“Coaching? Siiii. Comincio lunedi.. no, il prossimo mese.. meglio dopo l’estate”

iniziare coaching

“In questo periodo sono troppo stressato.”
“Quando sarà passato questo periodo.”
“Non sono ancora pronto.”
“Non è il momento giusto.”
“Dal 1° gennaio comincio.”
“Dopo le vacanze comincio.”

E poi ci sono i grandi classici:

  • “Lo farò quando avrò più tempo.”
  • “Quando troverò lavoro.”
  • “Quando mi promuoveranno.”
  • “Quando diventerò capo.”

Insomma: non adesso.

Nella mia esperienza di coach ho incontrato diverse persone interessate alla propria crescita professionale, incuriosite dal coaching e consapevoli di avere qualcosa su cui lavorare.

Eppure rimandano.

Uno dei motivi più ricorrenti è la mancanza di tempo.

Reale, qualche volta.
Presunta, molte altre.

Il momento giusto difficilmente arriva

Quando qualcosa ci mette un po’ in difficoltà, è naturale rimandare.

Ne parliamo al futuro:

  • “Farò.”
  • “Vorrei.”
  • “Prima o poi comincerò.”

Cambiare lavoro, affrontare un problema con il capo, prendere una decisione importante, iniziare un percorso di coaching.

Prima o poi.

Il problema è che quel momento ideale, con poco stress, tutto sotto controllo e la testa completamente libera, potrebbe non arrivare.

Finisce un periodo complicato e ne comincia un altro.

Passa una scadenza e ne arriva una nuova.

Aspettare il momento perfetto può diventare un modo molto efficace per non cominciare mai.

“Non ho tempo” può voler dire molte cose

Non credo che chi dice di non avere tempo stia necessariamente cercando una scusa.

A volte il tempo manca davvero.

Ci sono periodi nei quali lavoro, famiglia, problemi e responsabilità occupano quasi tutto lo spazio disponibile.

Altre volte, però, “non ho tempo” nasconde qualcosa di diverso.

Può voler dire:

  • non è ancora una priorità
  • non sono convinto
  • ho paura di quello che potrei scoprire
  • so che dovrei cambiare qualcosa, ma non me la sento
  • preferisco rimandare una decisione difficile

Ed è qui che vale la pena fermarsi.

Non per colpevolizzarsi.

Per capire.

Una cliente era convinta di non avere un minuto libero

Ricordo una cliente con la quale persino fissare le sessioni era diventato complicato.

“Non ho tempo.”

Era la frase ricorrente.

A un certo punto abbiamo messo nero su bianco una sua giornata tipo.

Non per dimostrarle che aveva torto.

Volevamo capire dove finiva realmente il suo tempo.

Sono emerse attività poco importanti, altre che potevano essere delegate e diversi impegni ai quali continuava a dire sì quasi automaticamente.

Ma è emerso soprattutto un altro aspetto.

Il problema non era soltanto trovare un’ora per il coaching.

Quell’ora significava fermarsi e affrontare qualcosa che continuava a rimandare.

Questa consapevolezza ha cambiato completamente la prospettiva.

Prima di dire “non ho tempo”, fatti una domanda

Non serve riempire ancora di più l’agenda.

E neppure convincerti che, se vuoi veramente qualcosa, devi trovare il tempo a tutti i costi.

Prova piuttosto a chiederti:

“Mi manca davvero il tempo oppure sto rimandando qualcosa che mi mette in difficoltà?”

La risposta può essere scomoda.

Ma almeno è una risposta.

Perché continuare a raccontarsi delle scuse permette di rimandare ancora.

Capire perché stai rimandando ti permette invece di decidere.

Anche di decidere che questo non è il momento.

Ma consapevolmente.

Il primo passo non deve essere enorme

Iniziare non significa necessariamente prendere una decisione definitiva.

A volte significa semplicemente informarsi.

Fare una telefonata.
Parlarne con qualcuno.
Capire meglio che cosa vuoi.

Il primo passo serve soprattutto a uscire dall’immobilità.

Se stai pensando da tempo a un percorso di coaching ma continui a rimandare, puoi semplicemente contattarmi.
Ci confrontiamo sulla situazione e capiamo se, e come, posso esserti utile.

Senza aspettare lunedì.
Il prossimo mese.

O, naturalmente, dopo l’estate.