Ansia da nuovo lavoro? Cosa è normale e cosa è solo una tua paranoia

Foto: Moshehar
Ansia da nuovo lavoro?
Iniziare in un nuovo posto può essere stimolante ed entusiasmante.
Ma anche stressante.
A tratti perfino “schiacciante”.
Devi:
- imparare nuove procedure
- assorbire una quantità enorme di informazioni
- conoscere molte persone
- fare una buona impressione sul nuovo capo.
Insomma… pressione!
È normale sentirsi:
- nervosi
- incerti
- ansiosi.
L’ansia da nuovo lavoro è quasi inevitabile.
Quando entri in un ambiente nuovo, la mente comincia a “galoppare” per ritrovare equilibrio.
Alcuni pensieri sono realistici.
Altri… sono semplicemente ansie amplificate dalla nostra testa.
Vediamo alcune situazioni tipiche.
“Non capisco subito gli argomenti” → normale
Sei seduto a una delle prime riunioni.
E qualcuno comincia a parlare usando termini e concetti che non conosci.
E dentro di te pensi:
“Di cosa diavolo stanno parlando?”
Succede a tutti.
Puoi:
- chiedere spiegazioni
- far ripetere un concetto
- prendere appunti e approfondire dopo.
Non capire tutto subito è assolutamente normale.
Serve tempo per entrare nei meccanismi di un nuovo lavoro.
“Tutti gli altri sono più bravi di me” → paranoia
È uno dei pensieri più comuni.
E anche uno dei più dannosi.
Come scrivo nel mio libro
“Autorevolezza”, confrontarsi continuamente con gli altri è quasi sempre frustrante.
Perché?
Perché il confronto avviene spesso con un’immagine ideale.
Quindi irraggiungibile.
Anche se raggiungi il successo, troverai sempre qualcuno che sembra avere qualcosa più di te.
Il confronto continuo raramente aiuta.
“Sono esausto” → normale
A fine giornata ti senti distrutto.
Nonostante i caffè.
Arrivi a casa e crolli sul divano.
Tranquillo.
È normale.
Quando inizi un nuovo lavoro il cervello lavora tutto il giorno:
- per fare buona impressione
- per apprendere informazioni
- per orientarsi nel nuovo contesto.
È stancante.
Ma è una fase temporanea.
Nel giro di qualche settimana ti sentirai di nuovo più energico.
“Mi licenzieranno perché non sono esperto” → paranoia
All’inizio nessuno si aspetta che tu sia perfetto.
Chi ti ha assunto sa benissimo che:
- devi imparare
- devi adattarti
- crescere nel ruolo.
Se ti hanno scelto, probabilmente è anche perché hanno visto:
- potenziale
- motivazione
- voglia di imparare.
E questo conta molto.
“Non ho ancora amici qui” → normale
Nel lavoro precedente conoscevi tutti.
Ridevi con i colleghi.
Uscivate insieme.
Qui invece… ancora no.
È normale.
Le relazioni sul lavoro richiedono tempo.
Un consiglio: evita di creare legami attraverso il gossip.
Spettegolare per sembrare “uno del gruppo” spesso danneggia la reputazione.
Molto più di quanto immagini.
Creare buone relazioni nel nuovo lavoro non è solo questione di tempo, ma anche di atteggiamento.
“Nessuno vuole mangiare con me” → paranoia
I primi giorni può capitare di pranzare da soli.
Non c’è ancora confidenza.
Non aspettare sempre che siano gli altri a invitarti.
A volte basta fare il primo passo:
“Posso sedermi con voi?”
È più semplice di quanto sembri.
E ti farà apparire una persona aperta e disponibile.
“Non piaccio a nessuno” → paranoia
Non puoi controllare il giudizio degli altri.
È impossibile.
Anche se sei:
- disponibile
- gentile
- professionale
ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarti.
E a vederti come una minaccia per la sua carriera.
Prima lo accetti, meglio è.
Metti a tacere la tua voce interiore negativa e concentrati su ciò che conta davvero:
allinearti al nuovo lavoro.
“Non sono adeguato per questo ruolo” → paranoia
Capita spesso nei primi mesi.
Ti guardi intorno e pensi:
“Ma dove mi sono cacciato?”
Hai la sensazione di non sapere abbastanza.
Di non essere all’altezza.
Questo stato ha anche un nome: sindrome dell’impostore.
Succede più spesso di quanto pensi.
E non significa che tu non sia capace.
A dedicato un intero capitolo del mio libro “Prima volta Leader” a tale sensazione di inadeguatezza.
“Mi hanno assunto per A e B, ma sto facendo X e Y” → attenzione
Qui la situazione è diversa.
Se il lavoro che stai facendo è molto diverso da quello per cui sei stato assunto, vale la pena parlarne.
Con il tuo responsabile.
A volte è solo una fase iniziale.
Altre volte no.
Se la discrepanza è grande e permanente, può essere il segnale che quel ruolo non è davvero quello giusto per te.
Leggi il mio post per approfondire: Il nuovo lavoro è diverso da come immaginato. E adesso?
“Ho fatto un errore” → normale
Nessuno nasce imparato.
E nessuno è perfetto.
Tutti sbagliano.
Anche le persone che oggi ti sembrano più competenti hanno commesso — e continuano a commettere — errori.
La differenza sta in una cosa:
imparare da quegli errori.
“Ho fatto un errore… mi licenzieranno” → paranoia
Un errore non provoca l’apocalisse.
Il mondo non smette di girare.
E nella maggior parte dei casi non costa il posto lavoro.
Se ti hanno assunto è perché qualcuno ha visto valore in te.
Non impegnarti a dimostrare il contrario.
Hai fatto un errore sul lavoro?
Se vuoi approfondire: Come chiedere scusa al lavoro. Basta dire “Mi dispiace”?
“Devo essere perfetto” → paranoia
Il perfezionismo spesso nasce dal bisogno di approvazione.
Se tutto è perfetto, nessuno potrà criticarti.
Ma nel lavoro reale la perfezione è raramente necessaria.
A volte “buono” è più che sufficiente.
E soprattutto è più efficace.
Meglio consegnare qualcosa di valido oggi…
che aspettare la perfezione e non consegnare nulla.
“Non pensavo fosse così dura” → normale
Il mondo del lavoro è diventato più competitivo.
Più veloce.
Più complesso.
Per ambientarsi servono:
- impegno
- preparazione
- resilienza
È normale sentirsi sotto pressione all’inizio.
Ansia da nuovo lavoro? In conclusione
L’ansia da nuovo lavoro è normalissima.
Stai entrando in un ambiente nuovo, con nuove persone e nuove aspettative.
Il cervello ha bisogno di tempo per adattarsi.
Respira.
Impara.
Concediti qualche settimana.
Poco alla volta, tutto diventerà più familiare.
Quando inizi un nuovo lavoro non devi dimostrare di sapere già tutto.
Devi solo dimostrare che sei disposto a imparare.








Formatore e Coach.

