Il segreto del grande leader? Coinvolgere tutto il team – nessuno escluso

coinvolgere il team
Forse non te ne rendi conto, ma all’interno del tuo team potresti confrontarti sempre con le stesse persone.

Quelle più esperte.
Più disponibili.
Quelle con cui hai maggiore sintonia.
Che sai già come reagiranno.

Con gli altri, invece, il rapporto rischia di ridursi alle direttive di routine.

Naturalmente non tutti i collaboratori devono essere coinvolti nello stesso modo. Ruoli, responsabilità e competenze sono diversi.

Ma una cosa non dovrebbe cambiare:

ogni persona dovrebbe sentirsi parte del tuo team.

Tutti vogliono sentire che il proprio lavoro conta

Anche chi svolge un compito meno visibile desidera fare un buon lavoro, avere obiettivi chiari e capire quale contributo sta dando.

Non serve coinvolgere tutti in tutto.

Serve evitare che qualcuno abbia costantemente la sensazione di essere ai margini.

Non tutti devono avere lo stesso ruolo.
Tutti devono sentire che il proprio ruolo ha un valore.

Condividi le informazioni che servono. Spiega dove state andando. Fai capire perché una determinata attività è importante.

Le persone lavorano diversamente quando comprendono come il loro contributo si inserisce nel risultato complessivo.

Non dividere il team in persone di serie A e serie B

Le divisioni possono nascere quasi senza accorgersene.

Nuovi assunti e vecchia guardia.
Tempo pieno e part time.
Amministrazione e commerciale.
Chi lavora sempre al tuo fianco.
Chi incontri una volta alla settimana.

Differenze reali, naturalmente.

Il problema nasce quando queste differenze diventano anche differenze di attenzione, ascolto e considerazione.

Nel tuo team non dovrebbero esserci “panchinari”.

Se chiedi sempre il parere alle stesse due persone, assegni i progetti interessanti sempre agli stessi, condividi le informazioni soltanto con la tua cerchia più vicina, prima o poi gli altri se ne accorgeranno.

E tireranno le loro conclusioni.

Altro che coinvolgere il team!

Usa il NOI. Ma deve essere credibile

Dire “siamo una squadra” serve a poco se poi nei fatti coinvolgi sempre gli stessi.

Il NOI funziona quando trova conferma nei comportamenti.

Quando condividi.
Quando ascolti.
Quando riconosci il contributo anche di chi lavora lontano dai riflettori.

Il senso di appartenenza non nasce dagli slogan. Nasce dall’esperienza quotidiana delle persone.

Fai domande. Anche a chi parla meno

Non aspettare sempre che siano i collaboratori a farsi avanti.

Chiedi:

  • “Tu come la vedi?”
  • “Cosa faresti in questa situazione?”
  • “C’è qualcosa che secondo te potremmo fare diversamente?”
  • “Vorrei conoscere il tuo punto di vista.”

Sono domande semplici, ma mandano un messaggio importante:

la tua opinione mi interessa.

Coinvolgere il team non significa cedere la decisione. Significa creare spazio perché le persone possano contribuire.

Ascolta le proposte, valuta i suggerimenti e mantieni la tua responsabilità decisionale.

Se sei il leader, la decisione finale può spettare a te.

Coinvolgere il team non significa trasformare ogni scelta in una votazione.


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“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.

Attenzione a non ascoltare soltanto le persone più visibili

In ogni team ci sono persone che parlano molto e altre che intervengono poco.

Quelle che bussano continuamente alla tua porta e quelle che difficilmente lo faranno.

È facile finire per dare più attenzione a chi sa prendersela.

Un leader dovrebbe accorgersi anche di chi non alza la mano.

Non perché tutti abbiano necessariamente qualcosa di decisivo da dire, ma perché una buona idea può arrivare anche dalla persona più silenziosa, dal nuovo arrivato o da chi svolge un ruolo apparentemente secondario.

Coinvolgere il team non significa accontentare tutti

Ascoltare una persona non significa darle ragione.

Chiedere un’opinione non significa essere obbligati a seguirla.

E coinvolgere tutti non significa distribuire responsabilità artificialmente pur di non scontentare nessuno.

Significa creare un contesto in cui le persone possano contribuire e sappiano che il loro contributo sarà preso seriamente in considerazione.

Poi il leader decide.

E, quando necessario, spiega perché.

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Un grande leader non lascia nessuno permanentemente ai margini

Non devi dedicare a tutti lo stesso tempo.

Non devi affidare a tutti le stesse responsabilità.
Non devi coinvolgere ogni collaboratore in ogni decisione.

Devi però fare attenzione che le differenze necessarie non diventino esclusione.

Perché quando una persona si sente costantemente fuori dal gioco, prima o poi smette anche di provare a entrarci.

Il punto non è coinvolgere tutti allo stesso modo.
È fare in modo che nessuno smetta di sentirsi parte del team.