Le tue espressioni facciali sono il tuo “marchio di fabbrica” come leader

Sei concentrato sul lavoro. Stai pensando a un problema. Hai una scadenza che ti preoccupa.
La fronte si corruga.
Lo sguardo diventa più duro.
Il viso si chiude.
Tu stai semplicemente pensando.
Chi ti incontra, però, potrebbe leggere tutt’altro.
È arrabbiato?
Ho fatto qualcosa che non va?
Meglio non disturbarlo.
Oggi non è giornata.
È facile dimenticarlo: il tuo volto comunica anche quando non vuoi comunicare nulla.
E se gestisci delle persone, questo conta ancora di più.
Il tuo team guarda il tuo viso più di quanto pensi
Le persone osservano il proprio leader.
Non soltanto quando parla, dà indicazioni o conduce una riunione. Lo osservano anche nei momenti apparentemente insignificanti.
Quando entra in ufficio.
Quando ascolta una proposta.
Riceve una brutta notizia.
Qualcuno gli fa una domanda.
Un’espressione infastidita, uno sguardo sfuggente o una fronte costantemente corrucciata possono trasmettere freddezza, tensione o disapprovazione.
Anche se non era questa la tua intenzione.
Ed è proprio qui il punto.
Nella comunicazione non conta soltanto ciò che volevi trasmettere. Conta anche ciò che l’altro ha percepito.
La tua espressione facciale diventa il tuo “marchio di fabbrica”
Ci sono persone che sembrano perennemente arrabbiate.
Non lo sono necessariamente.
Sono concentrate, stressate, immerse nei propri pensieri. E probabilmente non si rendono nemmeno conto dell’espressione che hanno sul volto.
Ma gli altri quell’espressione la vedono.
E alla lunga iniziano ad associarla alla persona.
Freddo.
Distaccato.
Inavvicinabile.
Sempre sotto pressione.
È questo il messaggio che vuoi inviare?
Soprattutto: è questo il messaggio che stai inviando senza accorgertene?
Un sorriso può cambiare il tono di una conversazione
Non significa andare in giro con un sorriso stampato sulla faccia.
Non devi fare il “piacione”, apparire artificialmente allegro o mostrare continuamente un sorriso di circostanza.
Anzi.
Un sorriso forzato si vede. E spesso produce l’effetto contrario.
Parliamo di qualcosa di molto più semplice: rilassare il volto e lasciare spazio a un sorriso naturale quando la situazione lo permette.
Un sorriso autentico comunica apertura.
Riduce la distanza.
Rende più facile avvicinarti.
Invita l’altro a parlare.
Può cambiare completamente il tono di una conversazione.
E spesso genera una piccola reazione a catena: sorridi, l’altro sorride, tu percepisci apertura e la conversazione diventa più naturale.
Non devi controllare continuamente la tua faccia
Essere un leader non è trasformarti in un attore.
Se durante una riunione inizi a chiederti continuamente “Come sono i miei occhi? Sto sorridendo abbastanza? Ho la fronte corrugata?”, probabilmente otterrai soltanto l’effetto di sembrare ancora più rigido.
La questione è un’altra: diventare consapevole dell’effetto che produci sugli altri.
Prova a osservarti.
- Come reagisce il tuo volto quando qualcuno non è d’accordo con te?
- Che espressione assumi quando un collaboratore ti porta un problema?
- Quando ascolti qualcuno, il tuo viso comunica interesse oppure impazienza?
- Quando sei sotto pressione, diventi improvvisamente freddo e inavvicinabile?
Potresti scoprire che alcune espressioni che consideri neutre non vengono percepite affatto come tali.
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Essere leader significa anche sapere cosa comunichi senza parlare
Puoi scegliere con attenzione le parole.
Puoi preparare perfettamente una riunione, un feedback o una conversazione difficile.
Ma se mentre l’altro parla alzi gli occhi, irrigidisci il volto, corrughi la fronte o mostri impazienza, il tuo viso potrebbe comunicare qualcosa di molto più forte delle tue parole.
Non significa che devi sorridere sempre.
Ci sono momenti in cui devi essere serio, preoccupato, contrariato. Sarebbe artificiale nasconderlo.
Significa piuttosto essere consapevole che, quando sei leader, le persone cercano segnali anche quando non pensi di mandarli.
Osservano le tue parole.
Ma osservano anche il tuo sguardo, il tuo volto, le tue reazioni.
E da quei piccoli segnali decidono se possono avvicinarsi, parlare, esporsi oppure se è meglio stare alla larga.
La tua espressione facciale, giorno dopo giorno, diventa così una parte del tuo “marchio di fabbrica”.
L’autorevolezza non passa soltanto da ciò che dici. Passa anche da ciò che gli altri leggono sul tuo volto mentre li ascolti.
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Formatore e Coach.

