Comunicazione sul lavoro: il pericolo sottovalutato di parole come FORSE e MA

comunicazione sul lavoro
Non vuoi dire NO, ma anche SI ti gratta in gola.

Allora ti esce un rassicurante FORSE. Ti permette di prendere tempo, non esporti troppo, lasciare aperta una porta.

Il problema è che, nella comunicazione sul lavoro, troppi FORSE possono creare più problemi di un NO detto con chiarezza.

Quando FORSE significa non prendere posizione

Non c’è niente di sbagliato nell’avere un dubbio. Ci sono decisioni che richiedono tempo, informazioni, valutazioni.

Il problema nasce quando utilizzi FORSE per evitare di scegliere. Per non deludere qualcuno. Per non assumerti la responsabilità di un NO.

In questi casi il FORSE non chiarisce. Rimanda.

E mentre tu rimandi, gli altri aspettano.

Un collaboratore non sa se procedere. Un collega non può organizzarsi. Un progetto resta sospeso.

Se hai bisogno di tempo, meglio dirlo chiaramente:

“Devo verificare un paio di aspetti. Ti do una risposta entro domani.”

Non hai deciso, ma almeno hai dato una direzione e una scadenza.

Nella comunicazione sul lavoro la chiarezza vale più di un FORSE

Le attività importanti richiedono decisioni, concentrazione ed energia. Non puoi pianificare efficacemente se troppe questioni restano sospese.

Se sei bloccato su una decisione, chiediti:

Quale informazione mi manca per decidere?

Vai a cercarla.
Valutala.
Poi chiudi la questione.

Essere autorevoli non significa avere sempre una risposta immediata. Significa anche poter dire “Non lo so ancora” senza nascondersi dietro un FORSE indefinito.

E poi c’è un’altra piccola parola apparentemente innocua.

MA.

Attenzione a quello che metti dopo un MA

Il MA può funzionare come una spugnetta: rischia di cancellare, agli occhi di chi ascolta, tutto quello che hai detto prima.

“Il modo in cui hai gestito il reclamo è stato eccellente, MA devi dimostrare di aver compreso meglio le nostre procedure.”

Che cosa resta davvero al collaboratore?

Probabilmente non “hai gestito il reclamo in modo eccellente”. Resta soprattutto quello che arriva dopo.

Il rischio è che il riconoscimento iniziale sembri solo una premessa di cortesia prima della critica.

Prova a sostituire il MA con un punto

Non devi necessariamente trovare parole più sofisticate. A volte basta separare i due messaggi.

  • “Hai fatto un ottimo lavoro, MA c’è ancora tanto da fare.”

Diventa:

  • “Hai fatto un ottimo lavoro. C’è ancora tanto da fare.”

Oppure:

“Concordo con i risultati, MA la vedo in modo diverso.”

Diventa:

  • “Concordo con i risultati. La vedo in modo diverso.”

La differenza sembra minima.

Non lo è.

Nel primo caso una parte della frase tende a indebolire l’altra. Nel secondo, entrambe possono essere vere contemporaneamente.

Hai fatto un buon lavoro. E c’è ancora da migliorare.

Concordo con te su alcuni punti. E su altri ho una posizione diversa.


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Il MA può diventare anche una giustificazione

“L’avrei fatto, MA…”
“Avrei rispettato la scadenza, MA…”
“Sono d’accordo, MA…”

Naturalmente ci sono situazioni in cui spiegare le circostanze è necessario. Ma se il MA compare sistematicamente quando qualcosa non è andato come previsto, potrebbe essere diventato un modo per spostare la responsabilità altrove.

Più ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni, meno abbiamo bisogno di giustificarci.

FORSE e MA non sono parole da eliminare

Non devi cancellarle dal vocabolario.

Devi semplicemente accorgerti di come le utilizzi.

Un FORSE può esprimere un dubbio reale oppure nascondere la paura di decidere.

Un MA può collegare due pensieri oppure cancellare, senza volerlo, il riconoscimento che hai appena fatto.

Le parole sono piccole.

L’effetto che producono nella comunicazione sul lavoro, a volte, molto meno.