Come chiedere scusa al lavoro. Basta dire “Mi dispiace”?

come chiedere scusa al lavoro

“Scusarsi non significa sempre che tu hai sbagliato e l’altro ha ragione.

Significa semplicemente che tieni più a quella relazione del tuo orgoglio.”

Fabio Volo.

Gli errori accadono.
Succede a tutti.

Sul lavoro, prima o poi, sbagliamo.

Se una tua negligenza o superficialità ha avuto conseguenze importanti
— o ha messo in difficoltà qualcun altro —
serve umiltà.

Non solo per riparare,
ma anche per chiedere scusa.

Eppure, come chiedere scusa al lavoro è una fase spesso trascurata.

Il modo in cui:

  • ammetti un errore
  • lo mascheri
  • o lo scarichi su altri

dice molto di te!

È tempo di mea culpa?

Nonostante molti avvocati consiglino di evitare le scuse
(perché potrebbero sembrare un’ammissione di colpa,
e in certi contesti portare perfino al licenziamento),

gli studi dimostrano che quando le persone ricevono scuse autentiche,
le ripercussioni tendono a essere più contenute.

Puoi anche seguire il principio:

  • “Non scusarti mai, non spiegare mai”.

Scelta tua.

Ma non aspettarti di essere percepito come una persona giudiziosa, matura o collaborativa.

Come chiedere scusa al lavoro

Chiedere scusa non è scrollare le spalle e dire “mi dispiace”.

A volte:

  • le giustificazioni non bastano
  • chi ha subito il danno non vuole dimenticare
  • l’errore è percepito come imperdonabile

In generale, però, le scuse servono a:

  • riaprire un dialogo
  • ristabilire fiducia
  • riparare relazioni

E dimostrano:
responsabilità, integrità, empatia.

Il problema?
Spesso le scuse vengono fatte male.
Di fretta.
E… cadono nel vuoto.

La chiave è creare una base collaborativa, non conflittuale.

E trovare una soluzione produttiva, per quanto possibile, per tutte le parti coinvolte.

1. Non farti travolgere dalle emozioni

Se stai per affrontare una conversazione “difficile”,
è normale sentirsi nervosi, ansiosi, sulla difensiva.

Ma le emozioni influenzano la tua professionalità.

Scusarsi nel pieno di uno scisma emotivo raramente funziona.

Lo stress:

  • riduce la lucidità
  • limita le soluzioni creative
  • aumenta il rischio di dire cose di cui pentirti

Meglio fermarsi.
Prendere distanza.
Riguardare la situazione con più oggettività.

Con la testa più libera, tutto diventa più gestibile.

2. Se l’altro vuole sfogarsi, ascolta

Che sia capo, collega o cliente.

Non interrompere.
Non difenderti.
Almeno non ora.

Lascia che l’altra persona:

  • esprima rabbia
  • delusione
  • frustrazione

È la parte più difficile del “come chiedere scusa al lavoro”.

Respira.
Ascolta.

3. Sii sincero

Scusarsi senza sentirlo è inutile.
E si nota subito.

Le scuse non autentiche sono irrispettose.

Se non provi un reale pentimento,
meglio rimandare.

O lasciare perdere.

4. Abbraccia l’imbarazzo

Qui molti saltano il passaggio.

Eppure, è quello che dimostra più coraggio e sicurezza.

Scusarsi è imbarazzante.
Ammettere un errore — magari banale — lo è ancora di più.

Non c’è modo di evitarlo.

A volte proviamo ad alleggerire con l’ironia:

  • “Sai che sono un rompiscatole…”
  • “Non sono Einstein, i numeri non sono il mio forte…”

Ma funziona poco.

Molto meglio:

“È imbarazzante, ma sento il bisogno di scusarmi.”

È diretto.
È umano.
Credibile.

Prenditi la responsabilità.

5. Quando chiedi scusa, non parlare di te

Errore comune:
focalizzarsi sulle proprie intenzioni.

  • “Non volevo…”
  • “Stavo cercando di…”
  • “Avevo una buona ragione…”

A chi ha subito il torto non interessa.

Meglio dire:

“Capisco la tua delusione”

“Comprendo che ti ho messo in difficoltà”

Evita di giustificarti:

  • “Mi dispiace se me la sono presa con te, avevo molto stress…”

Meglio:

“Mi dispiace per come ti ho trattato ieri.”

Semplice.
Senza alibi.


Essere leader significa anche scegliere le parole giuste.

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6. Mettiti davvero nei panni dell’altro

Come si sente l’altra persona?

  • tradita?
  • frustrata?
  • imbarazzata?

Riconoscere queste emozioni rende le tue scuse più efficaci.

Esempi:

  • “Immagino come ti sei sentito escluso”
  • “Non volevo minare la tua professionalità”

7. Esprimi rincrescimento

Ogni scusa parte da:
“Mi dispiace” o “Mi scuso”.

È essenziale.

Sii onesto sul motivo per cui ti scusi.
Evita secondi fini.

8. Non scaricare la colpa

Frasi come:

  • “Non è colpa mia!”
  • “Chiedete a Marco”

minano la tua professionalità.

Assumersi responsabilità genera rispetto.
E incoraggia gli altri a fare lo stesso.

9. Ammetti la responsabilità

Anche se:

  • c’è stato un malinteso
  • eri sotto stress
  • qualcosa è andato storto

Conta ciò che fai ora.

L’empatia ripara più di mille giustificazioni.

10. Fai ammenda

Offri soluzioni concrete.
Senza esagerare.

Promesse realistiche.

Non auto-flagellazione:

  • “Sono un disastro”
  • “Sono imperdonabile”

Poi… vai avanti.

11. Prometti che non accadrà di nuovo

Resta nel concreto.
E mantieni la promessa.

Perché:
la tua voce,
il tuo sguardo,
la tua presenza

parlano più delle parole.

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Voce, attitudine, presenza: comunica autorevolezza da Executive
e allena una leadership autentica.

In definitiva

Chiedere scusa non ti rende debole.
Ti rende affidabile.

Nel lavoro, come nella leadership,
l’autorevolezza non nasce dall’infallibilità,
ma da come gestisci l’errore.