Autorevole al colloquio di lavoro: entrare nella stanza come un leader

Un ingresso impacciato, frettoloso o troppo contratto può indebolire la prima impressione ancora prima che il colloquio inizi davvero.
Non significa che tutto si giochi nei primi secondi.
Ma quei primi momenti contano.
Essere autorevole al colloquio di lavoro comincia infatti molto prima di attraversare la porta. Parte dalla preparazione, dal modo in cui gestisci il nervosismo e dalla presenza che riesci a trasmettere quando incontri il tuo interlocutore.
Non devi entrare fingendo sicurezza per essere autorevole al colloquio.
Devi creare le condizioni per sentirti sufficientemente preparato da non doverla fingere.
Preparazione significa sicurezza
Più sei preparato, più sarà facile sentirti tranquillo e presente.
Arrivare trafelato perché non hai trovato parcheggio, scoprire all’ultimo momento di aver sbagliato sede o confondere il nome della persona che incontrerai sono errori evitabili.
Prima del colloquio verifica:
- luogo e orario;
- nome e ruolo delle persone che incontrerai;
- posizione per cui ti candidi;
- informazioni essenziali sull’azienda;
- modalità per raggiungere la sede;
- abbigliamento adeguato al contesto.
Un imprevisto può sempre capitare.
La mancata preparazione, invece, no.
La sicurezza non nasce dall’improvvisazione. Nasce anche dal sapere di aver fatto ciò che potevi fare prima di entrare.
Vestiti in modo coerente con il contesto
Vuoi essere ricordato per ciò che dici, per le tue competenze e per il modo in cui ti presenti.
Non per un abbigliamento trascurato o completamente fuori contesto.
Non serve vestirsi per impressionare.
Serve presentarsi con cura.
Scegli un abbigliamento professionale, sobrio e coerente con l’ambiente in cui stai entrando.
Meglio evitare sia l’eccessiva informalità sia l’effetto opposto: sentirti così “ingessato” da non riconoscerti più.
Il tuo abbigliamento dovrebbe sostenere la tua presenza.
Non diventare il protagonista.
Gestisci il nervosismo prima di entrare
Essere nervosi prima di un colloquio è normale.
Non devi eliminare completamente la tensione. Devi evitare che prenda il controllo.
Può aiutarti ricordare una situazione in cui ti sei sentito competente e apprezzato.
Un risultato importante.
Un problema che hai risolto.
Un feedback positivo.
Un momento in cui hai affrontato bene una situazione impegnativa.
Puoi anche utilizzare gli ultimi minuti per fare qualcosa che ti aiuti a staccare mentalmente: ascoltare musica, fare due passi, respirare con calma.
L’obiettivo è arrivare presente.
Non già esausto per il colloquio che hai vissuto nella tua testa prima ancora di cominciare.
Prima di entrare, rallenta
Gli ultimi minuti non servono per ripassare freneticamente tutto ciò che sai.
Servono per recuperare presenza.
Raddrizza la postura.
Respira.
Rilassa le spalle.
Evita di entrare camminando troppo velocemente, con lo sguardo basso e il corpo contratto.
Non devi assumere una posa artificiale.
Devi semplicemente evitare che la tensione riduca la tua presenza.
Rallentare leggermente comunica più sicurezza che precipitarsi nella stanza cercando di sembrare sicuro.
Entra nella stanza con presenza
La prima impressione non nasce soltanto dalle parole.
Prima ancora che inizi la conversazione, il tuo interlocutore vede come entri, come ti muovi, dove guardi e come reagisci all’incontro.
Tieni la testa dritta.
Cammina con un ritmo naturale.
Non trascinarti, ma nemmeno correre.
Apri leggermente le spalle ed evita di chiuderti su te stesso.
Non stai chiedendo un favore.
Sei lì perché l’azienda vuole capire se le tue competenze e il tuo modo di lavorare possono rispondere a un’esigenza.
E tu devi capire se quell’opportunità è adatta a te.
Questa consapevolezza cambia già il modo in cui entri nella stanza.
Autorevole al colloquio? Cerca il contatto visivo
Quando incontri il tuo interlocutore, cerca naturalmente il suo sguardo.
Il contatto visivo comunica attenzione, interesse e disponibilità al confronto.
Non significa fissare.
Significa evitare di parlare continuamente guardando il pavimento, la scrivania o altrove.
Se fai fatica a mantenere il contatto visivo, non trasformarlo in un esercizio meccanico.
Guarda la persona quando saluti, quando ascolti e nei momenti importanti della conversazione.
Poi lascia che lo sguardo si muova naturalmente.
Essere autorevole al colloquio non nasce dal fissare qualcuno negli occhi.
Nasce dal riuscire a restare presente nella relazione.
Saluta in modo semplice e sicuro
Quando entri, saluta con naturalezza.
Presentati chiaramente.
Sorridi.
Anche la stretta di mano falla in modo semplice e professionale, senza cercare di dimostrare sicurezza attraverso la forza della presa.
Non hai bisogno di costruire una performance.
Le persone sicure non cercano continuamente di dimostrare di esserlo.
Siediti con naturalezza
Aspetta che ti venga indicato dove accomodarti.
Poi siediti evitando i due estremi.
Non afflosciarti sulla sedia.
Ma non stare nemmeno rigido come se fossi sull’attenti.
Mantieni una postura aperta e comoda, con i piedi ben appoggiati e il corpo orientato verso l’interlocutore.
Anche qui vale la stessa regola:
presente, non impostato.
Una postura naturale ti permette anche di respirare meglio, ascoltare con maggiore attenzione e rispondere senza quella sensazione di dover controllare ogni gesto.
Essere autorevole non significa recitare il leader
È facile trasformare il colloquio in una performance.
La postura giusta.
Lo sguardo giusto.
La stretta di mano giusta.
La frase giusta.
Ma se pensi continuamente a come stai apparendo, rischi di smettere di ascoltare.
L’autorevolezza non nasce dalla perfezione dei gesti.
Nasce dalla combinazione di preparazione, presenza e consapevolezza del proprio valore.
Entra con rispetto.
Ma senza sentirti inferiore.
Ascolta. Parla con calma.
Non cercare di impressionare a ogni costo.
Se sei stato invitato a quel colloquio, qualcuno ha già visto qualcosa di interessante nel tuo profilo.
Adesso il tuo compito è permettere che quella persona incontri te, non una versione costruita per l’occasione.
Poi, probabilmente, arriverà la domanda:
“Mi parli di lei.”
Ma questa è un’altra storia.
Scopri il coaching per colloqui di successo!








Formatore e Coach.

