Successo professionale: ecco chi non ci riuscirà MAI (controlla di non essere nella lista)

successo professionale
Come ho scritto nel mio libro “Prima volta Leader”, puoi desiderare di guidare una startup, ottenere quella promozione, far crescere la tua attività o assumere la responsabilità di un grande progetto.

Obiettivi diversi,
stessa questione.

Per raggiungerli servono competenza e preparazione, certo. Ma servono anche determinazione, tenacia, costanza e capacità di reggere gli inevitabili momenti difficili.

E non tutti ci riescono.

Non necessariamente perché mancano di talento. Spesso perché alcuni atteggiamenti, ripetuti nel tempo, finiscono per sabotare anche le migliori possibilità.

Controlla di non essere anche tu nella lista.

1. Chi pretende che il successo sia facile e veloce

Viviamo circondati da storie di risultati straordinari raccontati in poche righe.

Vediamo il traguardo. Molto meno tutto quello che è successo prima.

Il successo professionale raramente è facile e quasi mai è veloce.

Richiede lavoro, perseveranza, tentativi, correzioni e anche una certa dose di fortuna.

La domanda allora è semplice: cosa fai quando arrivano difficoltà e ostacoli?

Insisti, cambi strategia e continui oppure getti subito la spugna perché i risultati tardano ad arrivare?

Molte persone non falliscono perché non hanno capacità. Mollano semplicemente troppo presto.

2. Chi continua a chiedersi: “Perché gli altri sì e io no?”

Il collega è stato promosso.
L’amico ha aperto la sua attività.
Qualcuno sembra avere trovato esattamente il lavoro che desiderava.

E tu?

Puoi passare il tempo a chiederti perché gli altri abbiano avuto successo oppure utilizzare quell’energia per capire cosa puoi fare tu, adesso.

Lamentarsi, recriminare e confrontarsi continuamente non modifica la situazione.

Agire, forse sì.

Non sai quanto lavoro, quanti tentativi e quanti fallimenti ci siano dietro il risultato che stai guardando.

Concentrati sulla tua prossima mossa, non sul traguardo degli altri.

3. Chi aspetta di sentirsi completamente pronto

“Partirò quando sarò pronto.”

Attenzione, perché quel momento potrebbe non arrivare mai.

Quando stai per uscire dalla tua zona abituale, è normale avere dubbi. Non devi sapere tutto, eliminare ogni rischio o sentirti perfettamente sicuro.

Devi prepararti.
Informarti.
Valutare.

Poi arriva un momento in cui devi smettere di prepararti e cominciare.

Essere pronti non significa non avere più dubbi.
Significa avere abbastanza elementi per fare il primo passo.

4. Chi punta tutto sulla competenza e sul talento

Essere bravi aiuta.

Ma bravura e talento non bastano.

Tra una persona molto talentuosa che molla alle prime difficoltà e una meno dotata ma tenace, disciplinata e disponibile a imparare, non è affatto scontato che sarà la prima ad arrivare più lontano.

Il talento può darti un vantaggio iniziale.

La costanza decide quanto riesci a mantenerlo.

Non continuare quindi a raccontarti che non sei abbastanza portato, brillante o naturalmente predisposto.

Metti in campo quello che puoi controllare:

  • preparazione;
  • impegno;
  • costanza;
  • disponibilità a imparare;
  • capacità di rialzarti;
  • disciplina.

Sono qualità molto meno spettacolari del talento.

E spesso molto più decisive.

5. Chi è terrorizzato dall’idea di sbagliare

Se vuoi raggiungere il successo professionale, prima o poi sbaglierai.

È quasi inevitabile.

Non puoi pretendere di crescere senza accettare la possibilità di fallire.

La paura dell’errore diventa pericolosa quando ti impedisce di decidere, proporti, cambiare o provare qualcosa di nuovo.

E il percorso, comunque, difficilmente sarà lineare.

Ci saranno deviazioni, rallentamenti, decisioni sbagliate e momenti in cui penserai di essere tornato indietro.

Non trasformare una battuta d’arresto in una sentenza definitiva.

Un errore può interrompere il tuo percorso.
Non deve necessariamente terminarlo.

6. Chi fa sempre e soltanto il proprio “compitino”

Arrivi puntuale.
Fai quello che ti viene chiesto.
Rispetti le procedure.

Bene.

Ma se desideri crescere professionalmente, prima o poi dovrai chiederti:

cosa mi distingue dagli altri?

Non significa vivere in ufficio, sacrificare la vita privata o lavorare gratuitamente.

Significa non limitarsi sistematicamente al minimo richiesto.

Imparare qualcosa in più.
Proporre un’idea.
Assumersi una responsabilità.
Mostrare interesse.
Cercare di migliorare ciò che fai.

Se desideri una promozione, devi poter rispondere a una domanda scomoda:

Perché dovrebbero scegliere proprio me?

7. Chi evita qualsiasi conflitto

Essere apprezzati fa piacere.

Ma evitare sistematicamente ogni divergenza per paura di disturbare gli equilibri può diventare un limite professionale.

Ci sono conversazioni che devono essere affrontate. Problemi che devono essere nominati. Posizioni che devono essere sostenute.

Evitare un conflitto non significa necessariamente averlo risolto.

A volte significa soltanto averlo rimandato.

Non devi cercare lo scontro. Devi imparare a stare dentro un confronto professionale senza trasformarlo in una battaglia personale.

8. Chi ha continuamente bisogno di complimenti e approvazione

Il riconoscimento fa bene.

Tutti abbiamo bisogno, almeno qualche volta, di sentirci apprezzati.

Ma se la tua motivazione dipende continuamente dagli applausi degli altri, rischi di fermarti appena questi vengono a mancare.

E spesso mancheranno.

Nessuno seguirà quotidianamente i tuoi progressi dicendoti quanto sei bravo.

Devi imparare anche a riconoscere da solo quanto sei cresciuto, cosa hai fatto bene e quanto cammino hai già percorso.

Se hai bisogno dell’approvazione degli altri per continuare, consegni agli altri anche il potere di fermarti.

Il successo professionale non è una passeggiata

Non esiste una formula che garantisca il successo.

E non basta eliminare questi otto atteggiamenti per ottenere automaticamente ciò che desideri.

Ma una cosa è certa: alcuni comportamenti possono rendere il cammino inutilmente più difficile.

Il successo professionale richiede di saper:

  • aspettare senza mollare;
  • agire anche senza sentirsi perfettamente pronti;
  • reggere errori e battute d’arresto;
  • andare oltre il minimo indispensabile;
  • affrontare i confronti necessari;
  • continuare anche quando nessuno applaude.

Il viaggio del successo professionale non sarà lineare.

Ci saranno cose da imparare, altre da lasciare andare e qualche deviazione che non avevi previsto.

Se la direzione per te conta davvero, continua.

Buon viaggio.