Gestire collaboratori più esperti come farebbe un grande leader

“Oddio, non ce la farò mai!
Come faranno a rispettarmi questi?”.
È stata una delle prime reazioni di Sacha quando ha scoperto che alcuni dei suoi collaboratori avevano alle spalle molti più anni di esperienza di lui.
Lui, giovane e ancora poco esperto nella gestione delle persone, stava per diventare il loro supervisore.
Il suo timore era semplice: prima o poi qualcuno gli avrebbe fatto una domanda alla quale non avrebbe saputo rispondere.
E a quel punto tutti si sarebbero accorti che non era all’altezza.
Esercitare la propria leadership quando alcuni collaboratori sono più esperti, più anziani o tecnicamente più preparati non è sempre facile.
Puoi sentirti intimidito.
Puoi temere di perdere credibilità o rispetto.
Ma il problema non è avere collaboratori che ne sanno più di te.
Il problema nasce quando senti di dover dimostrare continuamente di saperne più di loro.
1. Riconosci la differenza di competenze
Se alcuni collaboratori ne sanno più di te in determinati ambiti, riconoscilo.
Prima di tutto a te stesso.
Non devi conoscere ogni procedura, dettaglio tecnico o risposta per essere un buon leader. Quando conosci e accetti i tuoi limiti, diventi anche più disponibile ad ascoltare e utilizzare le competenze degli altri.
Riconoscere di non sapere tutto non indebolisce la tua leadership.
Fingere di sapere ciò che non sai, sì.
2. Non cercare continuamente di dimostrare chi è il capo
Quando ti senti insicuro nel gestire collaboratori più esperti, la tentazione è comprensibile: mostrare autorità.
Diventare più rigido.
Controllare tutto.
Correggere continuamente.
Mettere in chiaro ruoli e gerarchie.
Ma se senti continuamente la necessità di dimostrare che sei il leader, probabilmente stai ancora cercando di convincere soprattutto te stesso.
Metterla sulla competizione con collaboratori più esperti crea un clima pericoloso.
E alla fine rischi di perdere proprio ciò che stavi cercando di ottenere: autorevolezza.
3. Dimostra chi è il capo. Ma nel modo giusto
No, non è una contraddizione.
Non devi imporre continuamente la tua autorità, ma nemmeno rinunciare al tuo ruolo.
Ascolta pareri e consigli.
Chiedi feedback.
Mostra rispetto per l’esperienza dei tuoi collaboratori.
Poi mantieni la tua autonomia di pensiero e di decisione.
Essere aperti non significa diventare esitanti. Coinvolgere non significa delegare agli altri la responsabilità delle decisioni.
Il rispetto non si pretende attraverso il ruolo.
Si costruisce attraverso il modo in cui eserciti quel ruolo.
4. Delega, ma non diventare dipendente
Sacha aveva individuato nel team un collaboratore particolarmente competente.
Così aveva cominciato ad affidargli tutto ciò che non padroneggiava.
All’inizio sembrava funzionare benissimo.
Il rischio, però, era diventare progressivamente dipendente da quella persona.
Delegare è necessario. Delegare senza conoscere, verificare e mantenere una visione d’insieme è pericoloso.
E c’è un secondo rischio: trasformare il collaboratore più competente nell’unico punto di riferimento può far sentire gli altri sottovalutati.
Utilizza le competenze migliori del tuo team.
Ma non consegnare a una sola persona le chiavi del tuo ruolo.
Vuoi potenziare la tua assertività?
Trovi spunti interessanti nei miei libri:
“Autorevolezza” , ora nella NUOVA edizione aggiornata, è perfetto se vuoi rafforzare la tua presenza autorevole.
“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.
5. Impara a gestire i “Non lo so”
Un collaboratore ti fa una domanda e non conosci la risposta.
Che fai?
Inventare, improvvisare o rispondere in modo approssimativo soltanto per sembrare competente può costarti molto più di un semplice:
“Non ho la risposta adesso. Verifico e ti faccio sapere.”
Un leader non deve avere tutte le risposte.
Deve però prendersi la responsabilità di cercarle, approfondire e tornare con una risposta.
Questa differenza è fondamentale nel gestire collaboratori più esperti.
Approfondisci con il post.
6. Sfrutta l’esperienza dei tuoi collaboratori
Se hai nel team persone con grande esperienza, perché dovresti temerle?
Usale come risorsa.
Chiedi:
- “Tu come la vedi?”
- “In passato come avete gestito questa situazione?”
- “Secondo la tua esperienza, dove potremmo avere problemi?”
I collaboratori più esperti conoscono processi, errori già commessi, soluzioni che hanno funzionato e dinamiche che difficilmente troverai in una procedura.
Non utilizzare questa esperienza sarebbe una vera ingenuità gestionale.
Essere il leader non significa dover insegnare sempre qualcosa agli altri.
A volte significa avere l’intelligenza di imparare da loro.
Se ti senti meno incisivo nelle decisioni o nelle relazioni con il team, è il momento di lavorare sulla tua presenza da leader.
Scopri il coaching “Problemi di leadership? Ritrova autorevolezza nel tuo ruolo”.
7. Rispetta l’esperienza senza sentirti inferiore
Mostra ai tuoi collaboratori che apprezzi ciò che sanno fare.
Conoscili. Cerca di capire cosa li motiva, quali responsabilità desiderano assumersi, cosa vorrebbero migliorare e come preferiscono lavorare.
Non partire dal presupposto che il collaboratore più anziano o esperto voglia il tuo posto.
Sacha lo ha scoperto parlando individualmente con le persone che temeva di più.
Pensava che avrebbero messo continuamente alla prova la sua competenza. Ha scoperto invece che erano molto più interessate allo sviluppo tecnico e alle nuove tecnologie che a riunioni, budget, problemi disciplinari e responsabilità di supervisione.
Il confronto reale aveva ridimensionato buona parte delle sue paure.
Gestire collaboratori più esperti richiede sicurezza, non superiorità
La competenza tecnica conta.
Ma per guidare un team servono anche capacità di decisione, equilibrio, ascolto, integrità, responsabilità e rispetto.
Puoi guidare persone che sanno fare alcune cose molto meglio di te.
Anzi, un buon leader dovrebbe essere contento di avere nel proprio team persone estremamente competenti.
La sfida è non sentirsi minacciati dalla loro bravura e non diventare dipendenti dalla loro esperienza.
Sii curioso.
Ascolta.
Impara.
Poi assumiti la responsabilità di decidere e guidare.
Perché, alla fine:
La vera leadership non consiste nell’essere quello che ne sa più di tutti.
Consiste nel saper guidare anche chi, in alcune cose, ne sa più di te.








Formatore e Coach.

