Come dire no ai collaboratori con più efficacia e meno stress (parte 2)

come dire no

leggi anche la parte 1 small ...

Come Dire “NO”:

1. Parla in modo deciso e diretto

Usa il “NO” a inizio frase, scuoti la testa per sottolineare il tuo rifiuto.
Guarda negli occhi il tuo interlocutore e sostieni il suo sguardo.
Usa un tono della voce deciso, senza tentennamenti.

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Non dare l’impressione che tu ci possa ripensare altrimenti,
continueranno a insistere.

La tentazione di rispondere nel modo più cortese possibile ti potrebbe far perdere incisività.
Puoi rispondere con un semplice NO in modo diretto ed essere comunque cortese:

  • “Mi dispiace. In questo momento non è possibile”
  • “Preferirei di NO”
  • “NO, ti ringrazio. Grazie per avermelo chiesto”

2. Non dilungarti in scuse o giustificazioni

Così dai l’impressione di sentirti in colpa o di essere insicuro! Dai una spiegazione breve e concisa.
Evita giri di parole e vai direttamente al punto.
La ragione del tuo rifiuto, può anche essere importante ma al tuo collaboratore interessa poco.

Vuole solo sapere se la sua richiesta è accettata o no.
Se parli troppo, potresti anche finire, alla lunga, col dire di sì …
facendo autogol!

3. Fornisci la giusta spiegazione

E’ più facile convincere gli altri quando gli spieghi il perché del tuo rifiuto.
 

  • “NO, mi spiace. In questo momento siamo sotto di personale. Guarda tu stesso il piano”
  • “NO, non posso, devo concentrarmi su …”
  • “NO, in questo momento, come saprai, abbiamo la priorità di … “
  • 4. Cerca un’alternativa o una soluzione

    Puoi dire “NO” ma proponendo un’alternativa (anche se più modesta oppure più in là nel tempo) dimostri interesse per l’altro e di aver capito l’importanza della sua richiesta.

    • “NO, Sandra non può, è già impegnata. Che ne dici di Roberta? Prova a chiederlo a lei …”
    • “No, ma forse possiamo …”
    • “No, mi spiace! Che ne dici di un paio d’ore settimana prossima?”

    A volte ti potrebbe capitare …

    … di trovarti davanti ad un collaboratore insistente,
    ripeti la risposta e motiva nuovamente il perché del tuo rifiuto, se continua,
    spiega esplicitamente che non ne vuoi parlare di nuovo,
    non sei obbligato a spiegare ulteriormente le tue ragioni.

    Oppure … di ricevere una richiesta da un tuo collaboratore in un momento in cui sei occupato, stressato,
    stanco
    e non sai dire sì o no immediatamente.

    In questo caso, se possibile, chiedi del tempo per riflettere (possono bastare anche pochi minuti!),
    in modo da focalizzarti ed evitare pericolosi dietro front (vedi i prossimi esempi) che offuscano la tua immagine di leader.
     


     

    Come dire no: 5 errori che dovresti assolutamente evitare

    1. Cerchi di convincere del perché del tuo rifiuto

    Non mettere la discussione sul piano delle lamentele personali (ti senti stressato, stanco, oberato di lavoro, etc.).
    Non devi convincere nessuno; così facendo diventi solo “patetico” e i tuoi collaboratori non ti prenderanno sul serio.

    2. Sei troppo disponibile o troppo “molle”

    Non parlare con voce sommessa ed esitante,
    non riempire le tue motivazioni di “ehm…ehm…” che indeboliscono il tuo messaggio.

    3. Interrompi l’altro mentre sta ancora parlando

    Dici “NO” troppo velocemente senza aver capito cosa ti è chiesto.
    Non aspetti che il tuo collaboratore finisca di parlare perché immagini (forse anche a ragione) dove sta andando a parare e lo blocchi subito.

    Questo è un metodo semplice per far sentire gli altri frustrati e non ascoltati.
    Impara ad ascoltare i tuoi collaboratori:
    è il segreto per avere una comunicazione davvero efficace.

    La comunicazione è il primo passo verso il tuo successo di leader.

    4. Prima dici “NO”, poi ci ripensi e dici SI

    Se torni indietro facilmente sulle tue decisioni, comunichi ai tuoi collaboratori che non sono tenuti a rispettare le tue decisioni,
    perché se insistono un pò, avranno la meglio.

    Evita questi pericolosi dietro-front perché le persone potrebbero pensare che sei poco risoluto e le tue risposte siano “trattabili”.
    Cambiare idea è naturale e indice di una buona flessibilità mentale.
    Le ragioni della tua retromarcia però non devono essere dettate dalla paura del giudizio o dal bisogno di accettazione.

    5. Dici “SI”, sapendo già, che poi dirai “NO”

    Accetti subito la richiesta, per timore o indecisione, sapendo già che tanto poi gli farai sapere (non di persona ma via mail o tramite qualche collega “messaggero”) che non se ne fa più niente!

    Così facendo, dimostri di essere debole,
    pauroso e subdolo (uno che non ci mette la faccia) e che sei lontano dall’immagine di quel leader forte e coerente che meritano i tuoi collaboratori.

    Se ti stimola l’argomento (come dire no) scopri come posso aiutarti a gestire con più efficacia i rapporti, contrasti e conflitti con i tuoi collaboratori o i tuoi colleghi.

    Ti è già successo di ricevere, da parte del tuo capo o della tua azienda, un clamoroso dietro front che ti ha letteralmente spiazzato?
    Come è stato giustificato? E tu come hai reagito?
    Hai appreso come dire no?