Essere autorevole: 9 errori killer che uccidono la tua capacità di ascolto

“Ma certo che ti ascolto!”
Quante volte lo dici senza renderti conto che, in realtà, stai già preparando la risposta?
Ascoltare sembra semplice.
In realtà è una delle competenze più difficili da sviluppare.
Spesso ascoltiamo attraverso filtri fatti di supposizioni, paure e giudizi. Il messaggio si distorce, nasce attrito e passa soltanto ciò che conferma il nostro modo di vedere le cose.
Se vuoi essere autorevole, devi imparare prima di tutto ad ascoltare.
Davvero.
Ecco nove errori che possono compromettere la tua capacità di ascolto.
1. Interrompi chi sta parlando
A nessuno piace essere interrotto.
Quando completi la frase dell’altro o inizi a parlare prima che abbia finito, gli stai comunicando che ciò che hai da dire è più importante.
Lascia che concluda il suo pensiero.
Solo dopo rispondi.
2. Sei già impegnato a preparare la risposta
Se non vedi l’ora di dire la tua, non stai ascoltando.
Stai aspettando il tuo turno.
Mentre l’altro parla, il tuo dialogo interno costruisce già obiezioni, esempi e risposte.
Per ascoltare davvero devi sospendere, almeno per qualche minuto, la necessità di intervenire.
3. Ti lasci influenzare dalla persona
Età, ruolo, esperienza, modo di vestire o successo possono influenzare il tuo ascolto.
Anche senza accorgertene.
Evita di decidere in anticipo quanto valore dare alle parole di qualcuno in base a ciò che pensi di lui.
Ascolta prima.
Giudica dopo.
4. Ti distrai facilmente
Il corpo è presente.
La mente no.
Controlli il telefono, guardi fuori dalla finestra oppure pensi ad altro.
Quando accade, smetti di ascoltare.
Se vuoi essere autorevole, dedica all’altra persona la tua attenzione.
5. Pensi ai tuoi problemi
Mentre l’altro parla, tu sei già altrove.
Alla prossima riunione.
Alla lista delle cose da fare.
Alla vendita che devi concludere.
A come vieni percepito.
Più spazio occupano i tuoi pensieri, meno ne rimane per chi hai davanti.
6. Non provi empatia
Ascoltare non significa soltanto sentire le parole.
Significa provare a capire il punto di vista dell’altro.
Empatia non vuol dire essere sempre d’accordo.
Vuol dire fare lo sforzo di osservare la situazione anche con i suoi occhi.
7. Hai pregiudizi
Una mente chiusa ascolta poco.
Quando etichetti una persona prima ancora che abbia finito di parlare, riduci drasticamente la tua capacità di comprendere ciò che sta dicendo.
Ascolta con curiosità.
Anche quando non condividi.
8. Il tuo linguaggio del corpo comunica disinteresse
La postura parla.
Se ti lasci andare sulla sedia, guardi continuamente altrove, sbadigli o ti agiti, l’altro percepirà che non è davvero al centro della tua attenzione.
Chi ascolta con interesse tende naturalmente a orientarsi verso l’interlocutore.
9. Il tuo volto non ascolta
Anche le espressioni del viso fanno parte dell’ascolto.
Un cenno del capo, un sorriso o una semplice espressione di attenzione aiutano l’altra persona a sentirsi ascoltata.
Al contrario, uno sguardo assente o completamente inespressivo può trasmettere il messaggio opposto.
Autorevolezza non è volume, ma equilibrio tra voce, corpo e intenzione.
Il percorso di coaching mirato “Voce, attitudine, presenza: comunica autorevolezza da Executive” ti aiuta a esprimerti con sicurezza e carisma.
Capacità di ascolto? Ascoltare è una scelta
Molti pensano di essere buoni ascoltatori.
In realtà ascoltano soprattutto sé stessi.
L’autorevolezza nasce anche da qui.
Le persone si fidano di chi le fa sentire comprese, non soltanto di chi parla bene.
Per questo motivo, prima di migliorare il tuo modo di comunicare, prova a migliorare il tuo modo di ascoltare.
È spesso lì che inizia una comunicazione davvero efficace.








Formatore e Coach.

