Autostima al lavoro: il problema non è dire “non posso”. È crederci.

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Hai mai detto una frase come questa?
“Non sono portato.”
“Non riesco.”
“Non fa per me.”
Oppure:
“Non sono capace di parlare in pubblico.”
“Non saprei mai cambiare lavoro.”
“Non riuscirei ad aprire un’attività.”
Sono frasi che sembrano descrivere la realtà.
In realtà fanno qualcosa di molto più pericoloso.
Trasformano una difficoltà temporanea in una definizione di chi sei.
Ed è qui che nasce il problema.
“Non posso” non descrive il presente
Descrive il futuro.
Quando dici:
“Non sono bravo.”
stai parlando del presente.
Quando dici:
“Non posso.”
stai già decidendo il tuo domani.
È una sentenza.
Come se il tribunale avesse già emesso il verdetto.
Caso chiuso.
Una parola cambia completamente il significato
Seth Godin propone un esercizio tanto semplice quanto potente.
Aggiungi due parole.
“Non ancora.”
Diventa:
“Non sono bravo a parlare in pubblico… non ancora.”
“Non riesco a cambiare lavoro… non ancora.”
“Non sono capace di scrivere… non ancora.”
Non è ottimismo.
Non è pensiero positivo.
È una lettura più onesta della realtà.
Perché ammette un limite senza trasformarlo in un’identità definitiva.
Anch’io ci sono passato
Quando ho iniziato a fare formazione, parlare davanti a un gruppo non mi veniva naturale.
Quando ho aperto il blog, non avevo mai scritto un articolo.
Non conoscevo la SEO.
Non sapevo come si costruisse un sito.
Se allora mi fossi definito con un semplice:
“Non sono capace.”
probabilmente oggi questo blog non esisterebbe.
Quelle frasi erano vere.
Ma erano vere in quel momento.
Non per sempre.
Autostima sul lavoro? Il problema non è il limite.
È quello che significa per te.
Molte persone credono che la fiducia arrivi prima.
In realtà spesso succede il contrario.
Prima fai esperienza.
Poi arriva la fiducia.
Chi aspetta di sentirsi pronto rischia di non iniziare mai.
Chi accetta di non esserlo ancora, invece, comincia a costruire quella competenza che oggi gli manca.
Attenzione, però
Aggiungere “non ancora” non è una formula magica.
Non ti rende più competente.
Non elimina la paura.
Non accorcia il percorso.
Ti impedisce semplicemente di fare l’errore più costoso: fare danni alla tua autostima sul lavoro.
Confondere ciò che sei oggi con ciò che potresti diventare domani.
Ed è una differenza enorme.
La prossima volta ascolta le tue parole
Ogni volta che ti sorprendi a dire:
“Non posso.”
fermarti un istante.
Chiediti se stai descrivendo una situazione…
oppure stai scrivendo una sentenza sulla tua carriera.
Perché le parole con cui racconti te stesso diventano spesso i confini dentro cui finirai per vivere.
E quei confini, molte volte, non li ha costruiti la realtà.
Li hai costruiti tu.








Formatore e Coach.

