5 spunti per sembrare subito più sicuri agli occhi degli altri

Che tu sia un manager,
un piccolo imprenditore della tua azienda a conduzione familiare,
uno store manager del centro città
o il team leader di un gruppetto di collaboratori…
poco importa.
Comunicare forza e autorevolezza è una sfida ostica.
È l’incipit del mio libro Autorevolezza.
Ci sono giorni in cui proprio non va.
Ti senti ansioso.
Sopraffatto.
“Non abbastanza”.
Sai di cosa parlo.
E proprio in quei momenti — quando sei più vulnerabile — arriva l’imprevisto.
Una complicazione.
Una visita inattesa.
Un cliente che va su tutte le furie.
Un collaboratore che ti risponde per le rime.
E naturalmente arriva nel momento meno indicato.
Magari tra dieci minuti devi entrare in una riunione.
Oppure devi parlare con il tuo capo.
O hai davanti il collaboratore con cui proprio oggi avresti preferito non avere quella conversazione.
Ma non sempre puoi dire:
- “Oggi non sono in forma. Ne riparliamo domani.”
Il lavoro va avanti.
E tu devi rimetterti in carreggiata.
Non necessariamente tornare al 100%.
Quel tanto che basta per sembrare subito più sicuri.
Ecco 5 cose che puoi fare.
1. Fermati. Ricaricati. Riparti.
Trova un posto tranquillo.
Cinque-dieci minuti possono bastare.
Ufficio chiuso.
Sala riunioni libera.
Persino una toilette, se serve.
Stacca il telefono. Chiedi di non essere disturbato.
Respira. Sul serio.
Quando sei agitato, anche il respiro accelera.
Rallentalo.
Respira con calma. Senza fare niente di speciale.
Non devi raggiungere uno stato zen per sembrare subito più sicuri.
Devi soltanto abbassare un po’ il ritmo.
Non devi essere al 100%
Accetta che oggi non sei nella tua versione migliore.
Va bene.
Capita anche quando hai esperienza. Anche quando quel lavoro lo fai da anni.
Non devi risolvere tutto in dieci minuti.
Devi soltanto recuperare abbastanza presenza per affrontare quello che viene dopo. Sembrare subito più sicuri.
Ricorda qualcosa che hai già affrontato bene
Non una frase motivazionale.
Un fatto.
Un cliente difficile che sei riuscito a gestire.
Una riunione complicata.
Un risultato che pensavi di non riuscire a raggiungere.
Qualcosa che ti ricordi che questa giornata non è tutta la tua storia professionale.
Smetti di immaginare cosa pensano gli altri
È una delle prime cose che fai quando ti senti insicuro.
- “Si accorgeranno che sono agitato.”
- “Staranno pensando che non sono capace.”
- “Avranno capito che sono in difficoltà.”
Non lo sai.
E continuare a immaginarlo ti toglie altra energia.
Non devi brillare.
Devi solo essere presente.
2. Rimetti a posto il corpo
Quando sei sotto pressione, spesso il corpo lo mostra prima ancora che tu dica qualcosa.
Ti chiudi.
Abbassi lo sguardo.
Ti muovi in fretta.
Entri nella stanza quasi chiedendo permesso.
Non hai bisogno di metterti in posa.
Raddrizzati.
Alza lo sguardo.
Lascia andare un po’ le spalle.
Cammina senza precipitarti.
Sono piccoli aggiustamenti.
Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere anche “14 modi di gestire il corpo che minano la tua immagine di leader”.
Ti senti in difficoltà nel guidare il tuo team o nel farti ascoltare?
Scopri il servizio “Problemi di leadership? Ritrova autorevolezza nel tuo ruolo”.
3. Rallenta
Quando sei ansioso, acceleri.
Parli più in fretta.
Cammini più in fretta.
Vuoi arrivare subito alla conclusione.
Magari rispondi prima ancora che l’altro abbia finito.
Fai il contrario.
Rallenta un po’.
Non teatralmente.
Quel tanto che basta.
Prima di rispondere, prenditi un secondo.
Quando entri in una stanza, non precipitarti.
Quando parli, lascia finire le frasi.
Perché quando sei in difficoltà hai la sensazione di dover recuperare velocemente il controllo.
E spesso, facendo tutto più velocemente, lo perdi ancora di più.
4. Guarda la persona che hai davanti
Quando sei poco sicuro, viene spontaneo abbassare lo sguardo.
Oppure guardare il computer.
Le carte.
Il telefono.
Qualunque cosa pur di non sostenere quel momento.
Non devi fissare nessuno negli occhi.
Ma quando parli con una persona, guardala.
Soprattutto quando devi dire no.
Quando devi dare un feedback.
Quando devi spiegare una decisione che sai che non piacerà.
Quando devi ammettere:
- “Su questo ho sbagliato.”
Non servono trucchi.
Serve restare lì.
5. Sorridi. Ma non per nasconderti.
Un cliente una volta mi ha detto:
- “Quando sono ansioso non riesco a ridere.”
Lo capisco.
E infatti non devi metterti a ridere.
Ma quando sei teso rischi di entrare in una stanza con il viso chiuso, parlare in modo secco e dare agli altri un’impressione molto diversa da quella che vorresti dare.
Un sorriso naturale può aiutarti a sciogliere un po’ quella tensione.
Non sempre.
Non in ogni situazione.
E soprattutto non devi sorridere per fingere che vada tutto bene.
Se devi affrontare una questione seria, affrontala seriamente.
Il punto è non lasciare che una brutta giornata trasformi automaticamente anche il tuo modo di stare con gli altri.
Quando non ti senti sicuro, non devi fingere di esserlo
Ci sono giornate stonate.
Capitano.
Anche quando hai esperienza.
Anche quando gli altri ti considerano una persona sicura.
Anche quando sei tu quello che dovrebbe rassicurare gli altri.
Il problema non è avere un momento di fragilità.
È lasciare che quel momento prenda tutto lo spazio.
Fermati.
Respira.
Rallenta.
Alza lo sguardo.
E torna a fare quello che sai fare.
A volte basta questo per sembrare subito più sicuri.








Formatore e Coach.

