Un capo tirannico esige il rispetto del team – il leader autorevole lo guadagna

il leader autorevole

“Ho imparato a rispettare le idee altrui, a capire prima di discutere,
a discutere prima di condannare.”

Norberto Bobbio

Un capo può avere un titolo importante, un ufficio più grande, maggiore esperienza e il potere di prendere decisioni.

Può assegnare compiti, stabilire priorità, approvare ferie, valutare prestazioni.
Può ottenere obbedienza.

Ma il rispetto è un’altra cosa.

Il ruolo ti dà autorità. Non ti garantisce autorevolezza.

Un capo insicuro tende a dimenticarlo. Pensa che il rispetto sia una conseguenza naturale della posizione che occupa.

“Qui decido io.”

Forse è vero.

Ma essere il capo non significa automaticamente essere riconosciuto come il leader autorevole.

Il capo tirannico pretende ciò che non riesce a guadagnare

Quando l’autorevolezza manca, è facile compensarla con il potere.

Controllare di più.
Imporsi.
Ricordare chi comanda.
Circondarsi solo di persone fidate.

Gli altri ricevono briciole di attenzione e poca considerazione.

Può nascere così un piccolo gruppo di “fedelissimi” che gode di maggiore accesso, informazioni e opportunità, mentre una parte del team rimane ai margini.

Il problema non è avere collaboratori di fiducia.

È normale avere maggiore sintonia con alcune persone.

Il problema nasce quando questa vicinanza diventa favoritismo e il team inizia a percepire che opportunità, ascolto e considerazione non dipendono più dal contributo professionale, ma dalla vicinanza al capo.

È lì che la fiducia comincia a incrinarsi.

Il rispetto non si può imporre

Puoi pretendere che vengano rispettate le regole.

Puoi chiedere puntualità, responsabilità, risultati e comportamenti professionali.

Ma non puoi ordinare a qualcuno di stimarti.

Il rispetto che devi continuamente esigere, probabilmente non lo hai ancora guadagnato.

E guadagnarlo richiede tempo.

Passa dalla coerenza tra ciò che chiedi agli altri e ciò che fai tu. Dal modo in cui mantieni una promessa, affronti un problema, gestisci un errore o prendi una decisione difficile.

Il tuo team osserva molto più di quanto immagini.

Non soltanto quello che dici.

Osserva come ti comporti quando sei sotto pressione.

Se ti senti meno incisivo nelle decisioni o nelle relazioni con il team, è il momento di lavorare sulla tua presenza da leader.

Scopri “Problemi di leadership? Ritrova autorevolezza nel tuo ruolo”.

Dare rispetto è il primo passo per riceverlo

Essere autorevole non significa essere accomodante.

Non significa evitare decisioni scomode, chiudere un occhio sui problemi o cercare continuamente l’approvazione del team.

Se hai bisogno di essere amato da tutti, prima o poi avrai difficoltà a guidare.

Alcuni momenti dovrai dire no.
Dare un feedback poco piacevole.
Prendere una decisione impopolare.
Chiedere di più.

Puoi farlo senza umiliare, sminuire o trattare le persone come semplici esecutori.

Puoi essere fermo senza diventare autoritario.

Il rispetto per il leader autorevole passa anche da qui.


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“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.

Non avere paura di quelli bravi

Un capo insicuro può vivere il talento degli altri come una minaccia.

Teme il collaboratore competente, autonomo, capace di ottenere visibilità.

Così lo controlla, lo limita oppure evita di coinvolgerlo troppo.

Il leader autorevole fa il contrario.

Sceglie persone competenti e accetta che possano sapere qualcosa più di lui. Lascia spazio all’autonomia. Valorizza capacità che non possiede.

Non ha bisogno di essere sempre la persona più brillante nella stanza.

Il talento degli altri non diminuisce la tua autorevolezza. Il modo in cui sai valorizzarlo può rafforzarla.

Le persone non sono soltanto ruoli

Un capo vede facilmente collaboratori, mansioni, obiettivi e scadenze.

Un leader continua a vedere anche le persone.

Persone con capacità diverse, ambizioni, difficoltà, motivazioni e modi differenti di lavorare.

Questo non significa trasformarti nel loro confessore o psicologo.

Significa conoscere abbastanza il tuo team da capire chi hai davanti.

Non puoi guidare veramente persone che conosci soltanto attraverso la loro job description.

Un gruppo di professionisti non è ancora un team

Puoi mettere insieme persone molto competenti e ottenere comunque risultati mediocri.

Perché un team non nasce semplicemente distribuendo compiti.

Non basta assegnare incarichi, controllare le scadenze e verificare che ognuno faccia il proprio lavoro.

Serve fiducia.
Serve chiarezza.
La percezione che il contributo di ciascuno abbia valore.

E serve un leader capace di tenere insieme tutto questo.

La leadership comincia proprio qui: non nel potere che il ruolo ti concede, ma nel modo in cui scegli di esercitarlo.

Puoi avere collaboratori che fanno ciò che chiedi perché sei il capo.

Oppure persone che riconoscono la tua guida perché, nel tempo, hai dimostrato di meritarla.

La differenza è enorme.

Perché l’autorità può essere assegnata dall’azienda.

L’autorevolezza, invece, te la assegna il tuo team.