8 segnali che rivelano la tua insicurezza sul lavoro (e tutti se ne stanno accorgendo) – 2

insicurezza al lavoro

LEGGI ANCHE > la parte 1.

5. Va sempre “tutto bene, molto bene, anzi benissimo

L’ottimismo è un buon segno.
Essere sorridente e fiducioso è indispensabile, in tempi così complessi come questi che stiamo attraversando.

Ma far finta di non avere giorni pessimi (con il morale sotto i tacchi e il solo desiderio di andare a casa a leccarsi le ferite) è come guardare il cielo nero e temporalesco e dire sorridendo “Ma guarda che bella giornata oggi!

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La verità è che ci sentiamo tutti (chi più chi meno) eccessivamente stressati e preoccupati e non c’è niente di sbagliato in questo.

Se mentre è utile (a volte) aspirare e far finta che le cose vadano bene, l’adozione di un costante comportamento sorridente e spropositatamente ottimista rivela la mancanza di sicurezza al lavoro, mettere la testa sotto la sabbia e un’improduttiva strategia di evitamento.

Essere aperti e onesti con le persone (soprattutto) quando il gioco si fa duro, ti porterà maggiore rispetto da parte del tuo team o dei tuoi colleghi.

6. Hai bisogno di mostrare i tuoi successi per compensare la tua insicurezza al lavoro

Mostrare continuamente i tuoi successi,
le tue conoscenze importanti,
parlare del tuo grande stile di vita,
la tua formazione superiore,
i tuoi figli bellissimi e bravissimi,
tuoi clienti adoranti, continuare a parlare di certi argomenti, che secondo te dovrebbero innalzare il tuo valore agli occhi di un tuo collaboratore o collega.

A certe persone piace,
(magari quelle più facilmente suggestionabili)
quelle un po’ più superficiali.

Tuttavia vantarsi in maniera implicita, come ho scritto nel mio libro,
è sintomo d’insicurezza è un atteggiamento che spesso riflette una sensazione di vuoto o d’insoddisfazione nella vita.

Non è l’insicurezza di per sé che infastidisce ma il volerla coprire, nascondere, mascherare … vantandosi.

 


 

Dimmi di cosa ti vanti e ti dirò cosa ti manca.

Le persone realmente sicure, non sentono il bisogno di competere o di avere sempre ragione.
Non crede che il il suo valore dipenda dall’assecondare i desideri di qualcuno o soddisfare i desideri degli altri.
Non devono nemmeno vantarsi o mentire, perché dimostrano la loro forza attraverso le loro azioni, il loro atteggiamento e il loro modo di fare.

7. Hai difficoltà ad affermarti e dai troppe spiegazioni

Sei troppo disponibile o troppo “molle”.

Non parlare con voce sommessa ed esitante, non riempire le tue motivazioni di “ehm…ehm…” che indeboliscono il tuo messaggio.
Così dai l’impressione di sentirti in colpa o di essere insicuro!
Dai una spiegazione breve e concisa.
Evita giri di parole e vai direttamente al punto.

Non cercare di convincere gli altri del perché del tuo rifiuto (ti senti stressato, stanco, oberato di lavoro, etc.).

Non devi convincere nessuno, così facendo diventi solo “patetico”, i tuoi collaboratori o colleghi non ti prenderanno sul serio e mostrerai la tua insicurezza al lavoro.

8. Prima dici “NO”, poi ci ripensi e dici SI

Se torni indietro facilmente sulle tue decisioni, comunichi ai tuoi collaboratori o colleghi che non sono tenuti a rispettare le tue decisioni, perché se insistono, avranno la meglio.

Evita questi pericolosi dietro-front perché le persone potrebbero pensare che sei poco risoluto e le tue risposte siano “trattabili”.

Cambiare idea è naturale e indice di una buona flessibilità mentale.
Le ragioni della tua retromarcia però non devono essere dettate dalla paura del giudizio o dal bisogno di accettazione.

 
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L’insicurezza al lavoro è la mancanza di fiducia nelle proprie capacità di ottenere un risultato.
Di non essere all’altezza.

Lo stesso accade a tanti di noi, a mano a mano che facciamo carriera, siamo investiti da responsabilità sempre più grandi, veniamo assaliti da dubbi e incertezze sulle nostre capacità e abilità.

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