Confrontarsi con gli altri: il metodo infallibile per farsi tanto male

“Al lavoro sono tutti migliori di me”
“Gli altri hanno qualcosa in più”
“Roberta ha un passo in più”
Un tuo caro amico ti chiama e ti dice che è stato promosso.
Come ti senti?
Felice per lui? Oppure qualcosa comincia a muoversi dentro: gelosia, amarezza, frustrazione?
Se sei abituato a confrontarti con il collega che ha ottenuto la promozione, l’amico che ha avviato la sua attività o la persona che sembra avere sempre una marcia in più, sai quanto può essere facile uscirne male.
Perché alcune persone hanno davvero più talento, esperienza o competenza di te in un determinato ambito.
E allora?
Ci confrontiamo perché temiamo di non essere abbastanza
Dario è un broker eccezionale.
Alex sa vendere meglio di te.
Sabrina ha una creatività che vorresti avere.
Può essere vero.
Il problema nasce quando prendi una loro qualità e la trasformi nella misura di tutto il resto.
Vedi ciò che quella persona sa fare bene e dimentichi ciò che sai fare tu. Confronti il suo punto di forza con una tua debolezza.
Una gara costruita così puoi soltanto perderla.
Nel confronto vediamo spesso il meglio degli altri e lo confrontiamo con ciò che ci piace meno di noi.
Dario potrebbe non avere la tua capacità di analisi. Alex potrebbe essere un grande venditore ma non avere la tua competenza tecnica. Sabrina potrebbe essere molto creativa e meno concreta di te.
Non significa che tu sia migliore.
Significa semplicemente che le persone non possono essere ridotte a un’unica classifica.
Confrontarsi continuamente è il pass per l’insoddisfazione
Nel confrontarsi con gli altri, ci sarà sempre qualcuno più bravo di te in qualcosa.
Più competente.
Più brillante.
Più veloce.
Più sicuro.
Più avanti nella carriera.
Se utilizzi gli altri come metro permanente del tuo valore, troverai sempre qualcuno con cui perdere.
E c’è un altro problema.
Conosci molto bene i tuoi dubbi, gli errori, le occasioni perse e le giornate in cui non sei stato all’altezza.
Degli altri, invece, vedi soprattutto ciò che emerge.
Il risultato raggiunto.
La promozione.
Il nuovo incarico.
Il successo.
E naturalmente il confronto non regge.
Confrontarsi con gli altri può diventare utile solo se cambia la domanda
Vedere qualcuno ottenere ciò che desideri non deve necessariamente diventare una minaccia.
Può anche essere un’informazione.
Invece di chiederti:
- “Perché lui sì e io no?”
prova a chiederti:
- “Che cosa sta facendo bene?”
- “C’è qualcosa che posso imparare?”
- “Quale competenza devo ancora sviluppare?”
A quel punto il confronto smette di essere un giudizio sul tuo valore e può diventare uno strumento per capire dove vuoi crescere.
Non usare il successo degli altri per misurare quanto vali.
Usalo, se serve, per capire cosa puoi imparare.
Qualcuno sarà sempre più bravo di te in qualcosa.
E tu sarai più bravo di qualcun altro in qualcos’altro.
Continuare a fare classifiche non porta molto lontano.
Molto più utile è capire dove sei tu, cosa ti manca e quale può essere il tuo prossimo passo.








Formatore e Coach.

