La motivazione del personale parte inevitabilmente dal leader

motivazione del personale

Foto di Angelo Esslinger da Pixabay

Se hai già avuto problemi di motivazione nel tuo team, sai bene che una pacca sulla spalla e qualche frase di circostanza servono a poco.

Finto entusiasmo e incoraggiamenti presi in prestito dal web raramente producono effetti duraturi.

E anche quando funzionano, quanto durano?

Qualche giorno.

Poi l’ambiente torna passivo, l’energia cala e gli obiettivi iniziano di nuovo a perdere forza.

Allora la domanda è inevitabile:

  • Come si motivano davvero le persone che lavorano con te?

Di certo non basta dire loro di “darsi una mossa”.

La motivazione del personale passa inevitabilmente da te

Il lavoro è cambiato.

E con lui deve cambiare anche il modo di guidare un team.

Non basta più distribuire compiti:

“Tu fai questo.”
“Tu occupati di quello.”

Le persone hanno bisogno di capire il senso di ciò che fanno, sentirsi coinvolte e percepire che il loro contributo viene riconosciuto.

Quando il team perde motivazione, prima o poi ne risentono i risultati, i progetti, il clima e anche la tua leadership.

Per questo la motivazione non può essere delegata completamente a un corso, a un formatore o a un coach.

Il primo riferimento resti tu.

Prima di chiedere energia al team, devi chiederti quale energia stai portando tu.

Se avessi davanti un responsabile che vuole “motivare i collaboratori”, probabilmente partirei proprio da qui.

Non aspettarti una formula magica

Tempo fa mi contattò la titolare di tre centri estetici.

Voleva aumentare la motivazione del suo staff.

All’inizio cercava soprattutto strumenti da utilizzare con le collaboratrici. Poi, lavorando sulla situazione, riconobbe un aspetto importante: fino a quel momento aveva considerato la motivazione quasi esclusivamente come un problema del personale.

Lei, in fondo, si era sentita più spettatrice che protagonista.

Si era affidata soprattutto ai riconoscimenti economici e sperava di trovare qualche tecnica capace di “riaccendere” rapidamente il gruppo.

Ma la motivazione del personale raramente funziona così.

Non esiste una frase, un premio o un intervento occasionale capace di sostituire ciò che accade ogni giorno dentro il team.

Motivare è un lavoro quotidiano

La motivazione si costruisce nel tempo.

Attraverso attenzione, presenza, riconoscimento e coerenza.

Richiede interesse reale per le persone che lavorano con te.

E questo, diciamolo, costa fatica.

Hai scadenze.
Problemi da risolvere.
Obiettivi da raggiungere.
Riunioni.
Pressioni.

È comprensibile che la motivazione del team finisca spesso in fondo alla lista.

Ma se guidi delle persone, non puoi occuparti di loro soltanto quando qualcosa non funziona.

Un leader trova il tempo per correggere.
Ma anche per riconoscere.

Per chiedere come stanno andando le cose.
Per ascoltare.
Per far capire a ciascuno quale contributo sta portando.

Se la tua attenzione arriva soltanto quando c’è un problema, il team imparerà presto che per essere notato deve sbagliare.

La motivazione non è entusiasmo permanente

Essere un leader motivante non significa arrivare ogni mattina con un sorriso forzato e una scarica di entusiasmo da distribuire al gruppo.

Non devi diventare un animatore.
Devi essere credibile.

Una persona può essere riservata, tranquilla, persino poco espansiva e riuscire comunque a motivare molto bene.

Conta ciò che trasmette.

Fiducia.
Chiarezza.
Coerenza.
Interesse.

Capacità di dare direzione.

La domanda quindi non è:

  • “Sono abbastanza energico?”

Ma:

  • “Che effetto produce il mio modo di guidare sulle persone che lavorano con me?”


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“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.

Valuta la tua capacità di motivare

Prova a fermarti un momento.

  • Il tuo team vede in te una persona che crede in quello che sta facendo?
  • Riconosci ciò che funziona oppure intervieni soprattutto quando qualcosa va storto?
  • Sai spiegare perché un obiettivo è importante?
  • Le persone sentono di poterti parlare?
  • Sai trasmettere fiducia anche quando la situazione è complicata?

E soprattutto:

  • chiedi ai tuoi collaboratori un atteggiamento che tu per primo riesci a mostrare?

Sono domande meno spettacolari di una tecnica motivazionale.

Ma molto più utili.

Parti da te stesso

Un corso può darti strumenti.
Un coach aiutarti a leggere meglio una situazione.
Una formazione nuove modalità di gestione.

Ma nessuno può sostituirti nel ruolo di leader.

Se vuoi un team più coinvolto, devi essere disposto a entrare per primo nella dinamica.

Non per trascinare tutti con entusiasmo artificiale.

Ma per creare le condizioni perché le persone possano lavorare con maggiore fiducia, responsabilità e coinvolgimento.

La motivazione del personale non nasce dal tentativo di “caricare” continuamente gli altri.

Nasce anche dal modo in cui li guidi ogni giorno.

Prima di chiederti come motivare il team, chiediti che cosa il team riceve ogni giorno dalla tua leadership.

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