7 ragioni perché farai molta fatica a trovare lavoro – anche con un buon CV

trovare un lavoro
Se cerchi lavoro già da un po’, è comprensibile sentirti frustrato, scoraggiato e qualche volta anche confuso.

Mandi candidature.
Aspetti.
Ricevi poche risposte.
Arrivi a qualche colloquio,
ma poi non succede nulla.

Naturalmente non dipende tutto da te.

Il settore può essere in difficoltà, la concorrenza alta, le opportunità poche.

Ma ci sono anche modi di affrontare la ricerca che possono ridurre ulteriormente le tue possibilità, persino quando hai un buon CV, competenze ed esperienza.

Eccone 7.

1. Sei diventato troppo negativo

Dopo molti rifiuti è facile diventare pessimisti.

Il problema non è avere momenti di sconforto. È lasciare che frustrazione, amarezza e sfiducia entrino stabilmente nel modo in cui ti presenti.

Durante un colloquio si possono percepire nel tono, nelle risposte, nel modo in cui parli delle precedenti esperienze o dei datori di lavoro.

Non devi fingerti entusiasta quando non lo sei.

Devi però evitare che la tua delusione diventi il messaggio principale che trasmetti.

Puoi essere stanco della ricerca senza presentarti come qualcuno che ha smesso di credere nel proprio valore.

2. Non sai esattamente che cosa stai cercando

“Cerco un lavoro. Sono aperto a tutto.”

Lo sento spesso.

Può sembrare un modo per aumentare le possibilità. Qualche volta produce l’effetto contrario.

Se non sai verso quali ruoli, settori o aziende orientarti, diventa difficile capire quali competenze valorizzare, quali offerte selezionare e come presentarti.

Essere flessibili non significa essere senza direzione.

Puoi avere più possibilità aperte, ma dovresti riuscire a rispondere almeno a queste domande:

  • Quali lavori posso realisticamente svolgere?
  • Quali competenze posso offrire?
  • Dove possono avere maggior valore?
  • Su quali opportunità voglio concentrare maggiormente le mie energie?

Cambiare lavoro è una scelta importante — e va preparata bene.

Questo percorso di coaching ti guida a chiarire cosa vuoi davvero e come muoverti in modo realistico e strategico.

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3. Valuti così tanto che finisci per non muoverti

“Sì, ma non è quello che cercavo.”
“Sì, ma è un po’ lontano.”
“Ok, ma è un contratto a termine.”
“Ma ho sentito dire che…”

Valutare un’opportunità è giusto.

Ma se sei senza lavoro da tempo, può essere necessario distinguere ciò che per te è davvero irrinunciabile da ciò che sarebbe semplicemente preferibile.

Questo non significa accettare qualsiasi lavoro.

Significa evitare di scartare troppo presto un’opportunità di rientrare nel mercato, acquisire esperienza, creare contatti o aprire una strada che oggi non riesci ancora a vedere.

Essere selettivi è utile.
Diventa un problema quando la selezione impedisce qualsiasi movimento.

4. Mandi una candidatura e poi aspetti

Invii il dossier.
Aspetti.
Arriva il colloquio.
Aspetti ancora.

Ti sembra sia andato bene e aspetti la decisione.

Nel frattempo possono passare settimane.

Una selezione promettente non non vuol dire che stai per trovare un lavoro.

Continua quindi a candidarti, coltivare contatti e cercare altre opportunità anche quando una possibilità sembra concreta.

Finché non hai una proposta definita, la ricerca continua.

5. Sei troppo passivo

Cercare lavoro non significa soltanto rispondere agli annunci.

Se utilizzi sempre lo stesso canale e aspetti che compaia l’offerta giusta, rischi di vedere soltanto una parte delle opportunità.

Serve continuità.

Candidature mirate, contatti, aziende da seguire, persone da ricontattare, annunci da monitorare, autocandidature quando hanno senso.

Non devi passare l’intera giornata a trovare un lavoro.

Devi però evitare che la ricerca dipenda dall’umore o dall’ispirazione del momento.

Una buona ricerca ha bisogno anche di metodo e regolarità.

6. Guardi soltanto ciò che vuoi tu e poco ciò che cerca il mercato

Tu hai esigenze legittime.

Vuoi un certo stipendio, determinate condizioni, magari un contratto stabile, una distanza ragionevole da casa.

Ma anche il datore di lavoro ha un problema da risolvere.

Ha bisogno di una competenza, di coprire una funzione, alleggerire un team, sostituire qualcuno, sviluppare un’attività.

Una candidatura diventa più convincente quando riesce a collegare le due cose:

“Ecco quello che so fare e perché potrebbe essere utile a voi.”

Questo non significa rinunciare alle tue esigenze.

Significa ricordare che trovare lavoro richiede un incontro tra ciò che cerchi tu e ciò per cui qualcuno è disposto ad assumerti.


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7. Mandi la stessa candidatura a tutti

Personalizzare richiede tempo.

Per questo è forte la tentazione di preparare un buon CV e una buona lettera e utilizzarli per ogni candidatura.

Ma un dossier può essere ottimo in generale e poco efficace per quella specifica posizione.

Ogni offerta mette l’accento su esigenze diverse.

Se hai esperienza in dieci attività, non significa che tutte e dieci debbano avere lo stesso peso in ogni candidatura.

Personalizzare non significa reinventare ogni volta il tuo CV.
Significa far emergere ciò che è più pertinente per quella posizione.

Se su questo punto tendi a rimandare, puoi leggere anche “5 scuse comode comode per non personalizzare la candidatura”.

Un buon CV è importante. Ma non cerca lavoro al posto tuo

Puoi avere competenze, esperienza e un dossier ben costruito e continuare comunque a fare fatica.

Perché la ricerca non dipende soltanto dal documento che invii.

Conta dove cerchi, cosa cerchi, come ti presenti, quanto sei costante e come reagisci quando le risposte tardano ad arrivare.

Naturalmente puoi fare tutto bene e non trovare un lavoro. Ci sono fattori che non controlli.

Ma vale la pena intervenire su quelli che puoi controllare.

Il CV può aprirti una porta.
Il modo in cui conduci la ricerca aumenta le possibilità di trovarne una aperta.