6 motivi perché non dovresti definirti amico di un tuo collaboratore

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Foto di StockSnap

Si comincia cosi …
parlando dei problemi e delle difficoltà incontrati sul lavoro con quel collaboratore,
ritenuto particolarmente professionale e affidabile.

Oppure

come ho scritto nel mio libro “Prima volta Leader” ho raccontato la storia di Sarah che voleva dimostrare di non essere il “solito” capo o imprenditore senza scrupoli.

Basta con i capi direttivi e seriosi, vuoi essere un capo friendly che ama condividere informazioni con la sua truppa,
compreso i commenti e le foto su FB.

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O anche …

sei giovane o alla prima esperienza e non riesci a trattenerti dal confidarti con la collaboratrice più giovane o quella che ritieni abbia le tue stesse difficoltà o incertezze.

Niente di male, per carità …
tuttavia, un po’ alla volta, si costruisce così un rapporto d’amicizia,
in cui è facile confondere la confidenza con la parità di ruolo.

Non importa quanto vicino puoi sentirti a un tuo collaboratore o dipendente,
ma non dovresti confondere un rapporto professionale con una vera e propria amicizia.

Il ruolo di un manager trascende l’amicizia perché crea uno scenario che non dovrebbe mai esistere tra veri amici.

I pericoli di un collaboratore amico

Costruire un rapporto funzionale, coinvolgente, ma gerarchico, con i propri collaboratori non è semplice.

Questo non significa essere antipatici o non disponibili ma piuttosto stabilire una distanza minima oltre la quale nessuno può o deve avvicinarsi,
il tutto sempre con cortesia ed educazione ma anche con educata fermezza.

Ci sono almeno 6 buoni motivi per cui non è una buona idea per un manager e un suo collaboratore/dipendente definirsi amici:



1. Si crea nel team la percezione di favoritismo

Anche se pensi di essere equo ed equilibrato al 100% (e forse non ti rendi conto) gli altri collaboratori o dipendenti potrebbero fraintendere o mal interpretare alcune tue decisioni, pensando che stai proteggendo o favorendo la persona a te vicina.

Queste sensazioni influenzeranno, consciamente o inconsciamente,
le tue decisioni riguardo licenziamenti,
le assegnazioni o promozioni.

2. Rischi di frustrare le tue e le sue aspettative

Se vedi un tuo collaboratore o dipendente come un amico,
avrai senz’altro delle aspettative sul suo comportamento “Un amico non lo farebbe mai o dovrebbe dirmi tutto, ecc.“.

D’altra parte,
anche il tuo collaboratore amico avrà aspettative sul tuo atteggiamento: “Un amico me lo direbbe senz’altro” o anche “Un amico mi lascerebbe senza dubbio uscire mezz’ora prima

Oppure “Che cosa vuoi che sia questo piccolo favore, fra amici”.

Quando un’aspettativa è frustrata resta solo delusione e rancore (quest’ultima è molto pericolosa sul luogo di lavoro).

3. Non separi amicizia e professionalità

Il confine nebuloso tra amicizia e professionalità potrebbe insinuare l’idea nel tuo collaboratore amico di poter essere un manager o un capo migliore di te e cominciare,

anche inconsciamente, a boicottarti e a “remare” contro di te.

4. Non puoi valutare e giudicare obiettivamente

Giudicare, dare feedback negativi e disciplinare i tuoi dipendenti o i collaboratori fa parte del tuo lavoro di capo e manager.

Come puoi valutare,
criticare o disciplinare obiettivamente un amico?


Ti capita di non dire ciò che pensi per evitare tensioni — o di dirlo in modo che poi ti pesa?

Con → “Sviluppare assertività senza perdere empatia” impari a comunicare con chiarezza e rispetto, anche nelle situazioni difficili.

5. Rischi di prendere le critiche sul personale

Spettegolare un pò con i colleghi più stretti può essere salutare perché stempera la tensione e serve a creare un clima più leggero.

Tutti i dipendenti hanno bisogno, di tanto in tanto, di lamentarsi dei loro capi.

Tuttavia,
se vedi il tuo collaboratore come amico, sicuramente la prenderai sul personale, ti sentirai ferito e tradito.

Un consiglio.

Quando prendi un drink con il tuo team … vai via per primo (o almeno non per ultimo) …
così dai il tempo di lamentarsi di te.

(Dai, non prenderla sul personale, capita a tutti … ma scusa cosa pensavi? Di esserne immune?).



6. Comprometti la tua leadership

Amici vuol dire anche lasciarsi andare al di fuori del lavoro.
E come la mettiamo con gli esempi e i modelli di ruolo?

Potresti non apprezzare le tue foto (in braghette-corte e con la birra in mano) sul profilo facebook del tuo collaboratore amico.

Alcuni dipendenti potrebbero trovare i tuoi tentativi di amicizia invadenti, inappropriati o bisognosi di approvazione.

Sei d’accordo anche tu,
che non è il massimo per la tua leadership!

In conclusione …

Evita confidenze, pettegolezzi e di farti coinvolgere troppo, per non rischiare di rovinare i tuoi rapporti interpersonali con un tuo collaboratore o dipendente.

Comportati in maniera cortese e corretta

Con tutti i tuoi collaboratori o dipendenti senza l’aspettativa di farteli amici (come gli alunni, che incontrano i loro professori per strada, si comportano rispettosamente ma mantengono le distanze) e coltiva le tue amicizie con altre persone, magari in ambienti meno formali dell’ufficio.

Se desideri lavorare sul tuo approccio,
oppure puoi prendere qualche spunto interessante nel mio libro “Autorevolezza”, ora nella NUOVA versione aggiornata 2025, per diventare un riferimento carismatico per i tuoi collaboratori.

Cosa ne pensi?
Può un capo essere amico di un suo dipendente?