Diventare un leader: gestire invidie e gelosie degli ex colleghi

diventare un leader

Foto di LeoNeoBoy on Pixabay.

Hai ottenuto la promozione che desideravi?

Bene.
Te la sei guadagnata.

Hai le competenze giuste, hai colpito chi doveva scegliere…
ed eccoti lì: nuovo ruolo, nuove responsabilità.

Ma c’è una domanda scomoda:

I tuoi colleghi la pensano allo stesso modo?

Uhm…

Benvenuto: arrivano invidie e gelosie

Non tutti saranno felici per te.

Qualcuno è:

  • deluso
  • arrabbiato
  • frustrato

Magari ambiva a quella posizione.
E invece… hanno scelto te.

Diventare leader significa anche questo.

Non essere arrogante

Sei orgoglioso?
Giusto.

Hai lavorato per questo.
Ma attenzione:
l’arroganza accende gli haters.

Evita:

  • mail tipo “A star is born…”
  • battute del tipo “adesso comando io…”
  • frecciatine a vecchie rivalità

Non è leadership.
È benzina sul fuoco.

…ma nemmeno finto umile

Non devi nemmeno sminuirti.

Non aiutano frasi tipo:

  • “Non me lo aspettavo…”
  • “Non so perché hanno scelto me…”

Chi non è stato scelto non vuole sentirlo.

Accetta il risultato con equilibrio.
Senza esagerare.

Offri supporto (se vuoi davvero essere un leader)

Mentre tu sali… qualcuno resta fermo.

Non farlo sentire escluso.

  • riconosci il contributo degli altri
  • valorizza i loro sforzi
  • offri suggerimenti (se ne hai davvero)

Alcuni diventeranno alleati.

Non tutti.

E all’inizio… servirà tempo.

Non puoi controllare i giudizi

Accettalo.

Non puoi controllare:

  • cosa pensano
  • cosa dicono
  • come reagiscono

Puoi essere:

  • corretto
  • disponibile
  • professionale

… e comunque qualcuno ti criticherà.

Cercare di controllare tutto = frustrazione.

Lascia andare.

Costruisci alleanze (quelle giuste)

Non tutti devono essere dalla tua parte.
Ma alcuni sì.

Cerca:

  • persone affidabili
  • influenti
  • coerenti

Saranno loro a sostenerti quando serve.
E ad aprirti porte.

Non dimenticare chi ti ha scelto

Non tutti celebreranno la tua promozione.

Ma c’è qualcuno che lo ha fatto:
chi-decide.

Hai ottenuto il ruolo perché ha visto valore in te.

Adesso:

  • confermalo
  • rafforzalo
  • non farlo pentire

Attenzione: l’invidia può diventare azione

A volte non resta solo emozione.

Può diventare:

  • pettegolezzo
  • esclusione
  • sabotaggio (anche sottile)

Succede.

Fa parte del gioco.

Se serve, affronta la situazione (bene)

Evita approcci aggressivi tipo:
“Qual è il tuo problema?”

Chiudono il dialogo.

Meglio:

  • “Ho notato una certa distanza tra noi…”

Apri, non attaccare.

  • spiega il tuo ruolo
  • chiarisci le tue intenzioni
  • mostra interesse reale

E, se serve:
fai capire che certi comportamenti danneggiano il team.

Con calma.
Con fermezza.

Mantieni lucidità

Non tutto si risolverà.
Non tutti cambieranno.

E va bene così.

In alcuni casi:

  • relazione cordiale
  • distanza professionale

è la scelta più sana.

Quando certi comportamenti ti spiazzano…
ricorda la massima di Marty Rubin:

“Il cane chiuso nel recinto abbaia a quello che scorrazza liberamente.”

Diventare leader non è solo una promozione.

È un cambio di equilibrio.

Tra risultati,
relazioni,
percezioni.

E richiede lucidità.
Sempre.

Anche se non tutti applaudiranno la tua crescita.

Il tuo compito non è piacere a tutti.

È diventare un leader credibile, solido e coerente.
Il resto… verrà da sé.