12 cose da fare ogni giorno per essere ancora più leader del tuo team – 1

Quando ricopri una posizione di responsabilità,
(piccola o grande che sia, poco importa)
un ruolo manageriale,
una delle prime cose su cui (probabilmente) desideri lavorare e migliorare
è affinare le tue capacità di leadership.

Per diventare un leader eccellente,
devi andare oltre
a distribuire incarichi, inviare messaggi di posta elettronica e assicurarti che ognuno faccia il suo lavoro.

È necessario guidare le persone e non concentrarsi solo sui compiti da eseguire e sulle mansioni da gestire.
La vera leadership viene da chi sei, non solo da quello che dici o fai.

È possibile costruire la capacità di leadership con piccole ( che poi così piccole non sono) ed efficaci azioni quotidiane.

Ecco 12 “cose da fare” ogni giorno per essere più leader del tuo team:

1. Stimolare le persone a pensare e … parlare

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I leader di maggior successo conoscono la mentalità,
le capacità e le aree di miglioramento dei propri collaboratori.

Usano questa conoscenza per motivare la loro squadra
al raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi.

Non intimidire i tuoi collaboratori.
Falli sentire a loro agio, liberi di parlare e … di crescere.

Sposta l’attenzione da te stesso, incoraggia gli altri a esprimere con fiducia le loro opinioni.
Fai in modo che il tuo team sappia che sei disponibile a discutere apertamente i problemi di lavoro.

Condividi le loro prospettive e i loro punti di vista.
Mantenendo (mi raccomando!) la tua libertà di giudizio e di pensiero.

2. Essere diretto

Se non sei diretto,
se non dai feedback onesti,
i tuoi collaboratori non sapranno mai ciò che veramente pensi della qualità del loro lavoro.

La mancanza di una comunicazione diretta e poco incisiva crea dubbi,
incertezza e ansia.
Paura.

È importante condividere feedback costruttivi su tutto ciò che ogni tuo collaboratore fa.
È il modo migliore per guidare tutto il team nella giusta direzione.
Ed essere più leader del tuo team.
 


 
Le indicazioni positive sono importanti quanto quelle negative.
Sforzati per trovare il giusto equilibrio.

3. Conoscere meglio il team

Non ho dubbi che conosci il nome e la funzione di ogni collaboratore ma sai davvero chi sono, a cosa sono interessati e quali sono i loro punti di forza (e come possono essere sfruttati) e i loro punti deboli?

Conoscere il tuo staff (anche) a livello personale non solo ti aiuterà ad apprezzarli maggiormente,
ma ti aiuterà anche a gestire meglio.

Conosci i tuoi collaboratori.
Chiedi delle loro famiglie,
i figli, i loro hobby,
le loro passioni.

Dimostrerai che ti curi di loro anche come persone e non li consideri solo
un nome sul libro paga dell’azienda.

4. Imparare dal team vuol dire essere più leader

“È impossibile per un uomo imparare ciò che crede di sapere già.”
Epitteto

Essere responsabile non significa avere tutte le risposte.

Uno dei più grandi errori che puoi fare come manager è non imparare o chiedere al tuo team.
In effetti, i collaboratori sono una delle migliori risorse cui poter attingere.

Così ogni giorno, impara dal tuo team.

Chiedili se hanno incontrato quel particolare problema prima,
come l’hanno risolto.

Chiedi pareri sui nuovi processi che stai pensando di attuare,
o come suggerirebbero per renderlo più efficiente.
Discutere apertamente crea un ambiente positivo che favorisce la crescita personale e professionale.
Anche questo vuol dire essere più leader.

La stragrande maggioranza dei tuoi collaboratori ha idee da condividere.
Vuole essere parte del processo decisionale,
desidera diffondere la sua conoscenza
e la sua competenza.
 

5. Uscire dall’ufficio

Uno dei più grandi errori di un team leader è quello di trascorrere tutte le ore di lavoro in ufficio.

Le quattro mura, con il tempo, diventano un muro di gomma che rischiano di tagliarti fuori dalla realtà quotidiana. Così rischi di smarrire il collegamento con il tuo personale e perdere il polso della situazione.

Così (appena puoi) esci dal tuo ufficio.
E “fai due passi” nella tua azienda.
Bastano pochi minuti.
Non cercare di giudicare,
anzi lasciati (solo) guidare dall’istinto.

Ascolta.
Senti.
Cerca di escludere la mente.
Fai silenzio interiormente.

Placa il tuo chiacchiericcio interno,
presta la tua più totale attenzione.

L’istinto va oltre le frasi di rito, i sorrisi di circostanza, le strette di mano, gli “inchini e i salamelecchi” che accompagnano il tuo passaggio.

Cosa vedi?
Cosa senti?

Va tutto (veramente) bene, come ti dicono?
Come sembra?
Com’è davvero l’ambiente di lavoro?
Rilassato, preoccupato, nervoso?