7 modi infallibili per rovinare il colloquio di lavoro

colloquio

Sai come affrontare con successo un colloquio di lavoro?

Ah, no!

Infatti i colloqui sono spesso il festival dell’errore.

Ansia, tensione e improvvisazione giocano brutti scherzi. E dopo settimane di candidature, silenzi e “le faremo sapere”, può bastare poco per presentarti nel modo sbagliato.

Prima di cercare la risposta perfetta, evita almeno di tagliarti le gambe da solo.

1. Presentarti al momento sbagliato

Arrivare in ritardo non è un buon inizio. Se hai un imprevisto serio, avvisa.

Ma anche presentarti con quaranta minuti di anticipo può creare disagio a chi deve riceverti.

Se arrivi molto prima, fatti due passi, prendi un caffè e presentati qualche minuto prima dell’appuntamento.

Con calma.

2. Sbagliare look

Sbagliare look non significa essere vestito male.

Significa non essere vestito per quel contesto, quell’azienda e quel ruolo.

Se non conosci l’ambiente, evita gli eccessi e scegli qualcosa di semplice e curato.

Non devi impressionare con il vestito.

Devi sentirti a posto quando ti siedi davanti al selezionatore.

3. Inventarti competenze che non hai

“Inglese? Sì, molto buono.”

Poi arriva una domanda in inglese.

“Computer? Nessun problema.”

Poi scopriamo che “con il PC mi dà una mano mio figlio”.

Ne ho sentite parecchie.

Valorizzare quello che sai fare è giusto. Inventarlo è un’altra cosa.

Se una competenza è basilare, dillo.
Se non la utilizzi da anni, dillo.
Se la stai imparando, dillo.

Non devi sapere fare tutto.
Devi riuscire a raccontare bene quello che sai fare davvero.

4. Portarti dietro tutta l’amarezza del lavoro precedente

Licenziamenti, capi difficili, colleghi che ti hanno deluso, candidature senza risposta.

Il mondo del lavoro può essere tosto.

E qualche volta hai anche ottime ragioni per essere arrabbiato.

Ma poi al colloquio escono:

  • “Il mio capo era un idiota.”
  • “Mi hanno fregato.”
  • “In quell’azienda erano tutti incompetenti.”

L’amarezza è una cattiva consigliera.

Puoi raccontare che cosa non ha funzionato senza trasformare il colloquio in un regolamento di conti con il tuo passato professionale.

5. Parlare troppo poco. Oppure non fermarti più

Ci sono candidati che per la tensione si chiudono.

Risposte di tre parole, sguardo basso, informazioni che devi quasi tirare fuori.

E magari hanno esperienza e competenze.
Solo che il selezionatore non può indovinarle.

Poi c’è l’estremo opposto.

Fai una domanda e parte un fiume. Cinque minuti dopo non ricordi più quale fosse la domanda.

Parlare tanto non significa comunicare.

Ascolta la domanda.
Rispondi.
Porta un esempio se serve.

Poi fermati.

6. Parlare di stipendio nel momento sbagliato

Non si vive di sola aria.

Stipendio, orari, vacanze e condizioni di lavoro sono importanti.

Altro che.

Non c’è niente di sbagliato nel chiedere quanto verrai pagato. Ma se nei primi minuti le tue domande riguardano soltanto stipendio, ferie e benefit, il messaggio che arriva può essere un altro.

Lo stipendio non è una domanda sbagliata.
Può esserlo il momento.

Ascolta come procede il colloquio e valuta quando affrontare l’argomento.

7. Non conoscere l’azienda

Questa continua a sorprendermi.

Ti candidi.
Ti chiamano.
Vai al colloquio.

Poi arriva:

  • “Che cosa sa della nostra azienda?”

Silenzio.

Non devi imparare a memoria il sito. Ma almeno sapere che cosa fa l’azienda, per quale posizione ti sei candidato e che cosa ti ha interessato.

Oggi bastano pochi minuti.

Se vuoi preparare meglio questa parte puoi leggere “Colloquio di lavoro: 6 spunti per raccogliere info sull’azienda”.

Prima di pensare a come impressionare chi hai davanti, evita di complicarti il colloquio da solo.

Se hai un colloquio imminente e vuoi prepararlo partendo dalla posizione, dall’azienda e dai punti del tuo percorso che dovrai raccontare bene, il percorso “Colloquio di lavoro” ti aiuta a prepararti in modo mirato.

Non puoi controllare come andrà il colloquio.

Ma almeno non ti sei tagliato le gambe da solo.