Riunione con il tuo team: come gestire un’osservazione non gradita

riunione con il team
Come leader del tuo team, come reagisci quando un collaboratore ti rivolge una domanda polemica? Un’osservazione pungente? Una considerazione al limite della provocazione?

Soprattutto: come la gestisci davanti a tutto il team?

Non avere paura delle osservazioni dei collaboratori, anche quando sono scomode o poco pertinenti. La scelta peggiore è cercare di evitarle sperando che scompaiano da sole.

Non succederà.

Se ben gestite, possono invece diventare occasioni preziose: permettono di approfondire un tema, capire cosa pensa davvero il team e misurare il livello di attenzione e partecipazione.

Un’obiezione durante la riunione con il team non è necessariamente una minaccia alla tua leadership. Può diventare un’occasione per rafforzarla.

Non farti travolgere dalle emozioni

Una domanda pungente, soprattutto davanti agli altri, può irritarti. Può farti sentire messo in discussione o provocato.

Ma se reagisci emotivamente rischi di dire qualcosa di cui potresti pentirti e, soprattutto, di trasformare una divergenza professionale in una questione personale.

Quanto più rimani tranquillo e centrato, tanto meglio riuscirai a gestire la situazione.

Ascolta fino alla fine

Non tagliare la parola.
Non interrompere.
Non parlare sopra al collaboratore.

Anche se hai già sentito quella critica e pensi di conoscere perfettamente la risposta, lascia che la persona finisca e spieghi come è arrivata a quella conclusione.

Attenzione anche al linguaggio del corpo.

Sospirare, sbuffare, roteare gli occhi o assumere un’espressione di sfida comunica molto più di quanto pensi.

Ascoltare non significa essere d’accordo. Significa capire prima di rispondere.

Dai credito all’osservazione, anche se non ti piace

Prima di replicare puoi riconoscere il punto di vista della persona:

“Capisco quello che stai dicendo.”

Non significa approvare. Significa semplicemente: “Ti sto ascoltando e prendo sul serio ciò che dici.”

Se nell’osservazione c’è qualcosa di condivisibile, riconoscilo. Se non sei d’accordo su altri aspetti, dillo con altrettanta chiarezza.

Senza enfatizzare.
Senza metterti sulla difensiva.

Non trasformare la riunione in un duello

Durante la riunione con il team evita di focalizzarti esclusivamente sulla persona che ha sollevato l’obiezione.

Se il confronto diventa un lungo botta e risposta tra voi due, il resto del team finisce per assistere a un duello: qualcuno si schiererà con te, qualcuno con il collega, qualcun altro starà semplicemente a guardare per vedere “come se la cava il capo”.

Riporta invece la questione al gruppo.

  • “È una percezione che ha anche qualcun altro?”
  • “Come la vedete?”

In questo modo la discussione rimane professionale e la riunione continua a essere del team, non vostra.


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Non lasciare che la riunione diventi una gazzarra

Una discussione vivace può essere utile. Una caciara no.

Quando iniziano il rimpallo delle responsabilità, le battutine e la gara per stabilire chi abbia ragione, tocca a te riportare il confronto sui binari.

Non devi vincere la discussione.
Devi gestirla.

Chiarisci cosa c’è davvero dietro l’osservazione

Non fermarti alla prima frase.

Hai il cosa. Adesso cerca di capire il perché.

  • “Cosa ti porta a questa conclusione?”
  • “A quale situazione ti riferisci?”
  • “Qual è, secondo te, il problema principale?”

A volte scoprirai che dietro un’obiezione ci sono informazioni mancanti o percezioni sbagliate. Altre volte, invece, emergerà un problema reale che non avevi considerato.

Ed è proprio per questo che vale la pena fare domande prima di rispondere.

Esprimi il tuo punto di vista

Una volta compresa la questione, puoi spiegare la tua posizione.

Non limitarti a ripetere esattamente quello che hai già detto. Usa parole diverse, aggiungi le informazioni che mancavano e chiarisci il ragionamento che sta dietro alla tua decisione.

E se durante il confronto emerge qualcosa che modifica la tua valutazione, non avere paura di riconoscerlo.

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La chiave resta l’ascolto

Gestire un’osservazione scomoda davanti al team non significa respingerla velocemente o dimostrare chi comanda.

Significa ascoltare, capire cosa c’è dietro, mantenere il controllo della discussione e poi rispondere con chiarezza.

Se invece eviti il confronto, liquidi il collaboratore con una giustificazione debole oppure ricorri alla gerarchia — “Il capo sono io” — rischi di ottenere esattamente l’effetto contrario.

Non mostri forza.
Mostri insicurezza.