10 spunti per placcare il collega scorretto che vuole scavalcarti

collega scorrettoFoto di WikiImages da Pixabay

Azz … ti hanno appena scavalcato. Sorpassato.
Disarcionato.
Beffato!

Nooo, ma come è possibile?
Infatti…ti vedo ancora stordito sai …

Eri nel mezzo della riunione.
Tutto sta filando liscio quando all’improvviso …

il tuo collega si è preso – candidamente – il merito per il lavoroche hai fatto tu!

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Mentre ti riprendi dallo shock …
e ti stai ancora chiedendo “… ma ho sentito bene! Come osa!”

Hai perso il treno per parlare!
Per controbattere.
È troppo tardi … oramai.

Tutto si è svolto in modo molto veloce. Imprevisto.
Inaspettato.

Adesso tutti sanno chi ha fatto (bene) quel lavoro … e non sei tu!

Ecco 10 passi per placcare – definitivamente – il collega scorretto che sta cercando di scavalcarti:

1. Chiediti se il suo comportamento è davvero inappropriato

La persona (per esempio) usa l’ironia con te solo per essere divertente?
Oppure il suo unico obiettivo è sminuirti, sconvolgerti, ferirti?

Il fatto che abbia detto (altro esempio) che la tua idea non avrebbe funzionato,
non necessariamente rende il suo comportamento sbagliato o inappropriato.

Forse è un problema di comunicazione.
È stato solo troppo diretto.
Poco gentile.

In ogni caso, anche se si tratta di differenti stili comunicativi, informa la persona del modo in cui ti piacerebbe che comunicasse con te.

2. Affronta la questione

Come ho scritto nel mio libro “Prima volta Leader” è fondamentale affrontare la situazione prima che l’atteggiamento si trasformi in un comportamento seriale.

Un tentativo di “scavalcamento” di una persona che non ha tale potere, fa ribollire il sangue nelle vene.



Tuttavia,
se reagisci in modo aggressivo, peggiori la situazione e dai ancora più potere al collega scorretto.

Gestisci le tue emozioni.
Fai un respiro profondo, una passeggiata rilassante e mantieni la calma!

3. Non procrastinare il confronto

Evita di scansare i comportamenti “tossici”.
Non sperare che la situazione non si ripresenterà. Che sparirà magicamente.

Non succederà!

Non comportarti come una vittima.
Un agnello sacrificale.

È meglio “stroncare sul nascere” questi atteggiamenti scorretti.

Fin dal primo attacco.
Prima che il rapporto di lavoro inizi davvero a essere danneggiato.

Guarda la persona negli occhi.
Fai capire che non sei il tipo da sopportare sopraffazioni.

Non essere un bersaglio facile.


Non puoi cambiare le persone, ma puoi cambiare il modo in cui reagisci.

Nel breve percorso di coaching mirato → “Gestire un collaboratore difficile” impari a comunicare con fermezza e rispetto, trasformando tensioni in dialogo costruttivo.

4. Parla con la persona

Non parlarne con il tuo capo o le HR.
Almeno non prima di aver tentato di parlare con la persona.

Chiedi un incontro chiarificatore: “So che questa conversazione sarà scomoda. Sento l’esigenza di provare a parlare con te”.

Andare direttamente dal capo,
raramente aiuta a migliorare il rapporto con l’altra persona.

5. Affronta il comportamento specifico, non la persona

È sbagliato dire “Hai un atteggiamento scorretto” oppure “Hai sbagliato”.
La critica deve essere riferita a qualcosa di specifico e non a qualcosa di generico.

Devi essere chiaro su cosa/dove/quando.
Spiega le azioni fatte.
I comportamenti avuti o le cose dette.

Evita frasi tipo “Ancora una volta la tua poca professionalità … ” e appellativi sensibili come “arrogante, prima-donna, arrivista, ecc.”.

Esponi il problema in modo oggettivo e senza pregiudizi.
Concentrati sulle azioni, non sulla persona.

6. Chiedi di cambiare approccio

Accetta i feedback ma rifiuta (categoricamente) il modo in cui li hai ricevuti.

Se la persona si avvicina in modo sminuente o inappropriato, l’approccio migliore è dire qualcosa del tipo (alcuni esempi):

  • “Grazie per avermi mostrato il tuo punto di vista. In futuro – in ogni caso – ti sarei grato di …”
  • “Potresti evitare battutine sulla mia proposta, davanti agli altri. Lo trovo poco professionale.”
  • “Non definire i miei errori banali. Spiega solo cosa deve essere risolto.”
  • “Ti chiedo di non prendere credito per il mio lavoro. Sai perfettamente che ci sto lavorando intensamente da più di 3 settimane. Questo comportamento non è corretto.”


Se vuoi approfondire questi temi, dai un’occhiata ai miei libri:

“Autorevolezza” – ora in edizione aggiornata 2025 – per migliorare il tuo impatto e la tua comunicazione.

“Prima volta Leader” – se sei giovane e all’inizio del tuo percorso di leadership.

7. Ascolta e permetti al collega scorretto di spiegarsi

Permetti alla persona di spiegarsi o di rifiutare le tue dichiarazioni.

Ascolta senza giudicare.

Spiega tutti i tuoi punti ma assicurati di non interrompere il tuo interlocutore mentre espone le sue giustificazioni, anche se non sei d’accordo.

Interrompendo, otterrai solo il risultato di inasprire il dialogo.

È un’occasione per imparare … a muovere critiche costruttive bilanciando garbo e autorità.

Così facendo aumenterai il tuo rispetto.
La tua credibilità.

8. Invita un terzo a fungere da testimone alla tua conversazione

Se la persona dimostra di stravolgere i fatti,
di essere aggressivo, commediante o accusatore allora potresti aver bisogno di un testimone, presente alla conversazione.

La persona in questione dovrebbe essere accettata da entrambi.

Se ha il compito di osservatore o di mediatore, assicurati che ne abbia le abilità.

… altrimenti la questione si incasina ancora di più.

P.S.
Questa possibilità non mi piace molto.
Preferisco credere che persone adulte possano avere conversazioni produttive da adulti.

9. Collabora ma mantieni le distanze

Collabora quando devi,
ma mantieni il contatto al minimo.

Comunica con il collega scorretto solo quando il lavoro lo richiede.

Se cerca di fare bella figura invitandoti a pranzo o per un drink,
rifiuta educatamente.

10. Parlane con il tuo capo o il tuo datore di lavoro

Se il comportamento del tuo/a collega non è cambiato,
è venuto il momento di parlarne e mettere a conoscenza della situazione il tuo capo, il direttore o un responsabile HR.

Presenta il tuo caso, senza piagnistei, vittimismo e senza incolpare.

Esprimi chiaramente che apprezzi il lavoro che fai.

Attieniti ai fatti e non etichettare il collega: “È un carrierista” oppure “Vuole essere il capo”.

Evita il più possibile rimostranze vaghe, sommarie o imprecise che possono diventare clamorosi “autogol”.



Non lamentarti e non accusare

È più efficace rimarcare che questo comportamento sta creando tensioni nel team e rischia di provocare un calo di produttività (argomenti senza dubbio più “sensibili” agli occhi del tuo capo o datore di lavoro).

Può darsi che il tuo collega scorretto sia chiamato per un incontro o un richiamo.
E le cose probabilmente torneranno come prima.

Forza … faccio il tifo per te!

Gestire una conversazione difficile richiede lucidità, empatia e metodo.

Con il percorso di coaching mirato “Dare feedback costruttivi in situazioni critiche” impari una strategia replicabile per comunicare con chiarezza e rispetto, anche sotto pressione.