“E se non riesco?”: la paura dell’insuccesso

paura dell'insuccesso

Hai sempre lavorato bene.
Sei “uno che ne capisce”.
Sei accurato, puntuale, laborioso, focalizzato, uno che nel team ci sta bene.

In alto si sono accorti di te, si mormora di te, si parla di te …
in bene.
Ti senti gratificato dai risultati e dai feedback positivi che ricevevi.
Sei ambizioso.
Stai progredendo, i successi ti stanno solleticando.

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Qualcuno già vocifera (malignamente o invidiosamente) che ti stai preparando a fare il capo.
Retribuzione più alta, più prestigio e maggiore influenza.
Bene.
Benissimo.

Ti sei preparato al grande salto?

Il successo (che hai sempre desiderato) sta per arrivare.
Si accendono i riflettori … rullo di tamburi …
Wooooowww!
Che brividi!

Benissimo?
Uhmm…
Mica vero!

E quanti punti interrogativi!
Un crescente turbamento
soprattutto la notte

All’ora della verità, sei rimasto spiazzato.
Pressioni e responsabilità.
paura dell’insuccesso.

Hai calcolato il rovescio della medaglia?

 


 
Come mai?
Non ci avevi pensato?
Non hai calcolato l’altro lato della medaglia?
Ti sei concentrato solo su quello piacevole.
Adesso ti senti impreparato e disorientato.

Maggiori responsabilità, aumento della pressione, rischi elevati, più (e più complessi) problemi da risolvere, persone da gestire e top manager/titolare da accontentare.

Prima eri al sicuro, al riparo .. adesso sotto i riflettori ci sei tu!

Ora tocca a te … e scopri che non ti senti pronto.
Inadeguato.
Le tue (eventuali, presunte e legittime) mancanze in termini di competenze e skills le vivi con una forte apprensione.
Un’apprensione che può diventare annientante e paralizzante.
Paura. Paura dell’insuccesso.

La paura dell’insuccesso può essere paralizzante

“Se tu fallissi potresti essere deluso, ma sarai dannato se non provi.”
Beverly Sills

Man mano che scali l’organigramma, ti accorgi, anni dopo, che la “scala” non era quella giusta.
Accade.
Ormai troppo tardi per fare marcia-indietro.
Talvolta raggiungiamo (faticosamente) lo specifico obiettivo per poi accorgerci che non era quello di cui avevamo bisogno.
 

 
Qualcosa è cambiato.
La percezione di noi stessi diventa distorta e depotenziante.
Diventa mancanza di autostima.

Cosa fare? Devi uscire dalla tua zona di comfort e affrontare l’insicurezza e l’ignoto del nuovo ruolo, devi dilatare questa tua zona di comfort.

Devi conoscere te stesso e “lavorare” sulla tua autostima

Sei consapevole dei tuoi punti di forza e di debolezza?
Conosci lo scopo,
i tuoi valori e
la tua visione?

Sai gestire i tuoi comportamenti?
Le tue reazioni?
E quelle degli altri?

Conosci quello che funziona e che non funziona per te?

Sai gestire le attese,
la frustrazione e
l’insuccesso?

Più le tue risposte saranno oneste, più saranno incisive le tue azioni.
È qui che devi concentrare i tuoi sforzi.
Se non vuoi diventare (anche tu) una percentuale nella statistica dei fallimenti da leadership.

“Raggiungere il successo senza raggiungere un discreto grado di autostima significa essere condannati a sentirsi per sempre un impostore sul punto di essere smascherato”. Nathaniel Branden