7 metodi infallibili per fare scappare i collaboratori migliori – parte 1

errori dei manager

Foto di Kaz

Quali abilità deve avere un manager per definirsi competente?
Un modo affrettato e semplicistico di rispondere potrebbe essere: ottenere buoni risultati.
E senz’altro è (anche) vero.

È certamente utile comprendere cosa-fanno i manager di successo, ma altrettanto importante è conoscere cosa-non-fanno. Quali sono i principali errori dei manager.

Un buon manager è anche quello che non lascia fuggire i migliori talenti.
Infatti, non sono pochi i collaboratori che decidono di licenziarsi o di cambiare azienda proprio a causa dei propri superiori.

Ecco 7 metodi infallibili che provocano la fuga dei dipendenti migliori (e i concorrenti sentitamente ringraziano):

1. Rapporti professionali freddi

Che cosa trasmetti,
che cosa percepisce una persona quando entra nel tuo ufficio?
Avverte un’attenzione particolare, la tua partecipazione,
la tua disponibilità?

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Oppure rimane la gelida sensazione di essere accolto con sufficienza,
indifferenza o risentimento (sembra che si sta disturbando)?

Non sono pochi i responsabili di team che mi contattano,
lamentando problemi di rapporti con i collaboratori, con tutto il seguito di conflitti,
scarsi risultati, bruciori di stomaco e… notti insonni.

Distinguiamo professionalità e comportamento.
Allo stesso tempo puoi essere professionale e competente ma anche gelido,
scortese o scostante.

Le soddisfazioni emotive (riconoscimento, disponibilità, apprezzamento, empatia, ascolto, ecc.)
sono quelle più gratificanti ma anche quelle più sensibili e “pericolose”,
quando non sono soddisfatte.

Cerca di essere un team leader empatico e comprensivo, disposto all’ascolto,
capace di dialogare con i propri dipendenti,
alleggerisci la pressione e invoglia a parlare dei problemi … prima che sia troppo tardi!

2. Il micro-management è uno dei principali errori dei manager

I dipendenti migliori sono quelli che possono lavorare in autonomia,
perché sono in grado di autogestirsi senza nette direttive.

Allora che senso ha pretendere di verificare la corrispondenza, le mail,
di bloccare tutto finché non dai il tuo “OK”,
anche per questioni di secondaria importanza?

 


 

Lo sai che così facendo, limiti la capacità delle persone, scoraggi l’iniziativa,
blocchi la motivazione, la crescita professionale?

Se sei riluttante a delegare,
ti concentri sui dettagli e scoraggi le persone nel prendere l’iniziativa,
è facile che diventi “il collo di bottiglia” della tua attività e il motivo principale della fuga dei tuoi migliori collaboratori.

3. Azioni senza motivo

Sono sicuro che le azioni che proponi abbiano una ragione e uno scopo …
ma se le conosci solo tu… per il tuo team diventa demotivante e scoraggiante.

Le persone che lavorano con te hanno bisogno di conoscere lo scopo, il fine o il traguardo più alto.
Se non capiscono il significato del loro lavoro,
perdono passione ed entusiasmo.

I collaboratori (che lavorano per raggiungere obiettivi) che inaspettatamente vengono spostati … sentono spegnere il loro fuoco motivazionale.

Se imposti scadenze e obiettivi non realistici, le persone rinunciano;
stai demotivando i tuoi collaboratori perché le persone sono consapevoli che non potranno mai raggiungere quel traguardo impossibile.
Già alla partenza.

Senza scopo,
le ore di lavoro sono prive di significato.

 
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4. Incoerenza

“Credo ciò che dico, faccio ciò che credo.”
Victor Hugo

Per uccidere la fiducia delle persone in un colpo solo – e senza possibilità di espiazione – è sufficiente …
non mantenere la parola data.

Non sono pochi i lavoratori che si lamentano di un’opportunità promessa che non si è mai materializzata o del proprio capo che ha preso credito per il lavoro…
fatto dai collaboratori!

Onestà, integrità e fiducia sono assolutamente essenziali per la gestione del team e per il successo professionale.
L’incoerenza è un boccone amaro da digerire.
Per tutti.
È uno dei principali errori dei manager.

Continua a leggere la parte 2.