6 cose da fare quando non ti senti abbastanza leader

Alcuni giorni sono semplicemente peggio di altri.
Hai gestito male una riunione.
Un collaboratore ti ha messo in difficoltà.
Hai reagito male a una critica.
Hai preso una decisione.. sbagliata.
Oppure non è successo niente di particolare.
È semplicemente una di quelle giornate in cui non ti senti abbastanza leader.
Ti senti meno sicuro.
Ti vengono dubbi che prima non avevi.
Guardi gli altri e sembrano tutti più capaci di te.
Se hai responsabilità di un team, probabilmente sai di cosa sto parlando.
Mi è capitato di incontrare responsabili molto preparati che, dopo un episodio andato male, cominciavano improvvisamente a mettere in discussione tutto.
Non soltanto quello che era successo.
Proprio loro stessi come leader.
Ecco 6 cose che puoi fare quando succede anche a te.
1. Non usare gli altri per misurare quanto vali
Confrontarti con gli altri può essere utile.
Puoi osservare un responsabile più esperto e imparare qualcosa. Puoi vedere un modo diverso di gestire una situazione e chiederti se potrebbe funzionare anche per te.
Il problema nasce quando sei già in difficoltà e cominci a guardare soltanto ciò che gli altri fanno meglio.
Il collega che parla con grande sicurezza.
Il capo che sembra sapere sempre cosa dire.
Quel responsabile che riesce a farsi seguire senza apparente fatica.
Tu vedi quel momento.
Non vedi tutte le volte in cui anche quella persona ha avuto dubbi, ha sbagliato tono, ha preso una decisione infelice. È tornata a casa chiedendosi se avesse gestito bene una situazione.
Quando non ti senti abbastanza, il confronto rischia di essere truccato in partenza: confronti le tue difficoltà con quello che gli altri mostrano meglio.
E naturalmente perdi.
2. Smetti di pretendere di essere il leader perfetto
Perché tutto questo bisogno di perfezione?
Quando diventi responsabile può insinuarsi un’idea pericolosa: adesso dovresti sapere come comportarti.
Dovresti essere sicuro.
Dovresti trovare le parole giuste.
Sapere quando intervenire, quando tacere.
Dovresti essere autorevole senza essere autoritario, disponibile senza essere troppo disponibile, vicino alle persone senza perdere il ruolo.
Non funziona sempre così.
A volte sbaglierai tono.
A volte parlerai troppo.
Altre volte ti accorgerai che avresti dovuto dire qualcosa e invece sei rimasto zitto.
Fa parte del lavoro.
Essere leader non significa sapere sempre qual è la cosa giusta da fare.
Significa anche accorgerti quando qualcosa non ha funzionato e provare a capire perché.
3. Non continuare a processarti per un errore
Ripensare a un errore serve.
Continuare a rigirarlo per giorni nella testa molto meno.
C’è una differenza tra chiederti:
- “Che cosa non ha funzionato?”
- “Che cosa potevo fare diversamente?”
- “Che cosa farò la prossima volta?”
e continuare a ripeterti:
- “Ho fatto una figuraccia.”
- “Non sono capace.”
- “Un vero leader non avrebbe reagito così.”
Nel primo caso stai cercando di capire.
Nel secondo stai usando un episodio per dare un giudizio su di te.
Lavorando con responsabili e team leader, questa differenza la vedo spesso.
Si parte da una riunione andata male, da un collaboratore che ha reagito male a un feedback, da una decisione contestata.
E nel giro di pochi minuti la domanda non è più:
- “Ho gestito bene questa situazione?”
Diventa:
- “Sono davvero capace di fare il leader?”
Sono due domande molto diverse.
4. Ricordati che guidare persone è difficile
Chi ha detto che la leadership è semplice?
Da fuori alcune cose sembrano facili.
Devi dare un feedback? Diglielo.
Un collaboratore non rispetta una regola? Intervieni.
Il team è demotivato? Motivarlo fa parte del tuo lavoro.
Poi ci sei dentro.
E scopri che quel collaboratore ha una storia, un carattere, delle ragioni che non avevi considerato.
Che il feedback che sulla carta sembrava chiarissimo viene accolto male.
Che una decisione corretta può comunque scontentare qualcuno.
Che devi scegliere anche quando non hai tutti gli elementi che vorresti avere.
Guidare persone significa lavorare in situazioni che raramente sono pulite come sembrano sulla carta.
Questa non è una giustificazione per fare male il tuo lavoro.
È semplicemente il lavoro.
5. Accetta che alcune cose non ti riescano ancora bene
Accettarti come leader non significa dirti che vai bene così e non devi cambiare niente.
Significa riuscire a guardarti senza trasformare ogni limite in una condanna.
Magari fai fatica a gestire i conflitti.
Magari rimandi troppo i feedback difficili.
Cerchi troppo l’approvazione del team.
Davanti a una persona molto sicura perdi sicurezza.
Oppure sei molto bravo a decidere ma meno bravo ad ascoltare.
Puoi riconoscere un limite senza concludere che non sei adatto a fare il leader.
Anzi, è proprio quando riesci a guardare con un po’ di lucidità ciò che non ti riesce che puoi cominciare a lavorarci.
6. Concediti il diritto di sentirti giù
Un momento di sconforto non è un segno di debolezza.
Ci sono giornate in cui qualcosa ti colpisce più del previsto.
Una critica.
Una discussione.
Un errore.
La sensazione di non essere riuscito a farti ascoltare.
In quei momenti arrivano facilmente anche i consigli.
- “Ma dai, che cosa vuoi che sia…”
- “Non pensarci.”
- “Devi reagire.”
- “Fregatene.”
Magari sono detti con le migliori intenzioni.
Ma non devi stare meglio immediatamente.
Non devi fingere serenità.
Non devi diventare iperattivo per non pensarci.
E non devi nemmeno raccontarlo a dieci persone sperando che qualcuno trovi la frase capace di rimettere tutto a posto.
Datti un po’ di tempo.
Poi, quando il rumore si abbassa, torna alla situazione.
- Che cosa è successo davvero?
- Che cosa ti ha colpito così tanto?
- C’è qualcosa che devi correggere?
Oppure stai chiedendo a te stesso molto più di quanto chiederesti a un altro leader nella stessa situazione?
Una giornata storta non dice quanto vali come leader.
Dice soltanto che oggi qualcosa è andato storto.
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Non devi sentirti sempre un leader per esserlo
Ci saranno momenti in cui ti sentirai sicuro del tuo ruolo.
Altri in cui molto meno.
Con il tempo alcune situazioni diventeranno più facili. Altre continueranno a metterti alla prova.
Il punto non è arrivare al momento in cui non avrai più dubbi.
È imparare a non trasformare ogni dubbio in una sentenza su di te.
Se oggi non ti senti abbastanza leader, prima di concludere che non lo sei, prova a capire che cosa è successo.
Forse hai qualcosa da correggere.
Forse devi imparare qualcosa.
Forse hai bisogno di confrontarti con qualcuno.
O forse hai semplicemente avuto una brutta giornata.
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