È più facile criticare gli altri che “lavorare” su noi stessi

sviluppo personale
Sei sempre pronto a giudicare chi ti sta accanto?

Replichi immediatamente, difendi le tue convinzioni e individui con facilità quello che gli altri stanno facendo male?

È comprensibile.

Criticare gli altri è molto più facile che mettere in discussione noi stessi.

Quando attribuiamo agli altri la responsabilità di tutto ciò che non funziona, abbiamo anche un vantaggio: non dobbiamo fare niente.

Possiamo lamentarci. Aspettare. Continuare a spiegare perché il problema è il capo, il collega, l’azienda, il cliente.

E qualche volta è davvero così.

Ci sono persone scorrette, capi incapaci, colleghi difficili e situazioni sulle quali abbiamo pochissimo potere.

Il punto è un altro.

Se è sempre colpa degli altri, tu cosa puoi fare?

Praticamente niente.

Se la causa di tutto ciò che ti accade è sempre fuori da te, anche la possibilità di cambiare qualcosa rimane fuori da te.

Ed è qui che rischi di rimanere bloccato.

Non perché tu sia responsabile di tutto quello che accade, ma perché continui a concentrare energie proprio sulla parte che non puoi controllare.

Se hai a cuore il tuo sviluppo personale, prima o poi devi spostare lo sguardo.

Dagli altri a te stesso.

Lavorare su te stesso non significa dare la colpa a te stesso

Questa distinzione è importante.

Mettersi in discussione non significa pensare:

Il problema sono sempre io.

Significa chiederti:

  • Che parte ho avuto in questa situazione?
  • Come sto reagendo?*
  • Sto alimentando anch’io questa dinamica?
  • Che cosa posso fare diversamente?
  • Quale parte dipende davvero da me?

Sono domande più scomode rispetto a chiedersi cosa dovrebbe fare l’altro.

Ma sono anche molto più utili.

Perché riportano nelle tue mani almeno una parte della situazione.

La persona più difficile da gestire potresti essere tu

Se stai ancora cercando continuamente di cambiare gli altri e la realtà che ti circonda, forse non hai ancora incrociato nello specchio la persona più difficile da gestire.

Te stesso.

Puoi essere tu quello rigido, testardo, esigente, permaloso.

Quello che non si concede il minimo sbaglio.
Quello che pretende il cambiamento dagli altri, ma fa molta più fatica quando deve cambiare qualcosa di sé.
Quello che conosce perfettamente i difetti del collega, ma molto meno i propri.

Non è piacevole riconoscerlo.

Ma può essere un punto di svolta nel tuo sviluppo personale.

Non puoi gestire gli altri se non sai gestire te stesso

Imparare a gestire te stesso è una delle competenze più importanti anche nella vita professionale.

Le tue reazioni.
Le aspettative.
La frustrazione.
Il bisogno di avere ragione.

Il modo in cui affronti un conflitto o rispondi a un comportamento che non condividi.

Non puoi decidere come si comporterà il tuo capo.
Non puoi impedire a un collega di essere difficile.
Neanche pretendere che gli altri reagiscano come vorresti.

Puoi però decidere come rispondere tu.

Ed è proprio qui che recuperi margine d’azione.

Criticare gli altri può essere facile. A volte può essere persino giustificato.

Ma difficilmente cambia qualcosa.

Lavorare su te stesso non significa dare sempre la colpa a te stesso.

Significa smettere di aspettare che siano sempre gli altri a cambiare per poter stare meglio tu.