Come gestire con efficacia un collaboratore non professionale

collaboratore non professionale

Che tu sia proprietario di una piccola impresa, un manager di una grande azienda oppure un responsabile di un piccolo team poco importa … sicuramente conosci la complessità di dover “convivere” con le diverse personalità dei tuoi collaboratori.

Questo è un compito spesso difficile, soprattutto quando un tuo dipendente o collaboratore mostra un comportamento poco professionale.

Cosa vuol dire non professionalità?

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“Non capisce,
ma non capisce con grande autorità e competenza.”

Leo Longanesi

La non-professionalità ha tante facce: si va dal ritardo abituale alle assenze continuate, dal molestare, criticare, mettere zizzania con altri dipendenti, a “gossippare” o portare i problemi personali al lavoro, a un abbigliamento trascurato, un look trasandato, una comunicazione poco consona, informazioni false, furto … insomma gli esempi non mancano.

Il comportamento non professionale da parte di un collaboratore o dipendente dovrebbe essere affrontato il più rapidamente possibile.

Il collaboratore non professionale potrebbe non essere una complicazione solo per te ma un elemento che può portare problemi anche all’interno del team e creare malumori nel resto del personale.

Se non intervieni, se ignori la non professionalità di un tuo collaboratore per debolezza, quieto vivere o rendiconto, il resto del personale potrebbe vederti come un capo debole o ingiusto con rapide ricadute sulla performance e sui risultati.

Ecco 6 passi per approcciare con successo un collaboratore poco professionale:

1. Documentare i comportamenti non professionali

È importante documentare con precisione (data e ora, descrizione dell’accaduto, persone coinvolte, ecc.) e tutti i comportamenti errati avuti dal dipendente in questione.

È fondamentale comprovare con accuratezza i comportamenti scorretti. Il collaboratore non avrà la possibilità di eludere, contraddire e destreggiarsi perchè le informazioni sono vaghe, astratte o imprecise.
 


 

Anche (e soprattutto) se la tua realtà è piccola e il numero dei collaboratori è basso, documentare e dettagliare i fatti darà maggiore incisività e “ufficialità” alle tue parole.

2. Incontrare il collaboratore non professionale

Incontra personalmente il tuo collaboratore non professionale lontano da occhi e orecchie indiscrete. Poco prima dell’incontro, prenditi qualche minuto per rilassati più che puoi, respira profondamente, sorridi per sciogliere la tensione dalla tua faccia.
Ti servirà.

Metti in chiaro che il suo comportamento è diventato un problema che interferisce costantemente con il buon proseguimento del lavoro.

3. Fare esempi specifici

Illustra un paio di episodi specifici (e significati) in cui il tuo collaboratore non professionale ha influenzato negativamente e pesantemente l’immagine dell’azienda, del punto vendita o del dipartimento.

Non serve dire “Hai un atteggiamento non professionale” oppure “Hai sbagliato”.
La critica deve essere riferita a qualcosa di specifico e non a qualcosa di generico.
Devi essere chiaro su cosa, dove e quando; spiega le azioni fatte, i comportamenti avuti o le cose dette.

Evita frasi tipo “La tua poca professionalità ancora una volta … ” e appellativi sensibili come “arrogante, egoista, presuntuoso, ecc.”.
Esponi il problema in modo oggettivo e senza pregiudizi.

Concentrati sulle azioni non sulla persona. Non toccare l’autostima del tuo collaboratore! Un passo falso e il rapporto si può danneggiare per sempre.

4. Ascoltare e permettere alla persona di spiegarsi

Permetti alla persona di spiegarsi o di rifiutare le tue dichiarazioni.
Ascolta senza giudicare.

Se il tuo collaboratore non ha assunto un comportamento professionale, non darli la possibilità di difendersi è altrettanto poco professionale.

Spiega tutti i tuoi punti ma assicurati di non interrompere il tuo interlocutore mentre espone le sue giustificazioni, anche se non sei d’accordo.

Interrompendo, otterrai solo il risultato di inasprire il dialogo.

È un’occasione per imparare … a muovere critiche costruttive bilanciando garbo e autorità. Così facendo aumenterai il rispetto, la credibilità e la produttività delle persone che ti circondano.

 
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5. Chiedere di cambiare approccio

Dopo aver informato il collaboratore o dipendente della natura inaccettabile del suo atteggiamento, è il momento di chiedere uno sforzo concertato e concreto per cambiare ed eliminare tale comportamento.

Meglio essere precisi nelle descrizioni di quali comportamenti e azioni devono cambiare. Informalo che non si noteranno cambiamenti sarai costretto a prendere seri accorgimenti.

6. Fare una richiesta perentoria

Un periodo di prova potrebbe essere una proposta più che accettabile.

Definisci chiaramente che dopo un adeguato periodo, lo incontrerai nuovamente e se l’atteggiamento non è cambiato o migliorato prenderai seri provvedimenti … fino al licenziamento.

È importante che tutti i processi siano pianificati e attuati in maniera sicura, per evitare problemi legali a te e a tutta l’azienda.

Fai del tuo meglio per aiutare il collaboratore poco professionale a “rientrare in team” ma alla fine devi fare delle scelte (anche rilevanti e poco piacevoli) per il bene e (la produttività) del tuo team e la tua organizzazione.

Questi suggerimenti per gestire un collaboratore poco professionale non sono una guida da seguire alla lettera ma solo spunti di riflessione e di valutazione.
I rapporti professionali (come quelli personali) sono troppo complessi perché sottostiano a regole e procedure standard.
Vanno contestualizzati e personalizzati all’azienda, alla situazione, alla tua personalità e a quella del tuo collaboratore o dipendente.