Aumentare la tua leadership? Impara a dire NO ai collaboratori

Martha è preparata, capace e appassionata del suo lavoro.
È office manager e coordina otto collaboratori. Tiene molto al clima del team, alle relazioni e alla collaborazione.
Forse anche troppo.
Martha vuole mantenere pace e tranquillità. Vuole essere una responsabile disponibile, aperta, diversa da quei capi rigidi che decidono senza ascoltare nessuno.
Così, quando dovrebbe dire NO, spesso preferisce evitare.
Dice “Vediamo”.
“Forse”.
Oppure finisce per dire SI anche quando vorrebbe dire tutt’altro.
Nel breve periodo funziona.
Nessuna discussione.
Nessuna faccia contrariata.
Nessuna tensione.
Ma quella tranquillità ha un prezzo.
Dire sempre SI non significa essere un leader disponibile
Martha comincia ad accorgersene.
Accetta richieste che vorrebbe rifiutare. Si assume attività che dovrebbero svolgere altri. Rimanda decisioni scomode.
Alla fine si ritrova oberata di lavoro, stanca e nervosa.
E soprattutto frustrata con se stessa.
Quando poi arriva al limite, succede il contrario: il NO che non è riuscita a dire prima esce improvvisamente.
Secco.
Brusco.
Irritato.
Il problema, allora, non è più soltanto la richiesta del collaboratore.
È tutto quello che Martha ha accumulato prima.
Dire NO al momento giusto avrebbe probabilmente creato meno tensione di quella che sta cercando di evitare.
Se vuoi essere leader devi accettare che qualche tua decisione non piacerà
È questo il passaggio più difficile.
Martha non teme realmente la parola NO.
Teme quello che potrebbe succedere dopo.
- “Ci rimarrà male?”
- “Penserà che non sono disponibile?”
- “Si arrabbierà?”
- “Cambierà atteggiamento nei miei confronti?”
Quando coordini altre persone è normale tenere conto delle loro reazioni.
Il problema nasce quando la paura della reazione comincia a decidere al posto tuo.
A quel punto non stai più scegliendo ciò che ritieni corretto per il lavoro, per il team o per la situazione.
Stai scegliendo ciò che ti permette di evitare il disagio.
Un NO non distrugge necessariamente una relazione
Molti leader associano il NO allo scontro.
Pensano che essere fermi significhi essere rigidi. Che mettere un limite significhi diventare autoritari. Che negare una richiesta significhi deludere inevitabilmente qualcuno.
Non è così.
Puoi dire NO e continuare ad ascoltare.
Puoi essere fermo senza diventare aggressivo.
Puoi rifiutare una richiesta spiegandone le ragioni, riconoscendo il punto di vista dell’altra persona e, quando possibile, proponendo un’alternativa.
Il problema non è il NO. È come lo dici e quanto sei capace di sostenerlo.
Non comprare la tranquillità del team con continui SI
È una tentazione comprensibile.
Dire SI risolve immediatamente il problema.
La persona è contenta.
La conversazione finisce.
La tensione sparisce.
Almeno apparentemente.
Ma se continui a evitare decisioni scomode, prima o poi il team comincerà a capire che i tuoi limiti sono negoziabili.
E tu potresti ritrovarti a dire SI non perché sei disponibile, ma perché non riesci più a dire NO.
C’è una grande differenza.
La disponibilità è una scelta.
L’incapacità di mettere un limite.. no.
Non hai bisogno che i tuoi collaboratori siano sempre contenti di te
Questa è forse la consapevolezza più importante per Martha.
Un leader può desiderare un buon rapporto con il proprio team. Anzi, dovrebbe.
Ma non può utilizzare l’approvazione dei collaboratori come criterio per stabilire se sta facendo bene il proprio lavoro.
Ci saranno decisioni apprezzate e altre contestate.
Richieste che potrai accogliere e altre che dovrai rifiutare.
Momenti in cui sarai vicino alle esigenze della persona e altri in cui dovrai tutelare quelle dell’intero team.
Essere autorevole non significa essere sempre apprezzato. Significa riuscire a rimanere coerente anche quando sarebbe più comodo compiacere.
Nel mio libro “Autorevolezza” approfondisco proprio il rapporto tra autorevolezza, comunicazione e gestione delle persone.
Martha non deve imparare soltanto a dire NO
Durante il coaching Martha mi disse:
“Voglio essere diversa, disponibile e aperta, ma anche ferma e decisa nelle mie decisioni.”
Ed è proprio qui il punto.
Non deve trasformarsi in una responsabile più dura.
Deve imparare a non confondere disponibilità con accondiscendenza.
Dire NO quando serve. Spiegarlo quando è utile. Ascoltare la reazione dell’altra persona senza sentirsi obbligata a cambiare decisione soltanto perché quella reazione è negativa.
All’inizio può essere scomodo.
Poi scopri spesso una cosa sorprendente: gli altri accettano i tuoi NO molto meglio di quanto avevi immaginato.
E anche quando non li accettano?
Puoi ascoltare il loro disappunto senza dover necessariamente eliminarlo.
Perché leadership significa anche questo:
non evitare ogni tensione, ma imparare a gestirla senza perdere te stesso.








Formatore e Coach.

