10 errori di comunicazione che non ti fanno decollare come leader

comunicazione del leader

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

Puoi avere una strategia brillante.

Conoscere il mercato.
Essere competente.

Ma se non sai comunicare con il tuo team, prima o poi qualcosa inizierà a incrinarsi.

Non succede da un giorno all’altro.

Succede poco alla volta.

Una frase poco chiara.
Un feedback ambiguo.
Una porta sempre chiusa.
Un riconoscimento che non arriva mai.

La comunicazione del leader non serve solo a trasmettere informazioni.

Serve a creare fiducia.

E quando la fiducia diminuisce, diminuiscono anche coinvolgimento, iniziativa e responsabilità.

Ecco gli errori che vedo più spesso.

1. Concentrarti più sugli errori che sui punti di forza

Correggere è necessario.

Ma se ogni conversazione ruota attorno a ciò che non funziona, i collaboratori iniziano a lavorare per evitare gli errori, non per dare il meglio.

Le persone crescono quando qualcuno riconosce anche ciò che sanno fare bene.

2. Essere difficile da avvicinare

“È sempre occupato.”
“Non è il momento.”
“Ci penserà lui.”

Quando un collaboratore smette di farti domande, non significa che sia diventato autonomo.

A volte significa semplicemente che ha smesso di chiedere.

E questo è molto più pericoloso.

3. Pensare che il silenzio significhi che va tutto bene

Molti leader ragionano così:

Se nessuno mi dice niente, significa che non ci sono problemi.

Purtroppo funziona raramente.

Molte persone preferiscono adattarsi, aspettare o arrangiarsi piuttosto che esporsi.

Per questo il dialogo va cercato.
Non aspettato.

4. Dare per scontato il lavoro fatto

Un “bravo” generico dura pochi secondi.

Un riconoscimento preciso rimane molto più a lungo.

Non limitarti a dire:

“Ottimo lavoro.”

Spiega cosa hai apprezzato.

Le persone hanno bisogno di capire quale comportamento desideri vedere ancora.

5. Comunicare in modo ambiguo

Ironia.
Allusioni.
Messaggi lasciati a metà.
Frasi interpretabili.

Quando la comunicazione del leader non è chiara, il team riempie i vuoti.

Con supposizioni.
Dubbi.
Paure.

La chiarezza riduce l’ansia molto più di tante rassicurazioni.


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6. Nascondere la verità

Essere trasparenti non significa raccontare tutto.

Esistono informazioni riservate.
Decisioni ancora in corso.
Temi che non possono essere condivisi.

Ma una cosa è non poter parlare.
Un’altra è mentire.

Se oggi perdi la fiducia del tuo team, domani nessuna comunicazione sarà davvero credibile.

7. Sottovalutare le persone

Molti collaboratori hanno già capito che qualcosa non sta funzionando.

Aspettano soltanto che qualcuno glielo dica.

Pensare:

“Tanto non capirebbero.”

è spesso un errore.

Se una decisione è complessa, il compito del leader non è semplificarla fino a renderla banale.

È spiegarla meglio.

8. Usare il canale sbagliato

Non tutti i messaggi meritano una mail.

E non tutte le conversazioni devono avvenire davanti a tutti.

Una critica importante.
Un feedback delicato.
Un cambiamento organizzativo.

Sono temi che richiedono presenza, tono di voce e possibilità di confronto.

Scegliere il canale giusto fa già parte della comunicazione.

9. Ignorare ciò che il team non dice

Le parole raccontano solo una parte della storia.

L’altra emerge dai silenzi.

Dalle esitazioni.
Dalle riunioni in cui nessuno interviene.
Le domande che non arrivano più.

Un buon leader ascolta anche quello che non viene espresso apertamente.

10. Pensare che comunicare significhi parlare

Molti leader parlano molto.
Pochi verificano davvero che il messaggio sia arrivato.

La comunicazione non finisce quando hai spiegato.
Finisce quando l’altro ha capito.

La comunicazione del leader non misura quanto sei bravo a parlare.
Misura quanto riesci a creare fiducia.

Ogni parola può aumentare oppure ridurre la distanza tra te e il tuo team.

E spesso non sono i grandi discorsi a fare la differenza.

Sono le piccole conversazioni di ogni giorno.