6 fattori da ricordare quando ti senti inadeguato nel nuovo lavoro

inadeguato nel lavoro

Foto di Stocksnap.

Prima l’agonia della ricerca lavoro.
Poi i salti di gioia.

E infine… la doccia fredda:

sentirti completamente inadeguato nel nuovo lavoro o ruolo!

I primi giorni possono sopraffarti.

Hai una sola certezza (auto-sabotante):

da qualche parte — nel processo di selezione o nell’organizzazione —
qualcuno ha fatto un errore.

E la persona sbagliata sei tu.

Perché ti senti inadeguato nel lavoro?

Nel mio libro Autorevolezza, questo tema emerge spesso.
Soprattutto nei nuovi team leader.

C’è troppo da sapere.
Troppe competenze da dimostrare.

Ogni incarico sembra impossibile.
Ogni incontro con il capo può essere “quello decisivo”.

Quello in cui scopriranno che non sei all’altezza.
Inadeguato nel lavoro.

Responsabilità scoraggianti.
Disagio nel ruolo.

Idee poche.
Anzi: idee zero.

Non sapere cosa fare

Non sapere a chi chiedere.

Oppure chiedere aiuto per quasi-tutto.

E anche se l’azienda e il team sembrano soddisfatti…

tu dubiti di te stesso.

Martelli la tua fiducia.
E ti chiedi:

“Dove mi sono cacciato?”

Suona familiare?

Potrei dirti:

  • “Non preoccuparti. Basta avere fiducia.”

Ma so che serve a poco.
Sono parole.

Non sciolgono il groppo che senti in gola.

Allora cosa puoi fare?

Puoi camminare sulle uova.
Rinunciare.
Oppure aspettare che qualcuno ti smascheri.

Oppure puoi affrontare la realtà.
E ricordarti di queste 6 verità:

1. Sei stato assunto per un motivo

Durante il colloquio hai mentito?
Hai recitato una parte?
Hai ingannato tutti?

Se la risposta è no, allora chi ti ha assunto ha visto qualcosa.

Una competenza.
Una potenzialità.
Un valore.

I processi di selezione oggi sono
lunghi,
articolati,
rigorosi.

Colloqui.
Test.
Valutazioni.

Ti hanno osservato attentamente.
E alla fine hanno scelto te!

Questa è la realtà.

2. All’inizio non si aspettano che tu sia perfetto

Non si aspettano che tu sappia tutto.

Si aspettano che tu impari.

Chi ti ha assunto sa che:

  • devi crescere
  • devi adattarti
  • fare esperienza

Sa che sei un investimento.
Sa che hai margine.

Questo è normale.
Fa parte del processo.

3. Il vero rischio è sabotarti da solo

Quando ti senti inadeguato, iniziano i pensieri:

  • “E se si accorgono?”
  • “E se ho sbagliato tutto?”
  • “Se fallisco?”

Così inizi a sabotarti.

Notti insonni.
Scenari catastrofici.
Dubbi continui.

Ma c’è una verità importante:

Le valutazioni dell’azienda sono più obiettive delle tue.

Noi siamo i nostri peggiori critici.

La soluzione non è fuggire.

È abbracciare la sfida.
E fare il tuo lavoro.

Un passo alla volta.

4. Conta più quello che pensano loro di quello che pensi tu

Tu puoi dubitare.
Ma loro ti hanno scelto.
Questo è il fatto.

Spesso siamo più severi con noi stessi
di quanto lo siano gli altri.

Nel mondo del lavoro ci sono persone che si sopravvalutano…

e altre — molto valide — che si sottovalutano.

Molto probabilmente, tu appartieni alla seconda categoria.

Smetti di giudicarti.

Concentrati sul migliorare.

5. Il disagio può diventare il tuo più grande alleato

La sensazione di inadeguatezza è scomoda.

Ma può diventare una forza.

Ti spinge a:

  • imparare più velocemente
  • osservare di più
  • migliorarti continuamente

Ti porta fuori dalla tua zona di comfort.

Trova un mentore.
Un coach.
Studia.
Osserva.

Prenditi dei rischi.

Paradossalmente, potresti riuscire proprio grazie a questa sensazione.

6. Le aziende non fanno beneficenza

Le aziende non pagano stipendi per gentilezza.

Se ti hanno assunto, è perché credono in te.
Se ti confermano, è perché stai facendo bene.
Vedono potenziale, è perché esiste davvero.

Chi ti ha assunto ha già assunto molte altre persone.

Sa cosa cerca.
Sa cosa vede.
Cosa vale.

Il tuo compito è semplice:
continua a lavorare.
Continua a imparare.
A crescere.

Non c’è alcun motivo reale per dubitare di te stesso.
Sei dove devi essere.

In definitiva

Sentirsi inadeguati all’inizio non è un segnale di fallimento.

È un segnale di crescita.

Non sei indietro.
Sei dentro il processo.

E spesso, proprio chi dubita di sé
è quello che costruisce la vera autorevolezza.

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