10 frasi che ti fanno apparire subito insicuro al lavoro – anche se non lo sei

Come ho sottolineato più volte nel mio libro “Autorevolezza”, quando comunichiamo non conta soltanto ciò che vogliamo dire.
Conta anche come lo facciamo arrivare agli altri.
Soprattutto quando siamo sotto pressione, emozionati o nervosi, alcune espressioni possono farci apparire più esitanti, dipendenti dall’approvazione o poco convinti di ciò che stiamo dicendo.
Non perché siano parole “vietate”.
Il problema nasce quando diventano un’abitudine che indebolisce continuamente il messaggio.
Non devi eliminare ogni esitazione dal tuo linguaggio.
Devi evitare di trasformare ogni frase in una richiesta di rassicurazione.
Ecco 10 esempi che ti fanno apparire insicuro al lavoro.
1. “Non lo so”
Non sapere qualcosa non significa essere incompetenti.
Anzi, inventare una risposta per non ammetterlo è molto peggio.
Il problema è fermarsi lì:
“Non lo so.”
Meglio:
“Non ho ancora questa informazione. Verifico e ti aggiorno entro oggi.”
Oppure:
“Non ne sono sicuro. Prima di risponderti preferisco controllare.”
Non devi conoscere tutto. Devi sapere che cosa fare quando non conosci la risposta.
Su questo puoi leggere anche il mio post “Cosa rispondono i leader quando non conoscono la risposta”.
2. “Devo chiedere al capo”
Può essere assolutamente vero.
Tutti abbiamo limiti decisionali.
Ma ripetere continuamente che qualcun altro deve autorizzarti può farti apparire privo di autonomia.
Meglio:
“Verifico internamente e ti do una risposta domani.”
Stessa realtà.
Meno enfasi sulla tua mancanza di potere decisionale.
3. “Credo che…” – “Penso che…”
Non c’è niente di sbagliato nel dire “penso” quando stai realmente esprimendo un’opinione.
Diventa debole quando lo utilizzi per attenuare anche ciò di cui sei ragionevolmente sicuro.
“Credo che possiamo consegnare venerdì.”
Se lo sai:
“Possiamo consegnare venerdì.”
Se invece esistono dubbi, esplicitali:
“Possiamo consegnare venerdì, se riceviamo i dati entro mercoledì.”
La sicurezza non consiste nel fingere certezze. Consiste nel dire chiaramente quanto sei certo e da cosa dipende.
4. “Vero?” – “Ho ragione?” – “È OK?”
Chiedere un parere è utile.
Cercare continuamente conferma, meno.
“È una buona idea, vero?”
“Ho fatto bene?”
“Sei d’accordo, no?”
Se le utilizzi spesso, rischiano di sembrare richieste di approvazione.
Esprimi prima il tuo punto di vista.
Poi, se serve davvero:
“Tu come la vedi?”
Così cerchi confronto, non rassicurazione.
5. “Incredibilmente” – “Assolutamente” – “Estremamente”
Non tutte le frasi hanno bisogno di essere potenziate.
“Sono estremamente felice.”
“È assolutamente incredibile.”
“Sono davvero, davvero entusiasta.”
A volte più cerchiamo di enfatizzare, meno risultiamo credibili.
Le parole semplici spesso trasmettono più sicurezza delle esagerazioni.
6. “Sono disponibile a qualsiasi ora”
Essere flessibile va bene.
Cancellare completamente la tua agenda per dimostrarlo, meno.
Meglio:
“Martedì e giovedì pomeriggio sono libero. Se necessario posso cercare un’altra soluzione.”
Comunichi disponibilità senza trasmettere l’idea che il tuo tempo non abbia valore.
7. “Mi dispiace disturbarti…”
Se stai davvero interrompendo qualcuno in un momento poco opportuno, una forma di cortesia è normale.
Ma se devi continuamente scusarti prima ancora di parlare:
“Scusa il disturbo…”
“Mi dispiace chiedertelo…”
rischi di presentare la tua richiesta come qualcosa di cui dovresti quasi vergognarti.
Meglio:
“Quando hai qualche minuto vorrei confrontarmi con te su…”
Cortesia sì. Sottomissione preventiva no.
8. “Scusa…”
Chiedere scusa quando hai sbagliato è segno di responsabilità.
Chiedere scusa per avere un’opinione, fare una domanda o proporre un’idea è un’altra cosa.
“Scusa, era solo un’idea…”
“Scusa, forse dico una sciocchezza…”
“Scusa se non sono d’accordo…”
Perché scusarti?
Non devi chiedere permesso per avere qualcosa di utile da dire.
Se hai sbagliato, chiedi scusa.
Altrimenti parla.
9. “Cercherò di farlo” – “Spero di riuscire”
Qualche volta è la risposta più sincera.
Ma se sai già quali sono le condizioni necessarie, è meglio esplicitarle.
Invece di:
“Spero di riuscire a finirlo entro venerdì.”
puoi dire:
“Posso chiuderlo entro venerdì se ricevo i dati entro mercoledì.”
Così trasformi l’incertezza in condizioni concrete.
E se davvero non sai se riuscirai?
Dillo.
Sicurezza non significa promettere ciò che non puoi garantire.
10. “Posso avere un minuto del tuo tempo?”
Se ti serve davvero un minuto, va benissimo.
Ma spesso utilizziamo questa frase per introdurre conversazioni che richiederanno venti minuti.
Questo crea fretta ancora prima di cominciare.
Meglio:
“Vorrei confrontarmi con te su questo tema. Quando avresti una quindicina di minuti?”
Dai al tuo argomento il tempo che merita.
Non devi parlare come un robot per non sembrare insicuro al lavoro
Eliminare automaticamente “credo”, “scusa”, “non lo so” e qualsiasi espressione di dubbio non ti renderebbe più autorevole.
Ti renderebbe artificiale.
La differenza sta nella frequenza e soprattutto nel motivo per cui utilizzi quelle parole.
Stai davvero esprimendo un dubbio?
Stai chiedendo un parere?
Hai commesso un errore?
Oppure stai soltanto cercando di attenuare tutto ciò che dici per paura della reazione degli altri?
Parlare con sicurezza non significa sembrare certo di tutto.
Significa non indebolire inutilmente ciò che hai da dire.
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