13 motivi perchè i tuoi rapporti sul lavoro non decollano (parte 2)

rapporti personali sul lavoro

7. Sei sempre poco disponibile

“Questo non è il mio lavoro”
“Questo non mi compete”
“Mi spiace, non è il mio settore”
“Non lo so”
“Non posso”

Fai solo il tuo compitino, nel tuo orticello. Niente di più.

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Tutte le volte che te ne esci con frasi simili dai una pessima immagine del tuo modo di lavorare o del tuo approccio verso il compito ricevuto.

Queste frasi-taglia-gambe, se utilizzate spesso, indicano poca voglia di fare e pigrizia mentale. Non portano a niente, non risolvono il problema, sono segno di scarico di responsabilità e di poca disponibilità verso i tuoi colleghi.

8. Trasmetti poca empatia nei tuoi rapporti personali sul lavoro

Hai notato quanto desideriamo che gli altri ci ascoltino con attenzione ma non sappiamo, non riusciamo o non vogliamo fare altrettanto? Vogliamo essere compresi e capiti ma poi quando tocca a noi, cosa facciamo?

Un collega ci chiede un favore, gli promettiamo di aiutarlo e di andarli incontro. Ma poi non facciamo niente. Un collaboratore ci comunica un suo problema personale e noi pensiamo di essergli utili con semplici e spicciole frasi di circostanza.

La verità è che siamo distratti, poco interessati agli altri, concentrati su noi stessi, prevenuti, sempre pronti a giudicare e criticare.

Per trasmettere più empatia sul lavoro (e non solo) occorre uno sforzo d’interesse, di concentrazione e d’attenzione. Occorrono disponibilità, sano e sincero interesse verso gli altri. Fallo e diventerai, per i tuoi colleghi o i tuoi collaboratori un punto di riferimento importante e irrinunciabile.

9. Sei molto permaloso

Ehi! Come siamo messi con le critiche? Ti avveleni la giornata anche per una semplice osservazione? Sei permaloso, non sopporti di essere criticato anche se sai di aver fatto un errore?
 


 
Ogni giorno ci può capitare di ricevere delle critiche e in genere non ci fa mai molto piacere. Come reagisci quando qualcuno ti dice la sua su di te o sul tuo comportamento? Ascolti con attenzione, chiedi spiegazioni o vai via sbattendo la porta?

La reazione più frequente è quella di porsi sulla difensiva o, ancora più spesso, di contrattaccare in modo impulsivo.

È molto difficile essere oggettivi su noi stessi; ecco perché il punto di vista degli altri può fornirci indicazioni di come agire sulle nostre aree di miglioramento. Sono parte importante nello sviluppo della nostra autostima. Allora cerca di non chiuderti, non respingere le opinioni degli altri, anzi accoglile come un bene prezioso.

10. Non distingui amicizia e professionalità

L’amicizia sul lavoro è uno dei temi più delicati da affrontare. È naturale sentire maggiore feeling e simpatia per alcune persone rispetto ad altre. Avere amici sul posto di lavoro ci dà più carica e motivazione e una spalla cui poggiarsi in caso di difficoltà.

Prima di giudicare e fidarsi, però è meglio prendere del tempo per conoscere meglio chi hai davanti, per evitare valutazioni sbagliate e arrivare a voltare la faccia all’amica-collega.

Infatti, spesso, quello che appare come una relazione di amicizia, si rivela un rapporto fondato sull’interesse. La cosa migliore è mantenere un atteggiamento professionale e un comportamento equilibrato con tutti.

11. Sei negativo e lamentoso

Se apriamo la bocca solo per dire che “che lavoro noioso, ma com’è freddo oggi, se poi gli stipendi non sono puntuali …-“

oppure se parliamo solo di problemi e mai di soluzioni, rischiamo di essere pericolosamente etichettati come il “collega negativo e lamentoso” da evitare a ogni costo.
 

 
Conosci qualcosa di più irritante e noioso, ascoltare qualcuno che si lamenta sempre, è sempre negativo e mai costruttivo?

Evitiamo le lamentele e le frasi del tipo “È impossibile” o “Non si può fare”. Sono molto negative, indicano scarsa voglia e che non ci si vuole nemmeno provare. Se le cose non vanno bene, anziché lamentarci, perché non proviamo a cambiarle?
Il mondo non può fare nulla per renderci felici. Noi sì.

12. Sei troppo aggressivo

Sei convinto che il mondo del lavoro è una giungla, una lotta continua, dove “la miglior difesa è l’attacco”; così se qualcuno ti fa un’osservazione, parti subito al contrattacco.

Lasci poco spazio, incalzi e tendi a importi in continuazione. Non ammetti quasi mai di avere torto. Usi il sarcasmo e le battute per svalutare gli altri. Sei critico e ogni occasione è buona per mettere in difficoltà i colleghi.

Non è che stai scambiando arroganza e prepotenza per grinta e carattere? Siamo in tanti a essere cascati in questo equivoco!

Spesso se siamo aggressivi, prepotenti o arroganti è in genere un tentativo, peraltro vano, di nascondere un profondo complesso d’inferiorità. La fiducia in se stessi si può manifestare in molti altri modi. Essere sicuri e avere fiducia in se stessi è sentirsi a proprio agio nei propri panni. La fiducia più profonda è quella che si manifesta in modo tranquillo, calmo e contenuto.

13. Sei troppo passivo

Ti metti sempre poco in discussione?

Eviti il confronto e il conflitto pur di mantenere la pace e la tranquillità? Quando sei chiamato a decidere ti adegui al volere del gruppo o del capo, anche se non sei d’accordo?

Questo comportamento se da un lato ci permette il quieto vivere lavorativo, dall’altro può generare numerose incomprensioni che ci fanno accumulare rabbia e rancore. Quindi, nessuna lite o divergenza ma come la mettiamo con i bruciori di stomaco?

Leggi la parte 1 perchè i tuoi rapporti personali sul lavoro non decollano.

In conclusione, lavorando sul nostro approccio possiamo valorizzare e sfruttare veramente le nostre potenzialità, anche sul lavoro.
Possiamo lavorare meglio con i colleghi o con il team, evitando inutili conflitti nei nostri rapporti personali sul lavoro.

Per sopravvivere nella giungla dei rapporti personali sul lavoro, la cosa migliore è mantenere un atteggiamento professionale e un comportamento equilibrato con tutti, tanto con i colleghi che frequentiamo anche fuori dal lavoro che quelli che ci piacciono meno.

E tu, cosa ne pensi?
Basterà per mettersi al riparo da pettegolezzi, invidie e “vendette”?