5 situazioni difficoltose che tutti incontriamo nel nuovo lavoro

Dopo tanta attesa, è arrivato il momento.
Inizi un nuovo lavoro.
Sei contento, naturalmente. Ma insieme all’entusiasmo possono arrivare anche agitazione, dubbi e una certa pressione.
Vuoi partire bene.
Vuoi dimostrare di essere all’altezza.
Vuoi fare una buona prima impressione.
Ed è proprio qui che rischi di complicarti la vita: pretendere troppo da te stesso quando ancora non conosci persone, regole e dinamiche del nuovo ambiente.
Nuovo lavoro? All’inizio è normale sentirsi un po’ fuori posto
Come saranno i colleghi?
E il capo?
Che ambiente troverai?
Quanto tempo impiegherai a capire come funzionano davvero le cose?
Nei primi giorni dovrai raccogliere moltissime informazioni mentre, contemporaneamente, cercherai di capire quale spazio occupare.
Non puoi sapere tutto subito.
Puoi però osservare, fare domande e iniziare a leggere il contesto.
Ecco 5 situazioni che possono metterti particolarmente in difficoltà quando inizi un nuovo lavoro.
1. Non capire subito di cosa stanno parlando
Sei seduto a una delle prime riunioni.
Partono sigle, nomi, procedure, riferimenti a progetti precedenti.
Gli altri sembrano capire tutto.
Tu molto meno.
La tentazione?
Annuire.
Fare una faccia intelligente.
E sperare che nessuno ti faccia una domanda.
È comprensibile, ma non molto utile.
Essere nuovo significa anche non conoscere ancora il linguaggio interno dell’organizzazione.
Se qualcosa è importante, chiedi.
“Scusate, questo acronimo è nuovo per me: cosa significa?”
Oppure:
“Mi manca un passaggio. Potete aiutarmi a capire meglio questo punto?”
Non capire qualcosa perché sei appena arrivato non è incompetenza.
Fingere continuamente di aver capito può diventare un problema.
2. Non comprendere subito la cultura aziendale
Ogni organizzazione ha un proprio modo di funzionare.
Ci sono le procedure ufficiali.
E poi ci sono abitudini, equilibri e regole non scritte.
Chi prende davvero le decisioni?
Quanto conta la gerarchia?
Quanto è normale dissentire?
Come si comunica?
Si lavora soprattutto in autonomia oppure ci si confronta continuamente?
Nei primi giorni osservare può essere più utile che cercare immediatamente di lasciare il segno.
Guarda come interagiscono le persone.
Ascolta il linguaggio che utilizzano.
Nota cosa viene apprezzato e cosa crea tensione.
Non significa adattarti a qualsiasi cosa.
Significa prima capire il contesto in cui ti trovi e poi decidere come muoverti.
3. Dire “No”
Quando sei nuovo, vuoi mostrarti disponibile.
Così parti con:
“Certo.”
“Nessun problema.”
“Ci penso io.”
“Volentieri.”
Finché un giorno ti accorgi di aver accettato più di quanto riesci realmente a gestire.
Essere collaborativi è importante.
Essere disponibili a tutto non è la stessa cosa.
Puoi dire:
“Posso occuparmene, ma in questo momento sto lavorando su X. Quale preferisci che consideri prioritario?”
Oppure:
“Oggi non riesco a farlo bene. Posso prenderlo domani mattina.”
Mettere un limite non significa cominciare male.
Significa imparare a gestire con chiarezza tempo e responsabilità.
Dire sempre sì per fare una buona impressione può diventare il modo più rapido per promettere più di quanto riuscirai a mantenere.
4. Chiedere aiuto
All’inizio può essere difficile.
Vuoi dimostrare che la scelta di assumerti è stata quella giusta.
E così pensi che fare domande possa farti sembrare impreparato.
Ma c’è una differenza enorme tra chiedere aiuto continuamente senza provare e chiedere un chiarimento quando ti manca un’informazione necessaria.
Prima prova a capire.
Controlla ciò che hai a disposizione.
Poi, se serve, chiedi.
“Ho verificato questo e questo, ma mi manca ancora un passaggio. Mi aiuti a capire?”
Una domanda ben posta non comunica necessariamente incompetenza.
Può comunicare attenzione.
5. Farti valere senza voler dimostrare troppo
Qui l’equilibrio diventa più sottile.
Non vuoi essere quello che non parla mai.
Ma neppure quello che, dopo tre giorni, ha già capito tutto e vuole spiegare agli altri come dovrebbero lavorare.
Hai competenze ed esperienza.
Portale.
Esprimi le tue idee.
Difendi una posizione quando ritieni di avere buone ragioni.
Ma mantieni anche abbastanza curiosità da chiederti se nel nuovo contesto c’è qualcosa che ancora non stai vedendo.
Puoi essere sicuro senza essere presuntuoso.
Puoi ascoltare senza essere remissivo.
Puoi accettare un consiglio senza sentirti svalutato.
Se tendi invece a rimanere troppo in disparte, può esserti utile anche “Come affermare se stessi in 13 passi”.
Farsi valere non significa dimostrare subito quanto sai.
Significa riuscire, poco alla volta, a far vedere come lavori.
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Nel nuovo lavoro non devi dimostrare tutto nei primi giorni
Questa forse è la più grande difficoltà.
Arrivi e senti di essere sotto osservazione.
In parte è vero.
Le persone si stanno facendo un’idea di te.
Ma anche tu ti stai facendo un’idea di loro.
Non è un esame che si conclude alla fine della prima giornata.
Hai bisogno di tempo per:
- capire le persone;
- imparare come funziona il lavoro;
- conoscere ciò che ancora non sai;
- trovare il tuo modo di contribuire.
La prima impressione conta.
Ma quello che farai con continuità nelle settimane successive conterà molto di più.
Non devi dimostrare immediatamente di avere tutte le risposte.
Devi cominciare a costruire credibilità.
Un comportamento alla volta.
Una relazione alla volta.
Una buona decisione alla volta.
Nel nuovo lavoro non serve entrare facendo rumore.
Serve cominciare a lasciare buone impressioni.
La tua voce, il tuo sguardo, la tua presenza dicono molto di più delle parole.
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