“E se non riesco?”: la paura dell’insuccesso

Hai sempre lavorato bene.
Sei competente, affidabile, preciso.
I risultati arrivano e anche chi sta sopra di te comincia ad accorgersene.
Poi arriva una possibilità concreta.
Una promozione.
Più responsabilità.
Un ruolo che, fino a qualche tempo prima, avresti considerato un riconoscimento importante.
Dovresti essere soddisfatto.
E invece compare una domanda:
“E se non riesco?”
Ti sei preparato al grande salto?
Finché una promozione è soltanto un’ipotesi, è facile concentrarsi su ciò che potrebbe portare.
Una retribuzione migliore.
Più autonomia.
Maggiore responsabilità.
Il riconoscimento del lavoro svolto.
Quando però quella possibilità diventa concreta, cambia il punto di osservazione.
Non guardi più soltanto ciò che potresti ottenere.
Cominci a vedere anche ciò che potrebbe esserti richiesto.
Ed emergono altre domande:
- “Sarò capace di gestire il team?”
- “E se prendo una decisione sbagliata?”
- “Come reagirò alla pressione?”
- “E se scoprono che non sono pronto?”
Se queste domande cominciano ad accompagnarti anche fuori dal lavoro, ne ho parlato anche in “Paura da leadership? 5 domande che tolgono il sonno”.
Hai considerato anche l’altro lato della medaglia?
Una nuova responsabilità professionale non porta soltanto maggiore riconoscimento.
Porta anche situazioni che prima potevano non appartenerti:
- prendere decisioni che coinvolgono altre persone;
- gestire collaboratori e conflitti;
- rispondere dei risultati del team;
- confrontarti con aspettative più elevate;
- affrontare problemi per i quali non hai ancora esperienza.
Prima potevi essere molto competente nel tuo ruolo.
Adesso ti viene chiesto qualcosa di diverso.
Ed è proprio qui che può comparire la paura dell’insuccesso.
Non necessariamente perché non sei capace. Ma perché non hai ancora la prova di esserlo in quel nuovo ruolo.
Essere stato bravo nel ruolo precedente non ti garantisce di sentirti subito sicuro in quello nuovo.
La paura dell’insuccesso può frenarti
Quando la posta in gioco aumenta, anche l’errore può sembrarti più pesante.
Non pensi soltanto:
- “Potrei sbagliare.”
Pensi:
- “Potrei scoprire di non essere all’altezza.”
È una differenza importante.
Nel primo caso stai valutando la possibilità di commettere un errore.
Nel secondo stai trasformando l’eventuale errore in un giudizio su di te.
Ed è qui che la paura può diventare paralizzante.
Cominci a rimandare decisioni.
Cerchi continue conferme.
Eviti situazioni nelle quali potresti esporti.
Oppure cerchi di controllare tutto per ridurre al minimo la possibilità di sbagliare.
La paura dell’insuccesso non riguarda più soltanto ciò che potrebbe accadere.
Riguarda ciò che quell’insuccesso potrebbe significare per l’immagine che hai di te stesso.
E se il nuovo ruolo non fosse quello giusto?
C’è anche un’altra possibilità che vale la pena considerare.
Non tutte le promozioni sono necessariamente un passo avanti.
A volte desideri un ruolo per quello che rappresenta per la tua carriera.
Poi lo conosci più da vicino e scopri che non ti corrisponde.
Gestire persone potrebbe non interessarti.
Il livello di pressione potrebbe essere incompatibile con ciò che desideri oggi.
Potresti scoprire di preferire un ruolo specialistico a uno manageriale.
Questo non significa aver fallito.
Significa che una carriera non deve necessariamente svilupparsi nella direzione che avevamo immaginato qualche anno prima.
Per questo è importante non rispondere automaticamente alla paura con:
“Devo farmela passare.”
Prima vale la pena capire che cosa quella paura ci sta dicendo.
Conosci te stesso prima di chiederti se ce la farai
Di fronte a una nuova responsabilità, la domanda “Ce la farò?” è comprensibile.
Ma da sola serve a poco.
Può essere più utile chiederti:
- quali competenze possiedo già;
- quali devo ancora sviluppare;
- quali aspetti del nuovo ruolo mi attirano davvero;
- quali mi mettono maggiormente in difficoltà;
- che cosa temo concretamente di non riuscire a gestire.
Più riesci a rendere specifica la paura, meno rimane una sensazione indistinta di inadeguatezza.
- “Non sono capace.”
è molto diverso da:
- “Non ho ancora esperienza nella gestione di un conflitto tra due collaboratori.”
La seconda frase individua qualcosa su cui puoi lavorare.
La prima mette sotto accusa tutta la persona.
Se dopo una pausa o una delusione professionale senti di aver perso un po’ di sicurezza, scopri come il coaching può aiutarti a riconnetterti ai tuoi punti di forza e tornare a brillare.
Non devi sapere già fare tutto
Una nuova responsabilità, proprio perché nuova, contiene inevitabilmente qualcosa che ancora non conosci.
Non devi dimostrare di essere già perfettamente pronto.
Devi capire che cosa sai fare, che cosa devi imparare e dove hai bisogno di supporto.
E soprattutto evitare che ogni difficoltà diventi immediatamente la conferma della paura iniziale:
“Lo sapevo. Non sono all’altezza.”
Il fatto che un nuovo ruolo ti faccia dubitare di te non dimostra che hai fatto il passo sbagliato.
Dimostra che non puoi più affidarti alle stesse certezze che avevi prima.
La sicurezza, in un nuovo ruolo, non arriva necessariamente prima.
Molto spesso si costruisce in corso d’opera.
Se hai assunto da poco un ruolo di leadership potresti trovare spunti interessanti nel mio libro “Prima volta Leader” .








Formatore e Coach.

