I risultati al lavoro non arrivano? Concediti il diritto di “sentirti giù”

risultati al lavoro

I clienti sono sempre più imprevedibili.
Le previsioni saltano.
I risultati al lavoro non arrivano.

Un progetto sul quale avevi investito tempo ed energie non funziona come speravi.

Pianificare, analizzare, organizzare e verificare ci aiuta a lavorare meglio. Ma può anche darci l’illusione di avere tutto sotto controllo.

Poi qualcosa va storto.

E quando gli eventi prendono una direzione diversa da quella prevista, arrivano preoccupazione, tensione e frustrazione.

Dormiamo poco e male.
Ci sentiamo stanchi.
Pensiamo cosa fare diversamente.

E quel nodo alla gola non va né giù né su.

Risultati al lavoro? Alcuni periodi sono semplicemente peggiori di altri

Ci sono giorni in cui non ci sentiamo all’altezza.

Siamo sopraffatti, sfiduciati, ansiosi.

Cominciamo a mettere in discussione quello che facciamo e, qualche volta, persino quello che valiamo.

Sai di cosa sto parlando.

Capita a tutti di attraversare momenti in cui ci si sente inadeguati al lavoro.

Il problema è che proprio in questi momenti possiamo diventare particolarmente severi con noi stessi.

Ci giudichiamo mentre siamo stanchi, delusi o preoccupati. E da quella posizione rischiamo di arrivare a conclusioni molto più pesanti della realtà.

“Non sono abbastanza bravo.”

“Ho sbagliato tutto.”

“Forse non sono più capace.”

“Gli altri riescono. Io no.”

Un risultato negativo dice qualcosa su ciò che è accaduto.
Non necessariamente su quanto vali.

Prima di emettere sentenze su te stesso, prova a distinguere i fatti dalle conclusioni che stai traendo.

Se i risultati non arrivano, concediti di “sentirti giù”

Un momento di sconforto non è un segnale di debolezza.

Non devi necessariamente reagire subito.

E non devi ascoltare per forza chi cerca di tirarti su con frasi come:

  • “Ma dai, che cosa vuoi che sia…”
  • “Non pensarci.”
  • “Devi reagire.”
  • “Forza, guarda avanti.”

Magari lo dice con le migliori intenzioni. Ma tu, in quel momento, potresti avere bisogno di altro.

Di fermarti.
Di riconoscere la delusione.
Di capire che cosa ti ha colpito così tanto.

Non fingere serenità e produttività solo per dimostrare che sei forte. E non riempirti immediatamente di attività per evitare di sentire quello che stai provando.

Non forzare il tempo di recupero

Quando qualcosa scuote la nostra sicurezza, abbiamo spesso fretta di tornare quelli di prima.

Ma non tutto deve essere sistemato immediatamente.

Prenditi il tempo necessario.

Non per crogiolarti nello sconforto, ma per lasciare sedimentare ciò che è successo e recuperare lucidità.

Potresti chiederti:

  • Che cosa mi ha ferito davvero di questa situazione?
  • Sto giudicando me stesso o sto valutando un risultato?
  • Che cosa dipendeva da me e che cosa no?
  • C’è qualcosa che posso imparare da quanto è accaduto?
  • Qual è il prossimo passo utile, quando sarò pronto a farlo?

Ripartire non significa cancellare in fretta ciò che provi.
Significa riuscire, poco alla volta, a guardarlo con maggiore lucidità.

Se hai vissuto un momento che ha scosso la tua sicurezza, è il momento di rimettere al centro te stesso.

Scopri il coaching per ritrovare autostima e solidità interiore dopo una fase complessa.

Quando tornerà un po’ di calma mentale, potrai guardare quello che è successo con maggiore distanza e decidere che cosa fare.

Non necessariamente più forte di prima. Ma più consapevole di ciò che ti è successo e di ciò che ti serve adesso.