6 motivi perché non ascolti mai i tuoi collaboratori

ascoltare collaboratori

Se non sai ascoltare,
come puoi pretendere di farti ascoltare e di comunicare?

Ascoltare non è sentire.
Non dare per scontata quest’abilità (perché di abilità si tratta) per il solo fatto di sentire quello che l’altra persona sta dicendo.

Se non ascolti corri il serio rischio di saltare direttamente alle (tue) conclusioni e di non comprendere il reale messaggio.

Non c’è niente di più frustrante, per un tuo collaboratore o dipendente, vedere come la sua richiesta o problematica sia stata poco ascoltata, mal compresa o fraintesa dal proprio capo o dal proprio datore di lavoro.

Forse non sei così consapevole del fatto che ogni tuo collaboratore desidera essere ascoltato con attenzione, vuole sentire la tua partecipazione e la tua empatia (anche se solo per pochi minuti).

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Più percepisce il tuo reale interesse nei suoi confronti, più aumenta il suo desiderio di comunicare e di interagire con te (e più aumenterà la sua produttività).

Ecco 6 motivi perchè non ascolti i tuoi collaboratori:

1. Mancanza di tempo

Siamo onesti.
Non hai tempo per ascoltare.
Le vendite saltate all’ultimo istante,
le grane da risolvere,
il target da raggiungere, ecc.

Niente di male per carità … sei il leader, il capo.
È normale avere il tempo “contro”.

Allora che fai?
Fai finta di ascoltare oppure rimandi costantemente?

Tieni sempre a mente che l’ascolto attivo non è una questione di quantità ma di qualità.
Qualche minuto può bastare se ci impegniamo ad ascoltare.

2. Focus solo sull’azione

Se sei una persona con una forte tendenza per l’azione,
per te
l’ascolto è un inconveniente, un contrattempo, un fastidio, una perdita di tempo.
 

In realtà, ascoltare può aiutarti a risolvere, ad accorciare i tempi, arrivare subito “al nocciolo”, evita fraintendimenti o equivoci.
Se stai pensando alla risposta, non stai ascoltando.

3. Sai già tutto

“Ok, stop. So benissimo dove vuoi arrivare.”
“Non c’è bisogno che tu finisca. Lo so.”
“Dai, continua. Anzi no, finisco io per te.”

Quanto più pensi di sapere, meno hai bisogno di ascoltare.
Ascoltare significa “seguire” le parole, ma anche (e soprattutto) l’energia e l’emozione delle persone.

Ascoltare vuol dire aumentare il rispetto e l’accettazione.
Le persone che ci ascoltano, aiutano la nostra trasformazione.

4. Noia

Alcune persone sono noiose.
Prolissi, interminabili.
Inconcludenti.
Hanno bisogno di parlare, di essere rassicurate, ascoltate.
(Molto meglio ascoltare musica in ufficio)

L’ascolto è una questione di qualità.
Tocca a te dare i tempi, i ritmi.

5. Troppe distrazioni

Cellulari che suonano, notifiche, e-mail e la tua prossima riunione.
Quante distrazioni all’ascolto.
È il tipo di ascolto ”Ci sono e non ci sono”.
 


 
Sei distratto, fai solo finta di essere interessato, si vede, si “sente”, chi parla ha la netta sensazione di non essere ascoltato.

Se vuoi ascoltare, devi ascoltare.
Elimina le distrazioni.
Dimentica la tua agenda.

Se ti rendi conto che … (davvero) hai altro cui pensare o in fondo non-te-ne-può-fregare-di-meno è molto meglio rimandare l’ascolto.
Non c’è nulla di male nel dire: “Adesso non posso, ne possiamo parlare alle 16.00/domani mattina/settimana prossima?”.

Ricorda di mantenere l’impegno preso.

6. Paura

Forse non hai ancora del tutto chiaro il concetto di “ascoltare i collaboratori”
e hai paura che ascoltare significa …

– essere costretto a fare tutto quello che dicono i tuoi collaboratori (non saresti un leader ma una marionetta);

– che ti farai condizionare dal tuo team (saresti un leader debole);

– che perderai la tua immagine di capo “che non deve chiedere e ascoltare mai” (scusa ma questa immagine di leader è oramai superata!);

– trasmettere l’idea al tuo team ”Oddio, sta perdendo smalto e polso. Non sa cosa fare e ascolta anche noi” (no, sei proprio fuori strada adesso);

– che spenderai molto del tuo tempo ad “ascoltare” i tuoi collaboratori (è una questione di qualità non quantità);

– che diventerai una specie di dottore-psicologo “affogato” nei problemi personali del tuo staff (se non riesci a gestire questo, devi lavorare sulla tua leadership);

Ascoltare collaboratori? Crea appartenenza!

Esercita il “muscolo” dell’ascolto.
Inizia con 5-10 minuti.
Metti da parte una decina di minuti per ascoltare tutti i giorni.

Ascoltare sviluppa il rispetto.
Se sai ascoltare collaboratori vuol dire che sei una persona sicura di te.
Non hai paura del confronto.

In una parola … sei leader.
Non pensare solo a grandi imprese.
Comincia in “piccolo”.
Ascolta.