Gestire collaboratori più esperti come farebbe un grande leader – 1

gestire collaboratori più esperti

“Oddio, non ce la farò mai!
Come faranno a rispettarmi questi?
”.

Ecco la prima cosa che ha pensato Sacha appena scoperto che alcuni collaboratori avevano (oltre i capelli sale-e-pepe) alle spalle esperienze significative.

E lui, giovane e (forse ancora) impreparato a questo palcoscenico, stava assumendo il ruolo di supervisore diretto.

” … tutti noteranno la mia non-competenza”

“Quando avranno domande, verranno da me per una soluzione.
Siccome non darò alcuna risposta a nessuna di queste domande, tutti si accorgeranno del buco nella mia competenza.

“C’è così tanto da sapere, tante competenze da mettere sul tavolo, ogni nuovo incarico sembra un compito impossibile, ogni minuto penso di essere scoperto che non sono all’altezza.”

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“Sento un forte disagio.
Mi sono subito pentito di aver accettato il lavoro,
ho maledetto il mio reclutatore che ha fatto un errore assumendo la persona sbagliata per questo lavoro.”

“Bene Sacha, cosa vuoi fare?
Vuoi sfruttare al meglio questa situazione difficile?
Vuoi riconquistare il tuo contegno?
E la tua voglia di successo?”

” … hai capacità, voglia d’imparare e di metterti in gioco …”

“Sicuramente non saprai tutto della tua nuova società o del funzionamento di un software gestionale, ma hai capacità, voglia d’imparare –altrimenti non avresti preso contatto con un coach – e hai avuto una pur breve esperienza di gestione di persone.

Che ne dici, partiamo da qui?”

Siamo partiti.

Esercitare la tua autorità quando si tratta di gestire collaboratori più esperti,
non è cosa scontata.

È facile …
sentirsi intimiditi, bloccati, preoccupati e pensare che qualcuno potrebbe rilevarsi geloso e irrispettoso nei tuoi confronti (per questa posizione così ambita).

L’importante è non permettere a questi pensieri d’incunearsi nel tuo stile di gestione,
lasciare andare le tue supposizioni, controllare le tue emozioni e comunicare fiducia nelle tue capacità.

Ecco alcuni spunti per navigare in questa situazione e gestire collaboratori più esperti, che ne sanno più di te:
 


 

1. Riconosci la differenza di competenze se vuoi gestire collaboratori più esperti

“Come posso sperare di comandare sugli altri, se non ho il pieno controllo su me stesso?”
François Rabelais

Se ti trovi in una posizione in cui i tuoi collaboratori ne sanno più di te, è fondamentale …
ammettere (a te stesso) di non sapere!

Quando riconosci i tuoi limiti (e li accetti) sei molto più predisposto a capire e ascoltare gli altri.

La comprensione dei propri limiti è fondamentale.
Conoscere i propri limiti è il primo passo per poterli superare.

2. Evita di dimostrare a tutti i costi chi è il capo

Se vuoi a tutti i costi dimostrare che sei il leader, vuol dire … che non lo sei.
Almeno non ancora.
Devi lavorare sulla tua leadership.

La tendenza naturale quando devi gestire collaboratori più esperti è voler dimostrare (a tutti i costi) chi detiene lo scettro del potere.

Voler dimostrare (ossessivamente) il tuo valore,
metterla sulla competizione, sulla bagarre, crea un’atmosfera pericolosamente competitiva che può diventare una spirale di comportamenti insubordinati.

Alla fine chi rischia di pagarne il prezzo più alto … sei tu!
Altro che gestire collaboratori più esperti …

3. Dimostra a tutti chi è il capo

No, nessun errore di scrittura.

Ripeto, nessuna lotta senza-esclusione-di-colpi per dimostrare la tua autorità.

Non devi chiedere il rispetto …lo devi guadagnare,
meritare.

Ascolta i pareri e i consigli dei tuoi collaboratori, senti cosa vorrebbero cambiare.
Mostra rispetto per le loro opinioni e chiedi feedback sulle tue idee … mantenendo la tua autonomia di pensiero e d’azione (guai a perderla!), poi decidi e agisci di conseguenza.

Non mollare il timone decisionale.
Che nessuno abbia un solo dubbio su chi è il capo!

 


 

4. Non delegare senza controllare

Ecco cosa era successo …
Sacha accortosi di non avere quella particolare abilità, decide di delegare la pendenza a un suo collaboratore, quello che riteneva più fidato e competente.
Una “santificazione” del collaboratore, che si è sentito indispensabile e necessario. Bene!
Questione sistemata?
Uhmm …

Sembra una buona idea,
infatti lo è stata … all’inizio.
Purtroppo è solo questione di tempo.

È rischioso porre fede incondizionata nel collaboratore, senza verificarne il processo e controllarne il lavoro.

Quando la situazione va fuori controllo, è troppo tardi, il danno è fatto … non serve più scaricare la colpa sul subordinato.

Se diventi “prigioniero” dei collaboratori, non importa quanto cerchi di nascondere la tua “dipendenza” … si trasmette, esce fuori e influenza tutto l’ambiente.

Inoltre, questa “glorificazione” di un singolo distrugge il lavoro di team. Gli altri membri del team si sentono sottovalutati e traditi.
Il manager impreparato rileva così debolezza e perdita di leadership.