Demotivazione sul lavoro: come affrontare un collaboratore stanco e scoraggiato

A volte un collaboratore attraversa un periodo difficile.
È stanco, meno coinvolto, più distante. Quella motivazione che fino a poco tempo prima sembrava naturale comincia a diminuire.
All’inizio può sembrare solo una fase.
Poi però il periodo si prolunga e il rapporto diventa più faticoso per tutti.
Il rendimento cala
La persona fa il minimo indispensabile, esegue ciò che viene richiesto ma senza partecipazione, iniziativa o interesse.
E quando questa situazione dura troppo a lungo, il rischio è che la demotivazione non riguardi più soltanto il singolo collaboratore, ma inizi a pesare anche sul clima del team.
La difficoltà aumenta soprattutto quando quella stessa persona, fino a poco tempo prima, lavorava bene e portava risultati.
Per questo è facile reagire con frustrazione.
Pensare:
- “Prima era diverso.”
- “Potrebbe fare molto di più.”
- “Non capisco cosa gli sia successo.”
Il rischio, però, è trasformare la delusione in rancore e finire in una dinamica fatta di critiche, giustificazioni e rinfacci reciproci.
L’obiettivo non è stabilire chi ha ragione e chi ha torto.
Dovrebbe essere capire che cosa sta succedendo e verificare se esistono ancora le condizioni per recuperare coinvolgimento, responsabilità e qualità del lavoro.
Perché quando un collaboratore valido smette di dare il meglio, spesso perde qualcosa lui/lei.
Ma perde qualcosa anche il team.
Per un manager, un imprenditore o un responsabile, una delle sfide più delicate è proprio questa: intervenire senza ignorare il problema, ma anche senza ridurre tutto a una questione di volontà o atteggiamento.
Serve equilibrio.
Capacità di osservare.
E la lucidità necessaria per distinguere tra un momento di difficoltà, un problema organizzativo e una reale perdita di motivazione.
Anche il modo in cui dai un feedback fa la differenza
Una critica costruttiva, capace di unire chiarezza e rispetto, può aiutare la persona a comprendere ciò che non sta funzionando senza sentirsi semplicemente sotto accusa.
Da qui puoi partire per affrontare la situazione in modo più utile e concreto.
Vediamo i punti chiave per approcciare la demotivazione sul lavoro:
1. Se vuoi “salvare” il rapporto devi consapevolizzare che ti prenderà tempo e (soprattutto) energie.
2. L’emotività è cattiva consigliera. Se, al momento, non sei in grado di gestire e controllare la tua reattività, prendi tempo.
3. Utilizza feedback negativi lontano da occhi indiscreti. In privato e a quattr’occhi.
4. Se ti senti teso e nervoso ricorda che il tuo collaboratore lo sarà ancora di più (sapendo il motivo della convocazione).
5. Evita di partire con un’osservazione positiva sulla persona, tanto per “addolcire la pillola”. Susciteresti immediatamente ancor più chiusura. Vai dritto al punto!
6. Meglio evitare tutte le esortazioni all’ottimismo, il classico consiglio di “tirarsi su” o slogan motivazionali presi in prestito dal web.
7. Parla poco ed evita prediche. “Certe prediche mi fanno venir voglia di commettere i peccati che condannano.” Scrive Roberto Gervaso
8. Ricorda … dire a un demotivato di “tirarsi su” è come dire a una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare.
9. Evita l’atteggiamento tipo “Io avrei fatto …”, “Io avrei detto…”, “Se …ma…”.
10. Permetti alla persona di spiegarsi. Ascolta senza giudicare e interrompere. Anche se non ti piace quello che dice.
11. Focus sulle azioni non sulla persona. Concentrati solo sulla prestazione. Evita attacchi personali o commenti sulla persona.
13. Commenta un comportamento specifico. Evita parole generiche tipo OGNI VOLTA, SEMPRE, MAI.
14. Devi essere chiaro su cosa/dove/quando. Spiega le azioni fatte, i comportamenti avuti o le cose dette.
15. Non mortificare la persona. Può avere (forse) un effetto immediato ma perde velocemente la sua efficacia.
16. Riafferma la fiducia nella persona e nelle sue capacità. Poi chiudi la questione. Non ripeterti, perdi incisività.
17. Evita approcci via e-mail. Il feedback motivazionale si fa guardandosi negli occhi.








Formatore e Coach.

