quelli svegli rispondono subito”?
Occhio …
quando ti è improvvisamente chiesto di parlare,
la fretta di rispondere può giocarti brutti scherzi.
Un paio di secondi di silenzio ti sembrano eterni e non vuoi che l’attesa sia vista come esitazione e titubanza?
Allora via a tutta birra e magari parti … con una bella beeelata (non perché hai un difetto di pronuncia) perché stai respirando male e devi continuamente arrestarti, avviare e cambiare rotta solo per coprire la mancanza d’aria.
Hai un sacco di tempo!
E apparirai ancora più sicuro di te se … te lo prendi tutto!
Prenditi il tempo necessario per pensare a una frase intera prima di pronunciare la prima parola.
Fai un bel respiro e … via. È necessario respirare per essere fiduciosi.
Se vuoi un suono della voce “fiducioso”,
è necessario fare attenzione al tuo respiro.
Respira qualche volta in più durante il tuo discorso.
Ricorda …
se vuoi l’attenzione e la stima di chi ti ascolta è necessario trasmettere sicurezza, non ansia!
La tua voce, il tuo sguardo, la tua presenza dicono molto di più delle parole.
Scopri il percorso mirato “Voce, attitudine, presenza: comunica autorevolezza da Executive” e allenati a trasmettere leadership autentica.
3. Parla lentamente
Parla lentamente,
pronunciando non più di tre parole il secondo.
Inserisci numerose e frequenti piccole pause,
che suonino come naturali esitazioni.
Fai attenzione a variare poche volte il tono della voce: non passare improvvisamente da uno più seducente e accattivante a uno più autoritario.
Sforzati di controllare il timbro e di comunicare con una vocalità più profonda chè è più accattivante rispetto a un’acuta.
4. Stabilisci un contatto visivo
Quando parli “punta” piedi e spalle verso il tuo interlocutore.
Il contatto con gli occhi è lo strumento fondamentale per essere autorevoli e stabilire le connessioni con gli altri perché indica il tuo livello di coinvolgimento, interesse e calore.
Quando sei molto concentrato su quello che stai dicendo o facendo,
è facile parlare con le persone senza guardarle negli occhi e così facendo trasmetti insicurezza e ansia.
Quando stabilisci un contatto visivo,
si deduce che quello che hai da dire è importante e lo è anche la persona che hai davanti.
Quando parli,
idealmente guarda direttamente negli occhi una persona almeno 2-3 secondi,
poi distogli lo sguardo e passa alla persona successiva.
Ti senti ascoltato e rispettato? Se la risposta è no, è il momento di lavorare sulla tua autorevolezza.
CONTINUA A LEGGERE > la parte 2













Formatore e Coach.

