Basta signor Gentilezza: 6 chiavi per ottenere più rispetto al lavoro

rispetto al lavoro

Sei una brava persona.
Vuoi trattare bene gli altri.
Vuoi essere gradito e apprezzato sul lavoro.

Sei generoso, flessibile, educato.
Non dici mai di NO.

Un virtuoso.

Poi, poco alla volta, inizi a notare qualcosa che non torna.
Le persone intorno a te non rispondono bene alla tua filosofia da “bravo ragazzo”.

Sei educato, ma anche esitante.
Titubante.
Indiretto.
A tratti passivo-aggressivo.
(Eh sì, capita anche a te!)

E lo capisci:
il problema sei tu.

Non sei onesto — prima di tutto con te stesso.

Non è piacevole essere sempre gentile e disponibile

Come scrivo nel capitolo sul carisma del mio libro
Autorevolezza” – ora nella NUOVA edizione ampliata 2025
quando permetti agli altri di sovrastarti, dominarti, camminarti sopra:

diventi pieno di risentimento,
di rancore,
e ti senti sfruttato.

Perché, in effetti, lo sei.

Hai difficoltà a chiedere.
A dire NO.
Anche alle richieste più ingiustificate.

Quando hai bisogno di qualcosa, non chiedi.
Per non creare disagi agli altri.

E in compenso… li crei a te stesso.

Sprechi un’enorme quantità di energia per capire come dire NO.
E alla fine dici SÌ.

Un’altra volta!

La verità (scomoda) è questa:

nessuno apprezza davvero chi asseconda sempre gli altri.

Soprattutto se sei un team leader.

Educazione e gentilezza non sono il problema.

Diventare uno zerbino, sì.

Come smettere di essere “troppo carino”
(e iniziare a essere rispettato sul lavoro)

Non servono scatti d’ira.
Né svolte estreme.

Serve un cambio di atteggiamento.

1. Rispetta prima te stesso

“Chi rispetta sé stesso è al sicuro da tutti.”

Henry Wadsworth Longfellow

Se vuoi rispetto, chiarisci prima cosa significa per te rispettarti.

Crea più equilibrio tra lavoro e vita privata.
Inizia a essere gentile con te stesso.

2. Assumiti la responsabilità di cambiare

Non aspettare che qualcuno lo faccia al posto tuo.
Se qualcosa non funziona, è tua responsabilità agire.

Dire NO o dare un feedback non è una colpa.

3. Definisci i tuoi confini

Se non stabilisci limiti, gli altri li supereranno.
Sempre.

E questo, col tempo, diventa frustrante, castrante, corrosivo.
Perdi autostima.
Motivazione.

Chiarisci i tuoi valori.
E impegnati a difenderli.

4. Impara a dire NO

Dire NO è scomodo.
Dire SÌ controvoglia è peggio.

Ogni SÌ forzato mina la tua credibilità.
E la tua autorevolezza.

Inizia da cose semplici.
Allenati.
Scoprirai che gli altri reggono molto meglio di quanto credi.

Se vuoi approfondire leggi il mio post:
Come dire No sul lavoro senza offendere (e farsi rispettare)

5. Smetti di giustificarti

Non devi chiedere il permesso per tutto.
Né di avere bisogni.

Non sei responsabile delle reazioni degli altri.
Il senso di colpa iniziale è normale.

Con il tempo … passa.

6. Dimostra assertività (non aggressività)

Meno parole.
Più chiarezza.

Risposte semplici.
Dirette.
Gentili ma ferme.

Non servono potere, ruolo o controllo per essere rispettati.

Grintoso o diplomatico?

Né stronzo né aggressivo.

Il vero equilibrio sta nel saper dosare grinta e diplomazia,
a seconda delle situazioni.

Essere rispettati non significa piacere a tutti.
Significa non tradire te stesso per essere accettato.

E quello, sul lavoro come nella vita,
è il primo vero atto di autorevolezza.

Nel percorso di coaching mirato:
Sviluppare assertività senza perdere empatia

costruisci uno stile comunicativo diretto, autentico e rispettoso.